Negli appalti di servizi e forniture (tra i quali rientrano anche quelli relativi alle prestazioni effettuate da tecnici nell’ambito dell’ingegneria e architettura) la dimostrazione delle capacità tecniche dei candidati/concorrenti può essere fornita in uno dei modi indicati dall’art. 42, comma 1, lettere a) e seguenti del d.lgs. 163/2006 s.m.i.

La stazione appaltante dovrà indicare (art. 42, comma 2 d.lgs. 163/2006 s.m.i.) nel bando di gara o nella lettera di invito quali requisiti sono richiesti e quali documenti devono essere presentati per la loro attestazione.

In questo senso diventa, quindi, necessario che il tecnico impegnato in una prestazione commissionata da un soggetto privato o soprattutto pubblico, appena completate le proprie mansioni, abbia cura di richiedere e ottenere un certificato di buona esecuzione relativo ai servizi svolti.

Il certificato deve contenere i dati relativi al tipo di prestazione svolta, entità delle opere, tempi di esecuzione e valutazione delle attività prodotte; in questo senso viene riportato, di seguito, un modulo tipo che può servire da riferimento per la redazione del certificato:

Scarica il certificato tipo in formato .DOCX

Scarica il certificato tipo in formato .PDF

Ai fini della predisposizione e conservazione dei certificati è utile ricordare che:

1. i certificati sono dovuti dalle amministrazioni e vanno richiesti dal professionista appena completata la propria prestazione (meglio non rinviare per non essere costretti a ricerche concitate nel momento della partecipazione a gare successive);

2. conservare i certificati in modo adeguato anche perché la richiesta di certificazioni su lavori svolti può interessare anche periodi superiori agli ultimi tre anni.

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5 Commenti

  1. Ottima informazione e buon documento. Però mi chiedo: dal momento che nella legge 143/1949 non sono presenti tutte le attività che un tecnico può svolgere (ad es. coordinamento per la sicurezza) p ancora corretto il riferimento a classi e categorie di tale norma o è più opportuno riferirsi a norme successive? Grazie

    • Buongiorno Emanuela,
      Il riferimento alla legge 143 del 1949 è reso necessario dal fatto che le classi e le categorie descritte all’articolo 14 non sono state abrogate; il D.M. 4 aprile 2001 infatti adegua le tariffe con nuove percentuali sempre riferite alle stesse classi e categorie.
      La successiva abrogazione operata dall’art. 9 del d.l. 1/2012 delle tariffe professionali ha sancito, di fatto, la cancellazione della modalità d calcolo (riferito alle tariffe della legge 143/1949 come modificate dal d.m. 4/4/2001) non intervenendo, però sull’individuazione di nuove classi e categorie di definizione dei lavori che rimangono, ad oggi, l’unico riferimento utilizzabile.
      Ai fini del certificato di buona esecuzione dei lavori, comunque, può anche essere tolto il riferimento alla legge 143/1949, che non è sostanziale ai fini del richiamo normativo, ma resta ancora valido l’utilizzo delle classi categorie della stessa norma in attesa di una nuova disciplina che regoli, in modo organico, la materia.

  2. In qualità di componente del gruppo di progettazione, designato dalla società di ingegneria con la quale lavoravo, il comune mi ha rilasciato la certificazione di buona esecuzione dei servizi per le classi dei lavori ai quali ero stato incaricato, insieme ad altri professionisti.
    Volevo, pertanto, sapere se nella partecipazione al bando questi requisiti devono essere suddivisi per i professionisti partecipanti, es. 1 Ml€ in attività di 1d svolte da 5 professionisti, devo dichiarare 500 k€ ???, oppure posso dichiarare l’intero importo?

    grazie mlle

    saluti

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