Un balcone con una sporgenza di circa 50 cm deve essere considerato rilevante ai fini del calcolo delle distanze in edilizia, secondo quanto disposto dal decreto 1444/1968?

È questo il tenore di una domanda giunta alla Redazione della rivista L’Ufficio Tecnico, per la quale curo insieme ad altri autori la rubrica dedicata ai quesiti e che voglio condividere anche sulle Pagine di Ediltecnico.it.

La risposta al quesito è positiva: sì, una sporgenza di mezzo metro è rilevante per la disciplina delle distanze in edilizia, come ha ricordato recentemente la giurisprudenza con la sentenza del T.A.R. Lombardia (Milano) del 9 agosto 2013, n. 2065.

Il computo della distanza tra edifici, in base alle norme del DM 1444/1968, nel caso in cui le pareti dei fabbricati non si estendano linearmente in altezza, ma manifestino rientranze e sporgenze, deve operarsi distinguendo fra gli sporti dalle ridotte dimensioni, aventi scopo meramente ornamentale e decorativo, da quelli costituenti sporgenze di particolari proporzioni, destinate per i loro caratteri strutturali e funzionali ad ampliare la superficie abitativa dei vani che vi accedono.

Di questi ultimi deve tenersi conto nel computo anzidetto, essendo veri e propri corpi di fabbrica che determinano un aumento dell’edificio in superficie e incidono quindi sulla consistenza volumetrica dello stesso (cfr. Cass., sez. II, 26 novembre 1996, n. 10497) come pure deve tenersi conto di altre sporgenze, quali i balconi, che vengono ad ampliare in superficie e in volume il fabbricato da cui sporgono, occupando lo spazio che deve invece rimanere libero per assicurare il prescritto distacco (cfr. Cass., sez. II, 24 marzo 1993, n. 3533; 10 novembre 2011, n. 23553; Cons. Stato, sez. IV, 5 dicembre 2005, n. 6909; ord. n. 1914 del 28 aprile 2010; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, 11 gennaio 2013, n. 83).

Di conseguenza, nel calcolo delle distanze in edilizia, non possono essere considerati quale mero elemento ornamentale i balconi sporgenti per 50 cm.

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5 Commenti

  1. “…come pure deve tenersi conto di altre sporgenze, quali i balconi, che vengono ad ampliare in superficie e in volume il fabbricato da cui sporgono…” i balconi ampliano il volume del fabbricato??? e da quando??

    • Hai ragione… Da quando, i balconi ampliano il VOLUME del fabbricato? E poi: migliaia di regolamenti edilizi dicono esattamente l’opposto, ritenendo i balconi fino ad un metro NON rilevanti ai fini delle distanze…..BAH! Mi piacerebbe sapere perchè le Sentenze, invece di applicare le leggi vigenti, in questo caso in materia urbanistica, DEBBANO RISCRIVERLE!

  2. Assolutamente ineccepibile il dover considerare la distanza a partire dallo sporto del balcone.
    Il volume del balcone è, invece, a parere del sottoscritto, una sonora corbelleria dovuta certamente ad una svista di cui lo stesso estensore della sentenza si è certamente rammaricato (a posteriori).

  3. Come si fa a confondere fra la lettera della norma (superfici finestrate) e sporgenza di un balcone che in tutti i regolamenti edilizi nazionali non costituisce vlume? Perche un giudice ignorante di tecnica edilizia ed urbanistica deve essere legittimato a stravolgere il significato delle parole. Esiste un modo non rivoluzionario di far rivedere e correggere una sentenza tanto arbitraria? Nel corso della attività profesionale di progettazione di balconi al di sotto dei dieci metri dalla facciata opposta ne ho realizzati tanti, perchè interventi successivi alla pubblicazione della sentenza devono essere penalizzati? mah…….

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