Proseguono i lavori nella Regione Veneto per approvare entro la scadenza (fissata il 30 novembre 2013) del Piano Casa locale, il nuovo dispositivo di legge che prorogherà, per la terza volta, le misure volte a favorire gli interventi di ristrutturazione edilizia sul territorio regionale.

All’appello per la proroga del Piano Casa mancano davvero poche Regioni, la stragrande maggioranza delle giunte regionali, infatti, ha già da tempo provveduto a prorogare ulteriormente le misure specifiche, come illustrato giorni fa nel post Piano Casa, la tabella con la situazione Regione per Regione.

Tra le novità del testo in discussione spicca la mancata conversione della norma in misura strutturale, quindi non soggetta a scadenza temporale, come precedentemente lasciato trapelare. Il nodo della discussione è se prorogare le misure del nuovo Piano Casa Veneto per altri 5 anni o solo per i prossimi 3 anni.

Altro elemento di innovazione rispetto al testo circolato in precedenza è la misura che stoppa il potere di veto dei sindaci e che, secondo le intenzioni dei relatori del DDL, dovrebbe essere d’aiuto a imprese e cittadini che, altrimenti, avrebbero dovuto tenere conto dei singoli regolamenti comunali, spesso molto differenti l’uno dall’altro.

Rientreranno tra gli immobili che possono sfruttare il nuovo Piano Casa Veneto anche quelli insistenti nei centri storici, a patto che il fabbricato non rivesta un particolare valore storico e artistico e non sia sottoposto a vincoli particolari.

A livello operativo, il nuovo Piano Casa Veneto consente ai proprietari di immobili un ampliamento fino al 20% del volume o della superficie esistente e comunque fino al limite massimo di 150 metri cubi per gli incrementi di volumetria negli edifici unifamiliari residenziali adibiti ad abitazione principale.

Previsto un ulteriore premio di +10% nel caso si preveda l’installazione di impianti per la generazione di energia elettrica di potenza non inferiore ai 3 kW.

Il nuovo Piano Casa Veneto premia anche chi decidesse di eseguire lavori in elevazione con un ulteriore 5% per gli edifici residenziali e 10% per gli edifici ad uso diverso, nel caso l’intervento preveda la messa in sicurezza sismica dell’intero stabile.

Infine gli interventi di demolizione e ricostruzione che saranno consentiti in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti vigenti con un premio del 79% del volume e della superficie se i lavori sono realizzati con miglioramenti delle prestazioni energetiche dell’involucro e fino all’80% nel caso in cui l’intervento adotti tecniche costruttive previste dalla normativa regionale per l’edilizia sostenibile.

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