Liberalizzazioni, giungla di emendamenti
Liberalizzazioni, giungla di emendamenti

La Commissione Industria del Senato questa settimana sta conducendo l’esame del ddl di conversione del d.l. 24 gennaio 2012 n. 1, il Decreto liberalizzazioni. Devono essere analizzati più di 1500 emendamenti, 164 dei quali sono relativi all’articolo 9 che detta disposizioni sulle professioni e che abroga le tariffe.

 

La giungla degli emendamenti
È difficile procedere ad una schematizzazione degli emendamenti presentati perché sono molto vari. Alcuni chiedono l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 9, cioè richiedono che non vengano abrogate le tariffe professionali; altri emendamenti chiedono, al contrario, la soppressione del comma 2, vale a dire non ritengono necessaria la predisposizione di parametri di riferimento da utilizzare nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, in sostituzione delle tariffe professionali attualmente utilizzate.

 

Le dichiarazioni di Leopoldo Freyrie 
Proprio in merito a questi temi, in un’intervista sul Corriere Economia, Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc), ha analizzato gli aspetti da correggere della riforma delle professioni.

Sono riassumibili in due punti:
– abrogazione, prevista dal decreto liberalizzazioni, delle tariffe professionali;
– le società tra professionisti (introdotte dalla Legge 183/2011, art. 10), nella parte in cui si prevede la possibilità per il socio di puro capitale (non professionista) di detenere la maggioranza della società.

Leopoldo Freyrie ha dichiarato: “Manca una visione di lungo periodo, un concreto progetto di politica economica che investa nelle professioni rilanciando il loro ruolo, favorendone la crescita, lo sviluppo e l’inserimento – soprattutto dei giovani – nel mercato”.

Freyrie: per le gare pubbliche occorre mantenere le tariffe
Il presidente del Cnappc ritiene che le tariffe siano necessarie perché rappresentano parametri per stabilire le soglie di gara per gli incarichi pubblici. Senza questi parametri “o si bloccheranno le procedure oppure le pubbliche amministrazioni sfrutteranno il vuoto normativo per assegnare solo incarichi fiduciari sotto soglia”. Freyrie giudica “positiva l’esplicitazione, da parte del ministero, della necessità di parametri di riferimento per il giudice in caso di contenzioso” ma ricorda che “nel mercato delle opere private l’abolizione dei minimi – attuato dal decreto Bersani – non ha prodotto effetti rilevanti. In quello pubblico ha, invece, innestato un processo di dumping estremo che ha portato a ribassi fino oltre il 90% con inevitabile scadimento della qualità”.

Freyrie: evitare che gli architetti siano ostaggi del denaro
Il Consiglio nazionale degli architetti ha espresso il proprio parere negativo sulla legge 183/2011 al socio di capitale nelle società tra professionisti. “Esiste un rischio concreto e altissimo: bisogna evitare che gli architetti e i professionisti in genere divengano ostaggio del denaro. Il cliente rischia di non sapere se si sta rivolgendo a un professionista libero e autonomo o viceversa a un progettista che, magari occultamente, dipende dalla stessa impresa della quale deve dirigere i lavori e controllare i costi di costruzione”.

 

Ricordiamo inoltre che è possibile che l’abrogazione delle tariffe professionali metta a rischio le gare: le stazioni appaltanti, infatti, non hanno più un riferimento per il prezzo a base d’asta , per i requisiti di capacità tecnica e per i servizi di architettura e di ingegneria svolti. Il Responsabile del procedimento sarà costretto a definire l’importo a base d’asta con criteri soggettivi (e non oggettivi).
Anche il Consiglio nazionale degli ingegneri  ha stigmatizzato “l’abrogazione di tutti i tariffari, disposta dall’articolo 9 del Decreto Legge n. 1/2012 recentemente emanato, che ricondurrà il mercato dei bandi di progettazione a una condizione di selvaggia anomia con effetti devastanti sulla sicurezza e qualità delle opere pubbliche”.
In questi giorni la Commissione del Senato sta analizzando gli emendamenti. Attendiamo il suo responso in merito a tali, complicate materie.

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