Il Piano Casa affonda le sue radici nel 2009 quando l’allora Governo cercò di spingere il settore dell’edilizia, già in crisi, consentendo alle Regioni di concedere premi volumetrici in caso di interventi di ristrutturazione e/o di demolizione e ricostruzione di immobili.

La legislazione sul Piano Casa è stata adottata da tutte le Regioni ma con regole, opzioni e bonus diversi in ogni territorio. Non solo. Inizialmente progettata come un’iniziativa dal ristretto arco temporale di validità, il Piano Casa nelle diverse realtà regionali è stato più volte modificato e prorogato.

Attualmente, con esclusione della Emilia-Romagna, tutte le Regioni italiane hanno ancora attivo il “proprio” Piano Casa. In alcuni casi (Abruzzo, Basilicata, Piemonte, ecc.) la scadenza è stata ulteriormente prorogata di un anno, in altri, come nel Lazio, la scadenza è stata fissata nel 2015. Valle d’Aosta e la Provincia di Bolzano hanno, invece, reso strutturali i propri Piani Casa.

Di seguito presentiamo un elenco che riassume in maniera sintetica la situazione del Piano Casa nelle Regioni italiane.

Piano Casa Abruzzo
Le norme più recenti sono contenute nella legge regionale n. 62 del 18 dicembre 2012 e la scadenza è fissata per il 31 dicembre 2014.

Nel Piano Casa dell’Abruzzo sono consentiti ampliamenti fino al 20% se eseguiti su fabbricati la cui superficie residenziale sia uguale o superiore al 50% (massimo ampliamento consentito 200 metri cubi).

Per ulteriori informazioni, consulta il post Piano Casa Abruzzo, bonus volumetrici per la riqualificazione urbana e il post Piano Casa Regione per Regione: il nuovo Piano Casa Abruzzo

Piano Casa Basilicata
Anche la Basilicata ha prorogato i termini sia per eseguire ampliamenti che per la sostituzione edilizia tramite demolizione e ricostruzione. In ordine di tempo, la legge regionale di riferimento è la n. 18 dell’8 agosto 2013. La scadenza è fissata per il 31 dicembre 2014.

Per gli ampliamenti viene riconosciuto un bonus del +20% del volume su superfici fino a 200 metri quadri (edifici monofamiliari) o 400 metri quadri (edifici plurifamiliari). Il bonus scende al +15% per gli edifici non residenziali fino a un massimo di superficie di 250 metri quadri.

In caso di demolizione e ricostruzione, il Piano Casa Basilicata prevede un premio del 30% della superficie complessiva (edifici residenziali e non residenziali).

Per ulteriori informazioni, consulta il post Il Piano Casa Regione per Regione: il nuovo Piano Casa Basilicata.

Piano Casa Calabria
Anche la Calabria ha prorogato le norme del proprio Piano Casa fino al 31 dicembre 2014 con la legge regionale 10 febbraio 2012, n. 7.

Agli ampliamenti vengono riconosciuti dei bonus del 20% del volume di edifici fino a 1.000 metri cubi fino a un massimo di 70 metri quadri di superficie utile. Per gli edifici non residenziali il bonus +20% è limitato a immobili fino a 200 metri quadri.

In caso di demolizione e ricostruzione, il Piano Casa Calabria prevede un premio del 35% della superficie complessiva (edifici residenziali e non residenziali).

Piano Casa Campania
Scade il prossimo 11 gennaio 2014 il Piano Casa della Regione Campania, la cui ultima proroga è stata inserita nella legge regionale 24 dicembre 2012, n. 40.

Gli ampliamenti sono premiati con un incremento del 20% della volumetria esistente, ma solo su edifici a destinazione residenziale e per un massimo di 1.500 metri cubi. Agli interventi di demolizione e ricostruzione viene riconosciuto un bonus del 35% sul volume esistente.

Piano Casa Emilia-Romagna
È l’unica Regione italiana che non ha provveduto a prorogare le norme sul proprio Piano Casa che risulta, pertanto, concluso.

Piano Casa Friuli-Venezia Giulia
Con la legge 11 novembre 2009, n. 19, il Friuli-Venezia Giulia ha prorogato il proprio Piano Casa fino al prossimo 18 dicembre 2014.

Gli ampliamenti sono premiati con un bonus del 35% del volume esistente. Se l’edificio è residenziale o ad uso alberghiero e direzionale il limite massimo sono 200 metri cubi, che aumentano a 1.000 per edifici a destinazione produttiva.

Piano Casa Lazio
Con esclusione della Valle d’Aosta e della Provincia di Bolzano, che hanno reso strutturali le agevolazioni del Piano Casa, quello del Lazio presenta l’orizzonte temporale più ampio. Con la legge regionale 6 agosto 2012, n. 12, infatti, il Piano Casa Lazio scadrà il prossimo 31 gennaio 2015.

Per gli ampliamenti si prevede un bonus del 20% della superficie utile con i seguenti limiti: 70 metri quadri per gli immobili residenziali, 250 metri quadri per gli immobili produttivi.

In caso di demolizione e ricostruzione, il Piano Casa Lazio prevede un premio del 35% della superficie complessiva (edifici residenziali e non residenziali).

Per ulteriori informazioni consulta il post Il Piano Casa Regione per Regione: il nuovo Piano Casa Lazio.

Piano Casa Liguria

La legge regionale di riferimento è la n. 49 del 3 novembre 2009. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2013 (salvo proroghe).

Agli aumenti di superficie sono concessi bonus variabili e, precisamente, fino a 200 metri cubi il bonus è di 60 mc; da 200 a 500 mc è pari al 20% da 500 a 1.000 mc il bonus scende al 10%, tra i 1.000 e i 1.500 il bonus massimo è di 170 mc.

Negli interventi di demolizione e ricostruzione il bonus massimo è del 35% in più della volumetria fino a 2.500 metri cubi per edifici residenziali, che diventano 10.000 per gli immobili non residenziali.

Piano Casa Lombardia
Ecco un’altra scadenza molto prossima. In Lombardia, infatti, i bonus per ampliamenti e sostituzioni edilizie scadranno il 31 dicembre 2013, ovviamente salvo eventuali proroghe. Agli ampliamenti, il Piano Casa Lombardia garantisce un +20% sui volumi per un massimo di 300 metri cubi (solo immobili residenziali uni e bifamiliari).

Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, invece, l’incremento è stato fissato al 30% che, in certi casi specifici, può salire fino al 35% in più.

Per approfondire ulteriormente leggi il post Il Piano Casa Regione per Regione: Piano Casa Lombardia.

Piano Casa Marche
Grazie alla legge 2 agosto 2013, n. 24 il Piano Casa marchigiano scadrà solo il 31 dicembre 2014. Nel caso degli ampliamenti, le Marche riconoscono un incremento del 20% (massimo 200 metri cubi) per gli edifici residenziali. Stesso incremento (+20%) anche per gli edifici non residenziali (superficie lorda).

Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, invece, l’incremento è stato fissato al 30% che, in certi casi specifici, può salire fino al 40%.

Piano Casa Molise
Solo il Veneto ha una scadenza del proprio Piano Casa più ravvicinata del Molise. La data di fine, fissata dalla legge regionale n. 21 del 9 settembre 2011, è il 17 dicembre 2013.

Gli ampliamenti sono premiati per il residenziale con un incremento del 30% del volume o della superficie coperta in caso di immobili a destinazione diversa.

Per la demolizione e ricostruzione si ha un incremento del 35% del volume o della superficie coperta in caso di immobili a destinazione diversa.

Piano Casa Piemonte
La legge 12 agosto 2013, n. 17 ha prorogato il Piano Casa della Regione al 31 dicembre 2014. La situazione, per quanto riguarda gli ampliamenti, garantisce per gli immobili residenziali un bonus del 20% sulla superficie lorda entro un limite massimo di 200 metri cubi. Per gli immobili non residenziali, invece, l’ampliamento previsto arriva fino a un massimo di 2.000 metri quadri.

Gli interventi di demolizione e ricostruzione sono premiati in base al livello di prestazione energetica raggiunta dal nuovo immobile (25% o 35%).

Per ulteriori informazioni leggi Il Piano Casa Regione per Regione: il Piano Casa del Piemonte.

Piano Casa Puglia
Anche la Puglia ha prorogato la validità al 31 dicembre 2014 (legge regionale 7 agosto 2013, n. 26). Per gli ampliamenti sono interessati immobili residenziali fino a 1.000 metri cubi che possono godere di un bonus del 20%. Il bonus del +35% sulla volumetria per interventi di demolizione e ricostruzione è garantito se i lavori interessano almeno i ¾ dell’immobile.

Per ulteriori informazioni leggi il post Viaggio nel Piano Casa Regione per Regione: il Piano Casa Puglia.

Piano Casa Sardegna
La recentissima legge regionale 28/2013 fissa la scadenza del Piano Casa sardo al 26 novembre 2014. Per gli ampliamenti il bonus è del 20% sui volumi (edifici residenziali e non). Per la demolizione e ricostruzione il bonus è del 30% sui volumi demoliti (edifici residenziali e non).

Per ulteriori informazioni leggi il post Viaggio nel Piano Casa Regione per Regione: il Piano Casa Sardegna.

Piano Casa Sicilia
In Sicilia, la legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 ha prorogato all’8 agosto 2014 la scadenza del Piano Casa che prevede un incremento dei volumi del 20% per il residenziale (fino a un massimo di 200 metri cubi) e del 15% per in non residenziale (fino a un massimo di 400 metri cubi).

Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, invece, l’incremento è stato fissato al 25% che, in certi casi specifici, può salire fino al 45% sia per edifici residenziali che per edifici non residenziali.

Piano Casa Toscana
La Toscana attende una proroga del proprio Piano Casa che, altrimenti, scadrà il 31 dicembre 2013. Gli ampliamenti sono agevolati con un incremento del 20% sulla superficie lorda (immobili residenziali e non). Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, il bonus è fissato al 35% della superficie lorda per tutti i tipi di immobili a condizione che almeno il 65% degli stessi sia destinato a uso residenziale.

Piano Casa Provincia autonoma di Trento
Anche Trento attende la proroga. Per ora la delibera di giunta provinciale n. 2917 del 27 dicembre 2012 fissa la scadenza al 31 dicembre 2013. Gli ampliamenti sono premiati in base alle prestazioni energetiche raggiunte con la ristrutturazione e variano da un minimo del 3% al 20%.

La demolizione e ricostruzione è premiata con un aumento dei volumi esistenti del 15%.

Piano Casa Umbria
Il 14 dicembre 2012 con la legge regionale n. 23, la Regione Umbria ha prorogato il proprio Piano Casa al 31 dicembre 2014. Agli ampliamenti viene concesso un bonus del 25% fino a un massimo di 80 metri quadri nelle unità immobiliari non superiori ai 400 metri quadri. La percentuale di premio sale al 30% (elevabile al 40%) per gli immobili non residenziali.

Sempre del 25% è il premio per gli interventi di demolizione e ricostruzione per il residenziale, che sale al 35% per il non residenziale.

Piano Casa Valle d’Aosta
La legge regionale 1° agosto 2011, n. 18 ha reso strutturale (permanente) il Piano Casa. Gli ampliamenti sono premiati con un 20% del volume esistente, che sale al 35% per gli interventi di demolizione e ricostruzione.

Piano Casa Veneto
Approvato il nuovo Piano Casa Veneto ter che scadrà il 10 maggio 2017. Confermati i premi volumetrici e di superficie del 20%, che potranno essere realizzati anche al di fuori dell’edificio principale su corpi di fabbrica distanti fino a 200 metri. Incrementati al +80% i premi volumetrici per interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano opere di adeguamento antisismico, bonifica dell’amianto e interventi di bioedilizia.

Prevista la possibilità di approvazione da parte dei Comuni di varianti urbanistiche per promuovere l’insediamento di attività commerciali medie e grandi nei centri storici cittadini.

Mentre si attende un intervento legislativo che renda strutturale il Piano Casa, in Veneto la scadenza è la più ravvicinata: il 30 novembre 2013 (legge regionale 8 luglio 2011, n. 13). Agli ampliamenti sono riservati premi del 20% dei volumi esistenti sia per il residenziale che per il non residenziale.

I volumi demoliti e poi ricostruiti, invece, godono di un bonus del 40% (elevabile al 50%) per tutti i tipi di immobili.

Piano Casa Provincia autonoma di Bolzano

Anche la Provincia di Bolzano ha reso strutturale (permanente) il Piano Casa con la legge provinciale n. 2 del 2 gennaio 2010. A Bolzano e provincia gli ampliamenti possibili sono entro i 200 metri cubi fuori terra. Le condizioni per realizzare questi interventi sono che l’immobile sia destinato a uso residenziale almeno per il 50% e che la superficie non sia superiore ai 160 metri quadri. La demolizione e successiva ricostruzione è ammessa dal Piano Casa di Bolzano e provincia solo se non interessa oltre il 50% del volume del fabbricato

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2 Commenti

  1. […] La Legge Regionale che regola il Piano Casadella Toscana è la n. 24 dell’8 maggio 2009, con relative modifiche. Per la Toscana si attende la terza proroga al Piano Casa, della durata di un anno, fino al 31 dicembre 2014. Consulta l’intera Legge Regionale della Toscana 24/2009 (Paino Casa Toscana). Interventi di ampliamento Su ciascuna unità immobiliare sono consentiti interventi di ampliamento fino al massimo del 20% della superficie utile lorda già esistente alla data del 31 marzo 2009 e legittimata da titoli abilitativi, comunque fino a un massimo complessivo per l’intero edificio di settanta metri quadrati di superficie utile lorda. Questi interventi possono essere realizzati solo su edifici abitativi che, alla data del 31 marzo 2009, hanno le seguenti caratteristiche: – edificio unifamiliare esteso da terra a tetto; – edificio bifamiliare o comunque di superficie utile lorda non superiore a trecentocinquanta metri quadrati. Con questi interventi non può essere modificata la destinazione d’uso degli edifici interessati. I frazionamenti sono consentiti ove previsti dagli strumenti o dai regolamenti urbanistici. Interventi di demolizione e ricostruzione Sono consentiti interventi edilizi di completa demolizione e ricostruzione con ampliamento fino al massimo del 35% della superficie utile lorda già esistente al 31 marzo 2009 e legittimata da titoli abilitativi. Questi interventi sono consentiti su edifici abitativi per i quali gli strumenti della pianificazione territoriale, gli atti di governo del territorio o gli strumenti urbanistici generali dei comuni consentono gli interventi di sostituzione edilizia di cui all’articolo 78, comma 1, lettera h) della l.r. 1/2005 , o gli interventi di cui al medesimo comma 1, lettera f). Gli interventi sono realizzati nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati consentite dai regolamenti urbanistici o dai regolamenti edilizi comunali e se: – gli edifici abitativi sono situati all’interno dei centri abitati; – gli edifici sono collocati in aree esterne agli ambiti dichiarati a pericolosità idraulica molto elevata e a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata dai piani di bacino di cui alla l.r. 183/1989 o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti della pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei comuni. Gli interventi devono essere realizzati con l’utilizzo di tecniche costruttive di edilizia sostenibile che, anche attraverso l’impiego di impianti alimentati da fonti rinnovabili: a) consentano, con riferimento alla climatizzazione, il conseguimento della classe “A” per l’edificio e prestazioni di tipo “B” per gli impianti, ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia) e successive modificazioni ed integrazioni; b) perseguano gli obiettivi di qualità energetico-ambientali indicati nelle linee guida emanate ai sensi dell’articolo 145 della l.r. 1/2005, con particolare riferimento alla qualità ambientale esterna, al risparmio delle risorse, ai carichi ambientali. Condizioni di ammissibilità degli interventi Gli interventi edilizi devono avere il fine del miglioramento della qualità architettonica in relazione ai caratteri urbanistici, storici, paesaggistici e ambientali del contesto territoriale in cui sono inseriti. Questo sul Piano Casa Toscana è uno degli articoli che abbiamo scritto sulle leggi regionali che regolano la gestione e il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle diverse Regioni italiane. Scopri cosa contengono le altre leggi regionali in Piano Casa, la tabella con la situazione Regione per Regione. […]

  2. Dal punto di vista normativo il riferimento è dato dal Codice Civile che definisce le norme che regolano il diritto di proprietà e il rispetto delle distanze.
    Il Codice Civile fissa una distanza minima tra i fabbricati di 3 metri, salvo che i regolamenti comunali dispongano altrimenti.
    Questo significa che il primo riferimento sono i regolamenti edilizi e che le disposizioni del Codice Civile si applicano solo in loro mancanza.

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