Olimpiadi Roma 2020: Un sogno a costo zero? Tutti i numeri del No

Mario Monti ha detto no alle Olimpiadi di Roma 2020.

Dopo una valutazione sofferta siamo arrivati ad una  conclusione unanime: non sarebbe responsabile nelle condizioni dell’Italia assumere questa condizione di garanzia”, ha  spiegato Monti in conferenza stampa. “Non ce la sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare sulle finanze dell’Italia nei prossimi anni. In un altro momento storico avremmo potuto correre il rischio, ora no. Noi pensiamo ai giovani, ben oltre i prossimi mesi, e sappiamo che la traiettoria dell’Italia per numerosi anni a venire può dipendere dal successo o insuccesso della fase di decollo. Siamo nei mesi in cui è prematuro sganciare la cintura di sicurezza“.

“Le turbolenze finanziarie, quello che accade in Grecia, non consentono di prescindere da questa situazione, se vogliamo che non vengano messi a rischio i benefici conseguiti con i sacrifici richiesti ai cittadini”, aggiunge. “Tante volte in passato sono state prese, da governi di ogni segno, decisioni senza avere troppo riguardo per le conseguenze finanziarie. Noi non vogliamo che chi governerà l’Italia nei prossimi anni si trovi in una situazione di difficoltà.

Non vogliamo che il Paese, anche per una percezione che potrebbe essere giudicata non prudente ove si assumesse un impegno di questo tipo, non vogliamo che la percezione che faticosamente stiamo cercando di dare dell’Italia negli ambienti internazionali, nell’Unione europea e nei mercati possa essere compromessa da improvvisi dubbi, magari alimentati dai concorrenti dell’Italia. Questo non significa affatto che l’Italia debba rinunciare ad avere mete ambiziose.

L’Italia può e deve avere mete ambiziose e il nostro governo non è concentrato solo sul risanamento finanziario è concentrato anche sulla crescita. Ma in questo momento non pensiamo che sarebbe coerente impegnare l’Italia in questa cosa che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti. Tanto più che siamo, com’è noto a tutti, sottoposti nei prossimi anni ad un piano molto esigente di rientro nel rapporto debito-Pil, piano che non è stato scelto da questo governo, ma dal precedente che lo ha accettato in sede europea”.

Quest’anno le Olimpiadi si svolgeranno a Londra, nel 2016 a Rio de Janeiro e per Roma, che aveva già sfiorato l’idea delle Olimpiadi nel 2004 (fu scelta Atene), si vede sfumare la loro assegnazione per il 2020 a poche ore dalla scadenza prevista dal C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) per la formalizzazione della candidatura.

Mentre tutto il mondo fa a gara per sfruttare tale opportunità, l’Italia dice no: una vittoria per alcuni, concordi con l’idea di Monti di evitare “grandi spese”,   una sconfitta per altri vedendo nelle Olimpiadi un grande evento in grado di rilanciare il Paese all’insegna dello sport e considerando l’Italia l’unico paese che si dice NO da solo.

Ma quali erano i costi previsti? Secondo lo studio elaborato dal Comitato compatibilità e programmazione economica, guidata dal professor Marco Fortis, vicepresidente della fondazione Edison e docente di Economia Industriale e Commercio Estero presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica di Milano, la cifra complessiva stimata per l’evento sarebbe stata di 9,8 miliardi di euro di cui 1,6 miliardi a carico di Aeroporti di Roma Spa per il potenziamento della tratta aeroporto di Fiumicino-Roma citta, adeguamento della rete Roma Nord.

Nei particolari:

– circa 2,8 miliardi gli investimenti per le infrastrutture, quasi interamente già previsti dal Piano Strategico di Roma Capitale e utili anche per il Giubileo del 2025, che verrebbero utilizzati per il prolungamento della metro A da Anagnina a Tor Vergata, per interventi sul parco fluviale del Tevere da Saxa Rubra al Foro Italico, per il miglioramento della viabilità con l’aeroporto di Fiumicino e di alcune arterie urbane come Ponte di Dragona, Lungotevere, Tor di Quinto e il collegamento Salaria-Flaminia. Previsti anche 400 milioni di euro per il decoro urbano, l’accessibilità ai diversamente abili, le piste ciclabili e il contributo alla riqualificazione degli alberghi”.

– circa 2,5 miliardi i costi dell’organizzazione (coperti per intero da risorse di privati e ricavi).

– circa 1,4 miliardi per la realizzazione e l’adeguamento degli impianti sportivi di cui 333milioni destinati ad allestimenti e opere temporanee, 95 milioni per la costruzione di un bacino remiero, 55 milioni per la costruzione di un velodromo e ben 500 milioni per il completamento dilla Città dello Sport di Tor Vergata progettata dall’Architetto Santiago Calatrava. Quest’ultima prevista per i Mondiali di nuoto del 2009 e non completata.

– circa 1,4 miliardi per costruire il Villaggio Olimpico da 18.000 posti e il Centro Stampa da 5.000 posti.

Tutte spese che, secondo la relazione di Marco Fortis, sarebbero state coperte dai ricavi del Comitato Organizzatore: diritti tv, sponsor dal CIO, sponsor nazionali, vendita dei biglietti ecc. Inoltre, afferma Marco Fortis, le Olimpiadi avrebbero portato una crescita del Pil nazionale pari a 17,7 miliardi di euro, crescita che avrebbe coinvolto tutte le regioni d’Italia a costo zero.

Nonostante la relazione di Marco Fortis, giudicata “valida”, Monti ha però messo in evidenza ciò che è accaduto nelle precedenti edizioni delle Olimpiadi. Ha evidenziato come siano iniziate con previsioni “ragionevoli” per poi finire con bilanci finali molto più alti.

 Basta pensare ad Atene 2004 con previsione iniziale di spesa di 4,5 miliardi di euro e bilancio di spesa finale di 9 miliardi; Pechino 2008 con previsione iniziale di spesa di 1,6 miliardi di dollari e  bilancio finale di 40 miliardi; Londra 2012 con previsione iniziale di spesa di 2,3 miliardi di sterline e probabile bilancio finale di 24 miliardi.

E se per una volta il Governo ci avesse salvato dall’ennesimo inutile rischio finanziario?

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