Una vera ecatombe: solo nei primi 10 mesi del 2013 sono stati circa 6.000 i dipendenti degli studi professionali che hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione guadagni in deroga. Rispetto allo stesso periodo del 2012 si tratta di un aumento del 72%.

La contrazione del lavoro e i ritardi nei pagamenti delle prestazioni professionali da parte di imprese, famiglie ed enti pubblici impongono pesanti sacrifici anche ai datori di lavoro-professionisti che si vedono costretti a ridurre i costi.

A renderlo noto è Confprofessioni, che ha rielaborato i dati forniti dall’INPS relativamente al ricorso della CIG in deroga da parte di tutte le attività professionali.

“Nonostante il saldo occupazionale sia positivo negli studi professionali, si tratta di un trend che comincia a destare qualche preoccupazione”, commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella.

Dai dati analizzati da Confprofessioni, limitatamente agli studi professionali di Ingegneria e Architettura risulta che sono stati 257 i dipendenti degli studi professionali del settore Ingegneria a chiedere la CIG con un incremento del 135% rispetto a un anno fa. Per quanto riguarda il settore Architettura, la situazione è anche peggiore. I dipendenti in CIG sono stati 395 nel periodo gennaio-ottobre con un aumento del 150% sullo stesso periodo 2012.

A essere colpiti in maniera prevalente sono stati soprattutto gli studi professionali più grandi

L’introduzione della Cassa Integrazione Guadagni in deroga è un istituto relativamente nuovo per quanto riguarda gli studi professionali, introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legge 158/2008

Secondo le elaborazioni di Confprofessioni gli studi più colpiti sono quelli dell’area giuridica ed economica, dove si registra un forte balzo soprattutto negli studi notarili (1.277 dipendenti in Cig) e in quelli di consulenza amministrativo-gestionale, dove sono state messe in Cassa in deroga 1.361 lavoratori).

Nell’ambito delle professioni tecniche, come sopra accennato, sono complessivamente 1.400 gli addetti che hanno usufruito degli ammortizzatori sociali, mentre nell’area sanitaria il ricorso alla CIG in deroga non presenta grossi criticità in rapporto ai livelli occupazionali degli studi medici, odontoiatrici e veterinari. Nell’area economica, infine, la Cassa in deroga aumenta negli studi commerciali e tributari, ma si riduce negli studi che si occupano di gestione del personale.

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