Va a Tamassociati, studio italiano di progettazione, il prestigioso Premio Internazionale di Architettura Aga Khan 2013: l’annuncio ufficiale è stato dato il 6 settembre scorso.

Il riconoscimento, ambito in tutto il mondo e conteso in questa edizione da oltre 400 candidature, ha premiato l’ideazione, la costruzione e l’impatto eco-sociale del centro ospedaliero SALAM realizzato da Tamassociati a Khartoum (Sudan), commissionato dalla ONG Emergency.

La giuria internazionale del Premio ha scelto lo studio Tamassociati per le particolarità del progetto e i metodi di realizzazione dell’ospedale.

L’ideazione e la costruzione del centro ospedaliero – oggi punto di riferimento stabile per oltre 300 milioni di abitanti – sono il frutto di un dialogo continuo tra obiettivi (inizialmente “utopici”), e risorse (energetiche, sociali, materiali) locali, e hanno dato forma a un ‘luogo del diritto’, un concreto indizio di sanità e futuro in un territorio costantemente falcidiato dalla durezza delle estreme condizioni atmosferiche e dai micidiali colpi di coda inferti da uno sviluppo cinico, irrispettoso e violento che arriva da lontano.

Concepire sulla carta, modellare nel tempo e costruire nello spazio un ospedale pubblico, gratuito e bello, dagli standard sanitari internazionali più elevati, dotato di impianti e sistemi energetici di grande avanguardia, modellato sui criteri della ‘eco-semplicità’, adottando elementi di empatia fisiognomica, imprese, materiali e manodopera locali – trasformando il cantiere in un laboratorio di restauro e recupero di una memoria violentata da modelli di sviluppo del tutto estranei – ha permesso di creare un legame e una consapevolezza prima inesistenti tra il diritto alla salute, il diritto allo e dell’ambiente, alla bellezza, al rispetto.

Il progetto Salam di Tamassociati, è divenuto un soggetto politico attraverso cui rivendicare il diritto alla dignità, alla salute, alla vita, all’ambiente.

Il centro ospedaliero Salam è un intervento progettuale di altissimo profilo tecnico e tecnologico, frutto del confronto continuo con collettività e comunità locali, occasione di raffronto sui grandi temi dell’uso migliore e sostenibile delle risorse, della gestione degli spazi, del futuro del territorio e delle persone che avrebbero vissuto quel luogo, standone sempre al centro.

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