Dopo avere elencato le categorie catastali degli immobili a destinazione ordinaria, speciale e particolare, proseguiamo il nostro Dossier dedicato alle Tasse sulla Casa con un post che spiega in maniera succinta come si determina la rendita catastale di un immobile.

Per gli immobili appartenenti alle categorie catastali dei gruppi A, B e C (immobili a destinazione ordinaria), la rendita catastale si ottiene moltiplicando la consistenza dell’unità immobiliare (espressa, rispettivamente, in vani, metri cubi e metri quadri) per la tariffa d’estimo, specifica per Comune e Zona censuaria, corrispondente alla categoria e alla classe assegnata all’immobile stesso.

Le tariffe d’estimo sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. I dati possono anche essere recuperati dagli archivi provinciali dell’Agenzia del Territorio. Aprendo i file con un semplice editor di testo (per esempio il Wordpad di Windows) le tariffe d’estimo vengono visualizzate nel formato “A1AA 001A01010680000”.

Dove:

–  A1AA è il codice catastale,

– 001 è la zona censuaria,

– A01 è la categoria,

– 01 è la classe,

– 0680000 è la rendita (in lire)

Alle unità immobiliari urbane dei gruppi D (immobili a destinazione speciale) ed E (immobili a destinazione particolare), la determinazione della rendita catastale è, invece, attribuita mediante una stima diretta.

Un esempio si calcola la rendita catastale di un immobile
Fin qui la teoria. Ora facciamo un esempio pratico per determinare la rendita catastale di un’unità immobiliare.

Supponiamo di dover effettuare i calcoli per un appartamento di categoria catastale A/2 (abitazione di tipo civile), di classe 5, situato in un Comune medio con zona censuaria unica.

Per prima cosa occorre individuare sulla Gazzetta Ufficiale la relativa tariffa d’estimo. Questa, moltiplicata per il numero dei vani, ci fornirà la rendita catastale dell’immobile.

Supponendo che la tariffa d’estimo sia di 300 euro e che i vani dell’immobile siano 4, la rendita catastale sarà pari a 1.200 euro (300 euro x 4 vani).

Per tener conto dell’andamento del costo della vita, le rendite catastali possono essere rivalutate, cioè aumentate di una determinata percentuale. Dal 1997 le rendite catastali sono state aumentate del 5%. La rendita catastale rivalutata dell’immobile considerato nell’esempio è quindi pari a 1.260 euro (1.200 + 5% di 1.200 euro).

Ricordiamo che tutte le informazioni del Dossier Tasse sulla Casa sono tratte dall’Annuario del Contribuente, redatto dall’Agenzia delle Entrate e aggiornato al luglio 2013.

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1 COMMENTO

  1. Ho un’appartamento a Roma Casalbertone di 55 m2. Esso è composto da una stanza di 16 m2, una stanza di 12m2, una stanzetta di 8m2, un cucinino di 6m2, un bagno di 4m2 e un corridoio di 9 m2. All’appartamento è stata assegnata una rendita catastale di 890€. E’ normale considerare vani il bagno, la cucina e la stanzetta?. Per essere considerato vano deve avere un minimo di superficie? Grazie

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