Inarcassa studia il sistema contributivo
Inarcassa studia il sistema contributivo

Un incontro denso di contenuti sul futuro di Inarcassa, la cassa di previdenza di Ingegneri e Architetti, quella che si è tenuta a Roma mercoledì scorso dal titolo Contributivo, esperienze internazionali a confronto. Sul tavolo la questione dell’abbandono del sistema retributivo a favore di quello contributivo, per garantire l’equilibrio dei conti della cassa, come imposto dalla riforma del sistema previdenziale, contenuta nella l. 212/2011

 

“Il patto tra generazioni, che ha permesso l’applicazione dei sistemi previdenziali, sta segnando il passo a causa dell’esaurimento del bonus demografico, che consentiva di mantenere in piedi il sistema e tutti i privilegi accumulati nell’arco degli anni”, ha spiegato nel suo intervento Sergio Nisticò dell’Università di Cassino.

 

Ed è proprio sull’aspetto demografico degli iscritti che si è soffermata il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio. Quasi la metà degli ingegneri e degli architetti che versano i contributi a Inarcassa ha meno di 40 anni, ma rappresenta solo poco più del 30% del monte reddituale.

 

“Molto alta è la quota delle donne”, ha continuato Muratorio. “Tra i nuovi iscritti le donne sono la metà (54,6%), se si considerano gli architetti, mentre il rapporto scende di una ogni quattro nel caso degli ingegneri (23,1%)”

 

Per Nisticò occorre ristabilire il patto intergenerazionale, per garantire un futuro previdenziale ai professionisti tecnici. Come scritto a inizio gennaio, infatti, (si veda l’articolo su Ediltecnico.it Previdenza. Inarcassa pronta a dire addio al sistema retributivo) la preoccupazione della cassa di previdenza di ingegneri e architetti è quella di poter garantire conti in equilibrio non al momento attuale, ma in un arco temporale più lungo (50 anni). Senza passare al sistema contributivo, infatti, il timore sarebbe quello di dovere essere costretti a chiedere agli iscritti aliquote eccessivamente onerose.

 

In ogni caso, ha continuato Nisticò, anche il contributivo di per sé non rappresenta la panacea di tutti i mali. Per essere efficace, infatti, deve rispettare alcune condizioni: stabilire coefficienti di trasformazione specifici per ogni coorte che si avvicina al pensionamento, scegliere in modo appropriato il rendimento dei conti individuali e legare l’indicizzazione ai rendimenti che saranno accreditati ogni anno sui montati di tutti gli iscritti alla cassa.

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