Anche la Regione Veneto ha approvato la proroga al proprio Piano Casa (c.d. Nuovo Piano Casa Veneto ter) la cui nuova scadenza è stata fissata per il prossimo 10 maggio 2017. Viene dunque confermata l’indiscrezione di un rinnovo “a tempo” della legge e solo per i prossimi 3 anni, anziché 5 come inizialmente previsto (leggi Nuovo Piano Casa Veneto: non più strutturale ma “a tempo”)

Si aggiorna così la situazione dei Piani Casa regionali (leggi anche Piano Casa, la tabella con la situazione Regione per Regione).

Molte le misure a favore dei proprietari di prima casa, i familiari e gli altri aventi diritto che, quindi, comprendono anche coppie di fatto e unioni omosessuali.

Anzitutto, il consiglio regionale ha confermato la possibilità di usufruire di un bonus volumetrico o di superficie pari al 20% degli edifici esistenti in deroga ai piani urbanistici. Ma non solo: gli incrementi di volume o di estensione potranno essere realizzati anche su aree limitrofe, fino a una distanza di 200 metri dall’abitazione principale e, quindi, su un diverso corpo di fabbrica.

La norma uscita dall’aula prevede anche la possibilità di costruzione in zona agricola, ma con alcune limitazioni.

Il Nuovo Piano Casa Veneto, nella versione approvata dal consiglio regionale, contempla una serie di incentivi per opere di adeguamento antisismico, bonifica dell’amianto dai manufatti edilizi e interventi di bioedilizia nell’ambito di interventi di demolizione e ricostruzione.

In questi casi, il bonus sale fino a +80%. Anche in questo frangente il premio volumetrico è riconosciuto pure a chi ricostruisce in un’area diversa, purché di proprietà.

Tra le altre novità contenute nel testo di legge approvato anche l’annullamento degli oneri di urbanizzazione e per il rilascio dei permessi di costruire, quando a richiederli saranno famiglie numerose con almeno 3 figli. Nelle zone turistiche è prevista una stangata del +200% degli oneri a carico di chi non manterrà la residenza per almeno 42 mesi.

Il Nuovo Piano Casa Veneto prevede anche la possibilità per i Comuni di approvare varianti urbanistiche al fine di promuovere l’insediamento di attività commerciali medie e grandi all’interno dei centri storici.

Le reazioni
Soddisfatta Marina Zorzato, vicepresidente della giunta che sottolinea come il Piano Casa Veneto abbia consentito l’apertura di 60.000 cantieri, “rianimando un settore edilizio altrimenti a picco”.

Meno entusiasta è la sezione regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.”Desta forte perplessità la possibilità di applicazione anche nei centri storici”, dice il presidente regionale Andrea Rumor. “Il centro storico va tutelato in quanto insieme urbano e non in riferimento ai singoli edifici”.

Ma a preoccupare l’INU è anche “il timore di vedere nell’approvazione del Nuovo Piano Casa Veneto ter il tentativo di superare la pianificazione del territorio dando soluzione al singolo caso”.

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