Le risorse finanziarie per la riqualificazione e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico italiano ci sono … ma non vengono usate. Almeno non tutte. Oltre il 50% del denaro stanziato allo scopo tra il 2004 e il 2012, pari a 1,2 miliardi di euro, è ancora inutilizzato. A questa cifra si devono aggiungere anche il miliardo e trecento milioni di euro che il Decreto del Fare, prima, e il Decreto Istruzione, poi, hanno messo sul tavolo.

A denunciare il fatto sono i costruttori dell’ANCE durante l’audizione alla Commissione Cultura della Camera dello scorso 18 settembre nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla situazione dell’edilizia scolastica in Italia (leggi il testo integrale dell’Audizione 18 settembre 2013 sulla situazione dell’edilizia scolastica in Italia).

La situazione dell’edilizia scolastica
Nell’analisi della situazione dello stato del patrimonio edilizio scolastico italiano, il presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti, che ha guidato la delegazione alla Camera, ha evidenziato situazioni molto gravi, già più volte evidenziate.

Due i problemi più gravi di cui soffrono gli edifici scolastici: la vetustà delle strutture e il fatto che molti fabbricati insistono su aree caratterizzate da forte rischio idrogeologico e sismico.

Sul fatto che moltissime scuole sono obsolete basta un dato: oltre la metà degli edifici scolastici ha quasi quarant’anni, essendo stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica per nuove costruzioni nel 1974.

E ancora più grave, se possibile, è il fatto che oltre 24.000 scuole si trovano in aree a elevato rischio sismico e circa 6.250 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico. I dati sono stati forniti dal recente studio ANCE Cresme sullo stato del territorio italiano.

Con riferimento al grado di pericolosità, le Regioni con più edifici a rischio sismico sono la Sicilia, con 4.894 scuole, la Campania, con 4.872, e la Calabria, con 3.200 scuole.

Più concentrata al Nord, invece, la distribuzione degli edifici scolastici a rischio idrogeologico. Nelle Regioni del Nord Est gli edifici a rischio sono 1.879 (30%), nel Nord Ovest 1.401 (22%), mentre al Sud sono 1.876 ( 30%).

La strategia globale consigliata dall’ANCE
Si muove su molteplici binari la strategia di riqualificazione del patrimonio scolastico italiano suggerita dall’ANCE che lamenta un “progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione di interventi per la messa in sicurezza sismica e la mitigazione del rischio frane”.

Secondo i costruttori, attraverso la formula del Partenariato Pubblico Privato si potrebbe agire su tre livelli:

1. la costruzione di nuove scuole, in sostituzione di quelle obsolete, stimate in circa 15.000 unità (circa un terzo del patrimonio);

2. la messa in sicurezza degli edifici esistenti;

3. la riqualificazione energetica e gli adeguamenti funzionali degli edifici esistenti.

I soldi, a quanto pare, ci sono. Ora occorre che vengano utilizzati il prima possibile.

Di Mauro Ferrarini

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