Durissimo intervento di Confedertecnica contro gli Ordini professionali e le Casse di previdenza per i tecnici. In un documento rilasciato alla stampa, la Confederazione sindacale delle Professioni Tecniche espone alcune osservazioni sulla Legge di Stabilità 2014 e sui riflessi nei confronti delle libere professioni.

“La realtà”, si legge nel documento di Confedertecnica, “vede un Paese immobile incapace di rinnovarsi e riformarsi: anche le professioni, come altri settori ne pagano le conseguenze”.

Nel denunciare che le professioni tecniche sono soggette a una logica “che porta alla scomposizione tra nuclei di elite e soggetti satelliti emarginati”, Calogero Lo Castro, presidente facente funzione di Confedertecnica non risparmia giudizi durissimi nei confronti degli Ordini professionali e delle Casse di Previdenza.

“Gli Ordini hanno un costo altissimo, di milioni di euro”, denuncia Lo Castro, “caricato sui professionisti per funzioni di controllo su se stessi”.

“Venute meno le competenze relative all’applicazione delle tariffe”, gli Ordini, questa è la denuncia del numero uno della Confederazione sindacale delle Professioni Tecniche, “si sono caricati di nuovi compiti di controllo e di tutela collettiva, di per sé scontati nella ordinaria legislazione, come nella formazione continua, nell’assicurazione obbligatoria, nei nuovi codici deontologici, introducendo norme ripetitive e penalizzanti fino all’esclusione dall’attività professionale con le conseguenze che ne derivano, nell’applicazione di principi oligarchici”.

Ma Confedertecnica ne ha anche per le Casse Previdenziali che “si dotano in genere di provvedimenti autoreferenziali e penalizzanti, attuando provvedimenti che condizionano ulteriormente i professionisti nell’accesso agli affidamenti, negandone di fatto la possibilità di recupero, richiedendo contributi aggiuntivi ai pensionati con provvedimenti dichiarati discriminatori dalla Corte Costituzionale”.

Le proposte di Confedertecnica
Nel documento trovano posto anche alcuni indirizzi di intervento che, secondo i vertici della confederazione, potrebbero favorire lo sviluppo delle professioni tecniche senza oneri per la collettività.

Tra questi, la definizione di costi minimi per l’espletamento delle prestazioni professionali, una revisione delle norme di affidamento, l’ottimizzazione delle procedure della pubblica amministrazione, la soppressione degli elenchi comunali quale adempimento propedeutico alle procedure di assegnazione degli incarichi, l’introduzione di lettera liberatoria e fattura del professionista dell’avvenuta corresponsione dell’onorario e la rivisitazione delle finalità della formazione continua.

Consulta il documento con le Osservazioni al Governo susseguenti il Patto di Stabilità 2014 (a cura di Confedertecnica)

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