L’Attestato di Prestazione Energetica (il c.d. APE) non è sempre obbligatorio. Il tema è molto delicato, poiché sapere con precisione quando è necessario allegare la “pagella energetica” dell’edificio e quando, invece, se ne può fare a meno, ha dei riflessi a livello economico e sulla validità dei contratti e degli atti.

Sul tema, recentemente, si è espresso anche il Centro Studi del Notariato, che ha realizzato un documento di chiarimento sull’Attestato di Prestazione Energetica (leggi Allegazione APE agli atti immobiliari, 10 chiarimenti dal Notariato).

Ricordiamo ai nostri lettori che è disponibile anche il nostro utilissimo Prontuario alla Gestione degli APE: quando richiederlo, consegnarlo, allegarlo, affiggerlo (aggiornato a settembre 2016) contenenti pratiche tabelle in grado di coprire tutti i casi possibili, grazie all’incrocio di 44 tipologie diverse di edificio e 32 atti di trasferimento immobili.

Prontuario di gestione degli APE (Attestato di Prestazione Energetica)

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Paolo Zanoli, 2016, Maggioli Editore

Questo prontuario è indirizzato a tutti coloro che frequentemente hanno la necessità di gestire casi o problematiche relative agli Attestati di Prestazione Energetica degli edifici come:
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Ecco un elenco, per la verità piuttosto corposo, di casi in cui un immobile può evitare di allegare l’APE nei contratti e negli atti che lo riguardano.

– Tutti gli edifici adibiti a luoghi di culto;

– i fabbricati agricoli non adibiti a residenza e sprovvisti di impianti di climatizzazione;

– qualsiasi manufatto che non può essere riconducibile alla definizione di “edificio”, come può essere il caso dei capanni per gli attrezzi, le piscine, i gazebo, ecc.;

– i fabbricati allo stato di “scheletro strutturale”, quindi privi delle di parti dell’involucro edilizio;

– i fabbricati “al rustico”, quindi privi di serramenti, rifiniture e impianti tecnologici;

– i fabbricati isolati con una superficie utile inferiore ai 50 mq;

– i fabbricati che non devono garantire comfort abitativo perché di servizio e non destinati a permanenza prolungata di persone (garage, locali tecnici, locali caldaia, stalle, cantine, depositi, ecc.);

– i fabbricati adibiti a garage, autorimesse, depositi auto, ecc.

– i fabbricati collabenti, i ruderi e quelli abbandonati;

– i fabbricati industriali e artigianali particolari che vengono riscaldati per esigenze particolari (serre) o climatizzati tramite la combustione di reflui del processo produttivo che, altrimenti, non potrebbero essere impiegati in altro modo;

– manufatti “marginali” come legnaie, portici, ecc.

Per sapere tutto sull’Attestato di Prestazione Energetica, consulta anche la nostra Pagina Speciale APE: Guida all’Attestato di Prestazione Energetica

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116 Commenti

  1. Pongo un quesito … ho un immobile a destinazione artigianale, privo di impianto di riscaldamento (e diconseguenza caldaia), da dare in locazione … ma va fatta la APE da allegare al contratto di affitto? grazie

  2. IMMOBILI SENZA IMPIANTO TERMICO O CON SOLO STUFE/APPARECCHI ELETTRICI
    Come effettuare la certificazione energetica di:
    1) IMMOBILI RISCALDATI SOLO CON STUFA (APPARECCHI ELETTRICI)?
    2) NEGOZI CON SOLO SPITTER E BOILER DI 50 LT NEL WC

    FINCHÈ C’ERA L’ACE: NESSUN PROBLEMA
    DEFINIZIONE DI IMPIANTO TERMICO:
    (D.LGS. 192/05 TESTO COORDINATO DAL D.LGS. 311/06 – ALLEGATO A COMMA 14)
    14. impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi,sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW;

    ANDAVA DA SE, ALLORA CHE SE LA SOMMA DELLE POTENZE NOMINALI ERA INFERIORE A 15 KW, NON OCCORREVA REDIGERE ACE IN QUANTO IL FABBRICATO “TECNICAMENTE” NON DISPONEVA DI IMPIANTO TERMICO DEFINITO TALE => IL CERTIFICATORE ENERGETICO, AHILUI, PREDISPONEVA LA SOLA ED APPOSITA DICHIARAZIONE IN MERITO ED IL NOTARO REDIGEVA L’ATTO.

    OGGI CON LE MODIFICHE NORMATIVE ULTIME (DM22/11/2012), SI DEFINISCE IMPIANTO TERMICO:
    DM 22 NOVEMBRE 2012 (ARTICOLO 18):
    18. impianto termico: impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale e/o climatizzazione estiva e/o produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato.
    Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale e assimilate,

    PER CUI, ANCHE SE NON APPARE PROPRIO CHIARISSIMO COSA SI CONFIGURI COME IMPIANTO TERMICO, COSA DEVE ESSERE CERTIFICATO E COSA NO, a mio modestissimo avviso, la casistica rimane comunque semplice: basta utilizzare la Circolare del notariato 2013 ove al punto ii), recita:
    ii) per interpretazione sistematica della normativa vigente (dovendosi in particolare escludere la necessità dell’attestato di prestazione energetica per tutti quegli edifici o manufatti che non comportino consumi energetici ovvero i cui consumi energetici siano del tutto irrilevanti, in relazione alle loro caratteristiche o destinazioni d’uso ovvero in quanto non ancora o non più utilizzabili per l’uso cui sono destinati)
    per cui tutti sia per gli edifici privi di impianto termico, sia per gli edifici con stufe e/o apparecchi elettrici la cui Potenza Nominale ed il cui consumo è basso => LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA NON VA EFFETTUATA (ESENZIONE/ESCLUZIONE).

    NB, SI BADI BENE CHE LO STATO DI ESENZIONE/ESCLUSIONE VA ATTESTATO DA UN CERTIFICATORE ENERGETICO (meglio se raffaele starace), con apposita dichiarazione da portare al notaio rogante od all’agenzia immobiliare prima di redigere l’atto o stipulare il contratto di locazione…

  3. […] Non allegare l’APE, attestato di prestazione energetica, ai contratti di compravendita e di affitto comporta il rischio della nullità assoluta degli stessi. In altre parole, l’accordo tra le parti è come se non fosse mai avvenuto. È questo uno dei cinque punti da tenere presente quando si vuole stipulare un contratto per la locazione o la vendita di un immobile (leggi anche Certificazione energetica, tutti i casi in cui non serve allegare l’APE). […]

  4. Egregio
    Sig. Raffaele Starace
    Avrei bisogno per due appartamenti di proprietà due dichiarazioni di esenzione per la certificazione energetica.
    Gli appartamenti privi di impianti termici sono nel comune di Diamante (CS)
    Ho tutti i riferimenti catastali
    Quanto mi costano cad. le dichiarazioni?
    Grazie per la risposta
    Defendi Giancarlo (Bergamo)
    3356821959

  5. Per farsi rilasciare l’APE è obbligatorio che tutti i lavori eseguiti che riguardano la parte energetica vengano saldati?
    Se è possibile mi servirebbe una risposta urgente.
    Grazie

  6. Questa interpretazione dovrebbe essere recepita anche dal GSE … dopo un anno e piu non sono ancora riuscito ad avere una approvazione di un impianto fotovoltaico connesso nel novembre 2012 … si ostinano a volere una certificazione energetica di una autorimessa non riscaldata … qualcuno sa indicarmi a quel santo devo rivolgermi

  7. Nessuno esplicitamente tocca il tema se sia richiesta l’APE per la locazione estiva di un appartamento privo di impianti di riscaldamento e climatizzazione in località turistica (ad es. dell’Emilia Romagna). Essendo una casisistica comune è utile un chiarimento in merito ed è interessante sapere il senso dell’APE in qesto caso.

  8. Gradirei sapere se per l’affitto di alcuni immobili ad uso commerciale (fondi per negozi o uso uffico) è necessario ottenere la certificazione A.P.E. Nella legge parla di immobili che hanno bisogno di rispettate comfort abitativi, ma in questi casi vale lo stesso?
    grazie

  9. mia mamma deve intestare una casa al propro figlio,gradirei sapere se deve redigere APE,i dati catastali sono i seguenti categoria A/6 CLASSE 1 CONSISTENZA 4,5 VANI RENDITA EURO 104.58, ubicata nel centro storico di simaxis provincia oristano.in attesa porgo distinti saluti

  10. Salve volevo che qualcuno mi aiutasse a capire se necessita di ape un abitazione di categoria A4 nata senza impianto di riscaldamento grazie.

  11. Ho comprato un alloggio tramite asta delegata del tribunale, il delegato dice che in questi casi non c’è l’obbligo, ma so che non é vero, adesso mi rivolgeró all’agv delle aste giudiziarie, non saprei a chi altro rivolgermi, se avete dei suggerimenti…

    • Davide, Il delegato probabilmente ha ragione,
      prova a controllare lo studio effettuato dal consiglio nazionale del notariato, n. 263-2014/c.
      Può essere d’aiuto.
      paolo

  12. STO FACENDO UN CTU ED HO UN’ABITAZIONE RURALE SFORNITA DI QUALUNQUE SERVIZIO, RIENTRA TRA I CASI IN CUI NON E’ NECESSARIO FARE L’APE?

  13. devo affittare un negozio in uno stabile dei primi del novecento senza riscaldamento, devo fornire la certificazione energetica ?

  14. Tutti gli immobili in cui si svolge attività umana (abitazioni, negozi, capannoni ind.li o art.li, ecc…), anche in assenza di impianto di riscaldamento, devono essere dotati di APE in caso di compravendita o affitto. Sono esclusi solo i casi descritti nell’articolo.

    • buongiorno Raffaele,
      le chiedo un parere tecnico, deve redigere un ape per un negozio di 18mq. Trattandosi di un manufatto completamente indipendente, ossia non inserito in edificio più grande, ma comunque in contesto urbano. Mi è sorto il dubbio che possa rientrare nella definizione di fabbricato isolato. non so se nella definizione di ‘isolato’ si debba considerare anche il contesto del manufatto (es: aperta campagna).
      Lei che ne pensa?
      La ringrazio.
      simona proietti

      • Buongiorno Simona,
        i fabbricati isolati con una superficie utile inferiore ai 50 mq rientrano nei casi in cui un immobile può evitare di allegare l’APE nei contratti e negli atti che lo riguardano.
        Per fabbricato isolato si intende un edificio che “non condivide le proprie strutture esterne con altri edifici”. Sia esso in un contesto urbanizzato o agricolo. Se la tua unità immobiliare rispetta tali requisiti non ha l’obbligo della certificazione.
        Cordialmente,
        Raffaele Formica

  15. Vorrei affittare con contratto concordato a partire dal 1/9. L’APE non è ancora stato redatto, lo farò nei prossimi giorni (successivi al 1/9) perchè non ce la faccio. Ciò rende nullo il contratto di affitto?

    Grazie, saluti

    • salve Roberto, la mancata produzione dell’ape non annulla il contratto, in caso di ape completamente omesso c’è però una sanzione.
      Da nessuna parte è data specifica dei “ritardi” nella produzione dell’ape rispetto alla data di stipula, quindi consiglio di applicare il buon senso: ossia, il contratto si ufficializza al momento del registro, entro la data del registro (cioè 30gg dalla stipula) lei deve aver prodotto l’ape e informato il conduttore. Dalla data di emissione dell’ape poi, il tecnico ha 15 gg di tempo per la comunicazione all’ufficio regionale.

      • Grazie Simona. Ho fatto ancor prima. Ho fatto fare l’APE rapidamente con un servizio online e ho fatto il contratto con data di decorrenza uguale a quella dell’APE. Ho fugato tutti i miei dubbi. Un saluto

    • salve stefano, se l’immobile è puro uso magazzino non ha obbligo, fatte salve quelle zone dove si svolge attività umana. Es: se una parte del magazzino è destinata ad ufficio, quella parte va certificata.
      questo quanto dice il decreto:
      e) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 del d.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, fatto salvo per le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica;

  16. Buongiorno

    mi trovo a dover dire ad un cliente se l’autolavaggio che sta per cedere come attività va dotato di APE o meno. L’immobile è dotato di un deposito ed un bagnetto con uno scaldino per AC. Benché non sia espressamente citato nella norma non so se lo posso assimilare o meno a qualche caso che si può escludere.
    Grazie

    • buonasera emilio,
      l’autolavaggio è riconducibile al fabbricato industriale/artigianale, essendo principalmente finalizzato ad attività produttiva. Se gli unici annessi sono il wc e il deposito, nessuno dei quali prevede uno “stazionamento” per l’attività umana, non c’è obbligo ape. Non devono esserci annessi adibiti a permanenza (es.uffcio)

  17. salve ,ho acquistato a catania una villetta su due piani a fine 2012 senza riscaldamento ma con un caminetto (neanche funzionante veramente) e mi e` stato detto che l`immobile non necessitava di attestazione.Per il notaio tutto ok e il venditore,al tempo,mi ha comunicato di aver fatto un`autocertificazione inviata alla regione Sicilia dichiarando l`immobile in classe G,al tempo presa da tanti pensieri non mi sono meglio informata, ma e` giusto cosi`?se dovevano fornirmela posso rivalermi sul notaio e cmq mi conviene adesso fare l`attestato o posso contare sull`autocertificazione del vecchio proprietario?grazie

    • salve vale,
      fino al 13 dicembre 2012 la regione sicilia permetteva l’autodichiarazione di cui le ha parlato l’ex proprietario (solo x edifici inf.ai 1000mq).
      Ai fini vendita, il proprietario dichiarava l’immobile in classe g su un modello conforme (detto Allegato B) e ne dava comunicazione ufficiale all’ufficio regionale preposto.

      • Grazie Simona,ok ma adesso io come devo muovermi ovvero devo fare la certificazione solo se ho intenzione di vendere o affittare o devo comunque farla fare a prescindere?non ho alcun dato pero` di questo modello allegato B so solo che la villetta fu dichiarata in classe G,nel caso volessi fare la certificazione che dati servono?spero di non dover impazzire al catasto alla ricerca di un qualcosa di vecchio…mi perderei dietro la burocrazia!

        • si vale, solo in caso di locazione o vendita sarà obbligata ad incaricare un tecnico abilitato alla redazione di un ape. Non avrà bisogno del vecchio allegato b (che non restituisce alcun dato tecnico significativo). Il tecnico avrà bisogno solo dei dati geometrici (misure rilevabili in loco) e dei dati impianto x riscaldamento e produzione acqua calda.
          Il catasto è ufficio preposto al censimento immobiliare (ormai un ramo cadetto dell’Ag.Entrate) non è qui che vanno a finire gli APE. Le certif.energetiche vengono raccolte dalle Regioni (organi con delega in materia ambientale). saluti

  18. Si vale, solo in caso di locazione o vendita dovrà far produrre un ape ad un certificatore abilitato. L’autodichiarazione non è più valida. Il catasto è un uff.di censimento immobiliare (ormai un ramo cadetto dell’Ag.Entrate) non è qui che sono conservate le certif. Energ. Gli ape vanno alle Regioni (enti cui appartiene la competenza in materia ambientale). Nel caso dovesse far redigere un ape non ha bisogno del vecchio all.B. Il tecnico avrà bisogno dei dati geometrici (misure che prenderà in loco) e dei dati impiantistici dell’immobile. Saluti

  19. Buongiorno, avrei bisogno di sapere se per vendere un box auto sito in un condominio serve la certificazione energetica o meno.

    Grazie, saluti

  20. bgiorno.devo vendere in piemonte stabile n.6 A/4, in degrado, no acqua,luce staccata, no abitato, da ristrutturare, un paio di camini solo involucro.
    ape obbligatorio o no?

  21. Salve ho una casa di categoria a/4 nella quale non c’è alcun impianto di riscaldamento. C’è solo un caminetto. Per venderlo è necessaria la certificazione ape?
    Attendo risposta Grazie.

    • si Paola, qualunque abitazione necessita di APE per la compravendita, che ci siano o meno impianti riscaldamento e acqua calda.
      saluti

    • Si Paola,
      anche in assenza di impianto va redatto l’APE. Il calcolo viene eseguito prevedendo, per il raggiungimento del confort termico, un impianto elettrico simulato.
      Cordialmente.

      • Ho lo stesso problema di Paola, ho simulato un impianto secondo le linee guida nazionali…ora mi chiedo, quanto sarà la validità dell’APE?

        • salve giovanni,
          prima di tutto un attestato porta una data di validità massima già espressa: è un dato in alto a destra nella prima pagina.
          secondo, l’attestato perde validità nel momento in cui c’è un intervento rilevante dal punto di vista termico, ad es: sostituzione del generatore di calore, o la sua prima installazione in unità immob.che ne erano sprovviste; sostituzioni infissi con altri basso emissivi; realizzazioni di cappotti isolanti (esterni/interni), ecc. cose così.
          saluti

        • Vale dieci anni salvo modifiche costruttive e/o impiantistiche. Quindi, se nel frattempo vengono realizzati interventi quali miglioramenti energetici (cappotto, infissi taglio termico, ecc…) o installato impianto di climatizzazione, l’attestato deve essere rifatto.
          Raffaele Formica

  22. Devo riscattare da leasing con atto notarile deposito macchinari edili non riscaldato con ufficio non riscaldato e mi richiedono certificato energetico. Ci vuole o no? Grazie mille

    • si Elena, per la sola porzione del fabbricato destinata ad uffici, indipendentemente dal fatto che manca l’impianto termico, perché è zona destinata allo stazionamento di persone.
      si rivolga ad un tecnico certificatore, lui saprà come regolarsi.
      saluti

  23. Un leasing, per pratica di riscatto immobile, chiede all’utilizzatore l’APE. L’immobile è riscaldato con un combustore che utilizza il monossido di etilene – refluo scarto della produzione industriale – con la produzione di acqua calda che viene utilizzata appunto dall’impianto di riscaldamento. E’ dovuta l’APE? L’immobile è in Provincia di Treviso, Veneto.

    • buongiorno susy, se l’immobile è destinato ad attività produttiva ed il fluido termovettore è scaldato completamente dal refluo produttivo (della stessa attività), allora NO. NB: non devono esserci zone escluse da questo tipo di impianto, es: uffici scaldati con altre fonti (gas/elettriche/ecc). La specificità d’uso e della fonte di calore esclude questo tipo di immobili dall’obbligo ape, anche perchè c’è una oggettiva difficoltà a ricondurli alle situazioni normate dalle uni ts 11300 su cui si fondano i calcoli per le prestazioni energetiche. A mio avviso però -in sede di riscatto- vi occorre una nota asseverata da un tecnico che specifichi tale situazione di esclusione; la richiesta fatta al conduttore la trovo indebita, secondo me spetta alla soc.Leasing produrre i documenti d’obbligo.
      saluti

  24. Vorrei porre una domanda: risulta che a seguito del DM 26giugno 20ila domanda15 entrato in vigore il 1° ottobre 2015 gli edifici di culto (quindi adibiti a scopo religioso) siano esentati dalla presentazione dell’APE?
    In caso affermativo, si tratta di edifici nuovi, ristrutturati, con variazione di destinazione d’uso, in locazione o per tutti?
    Occorre produrre comunque certificato che attesti l’esenzione? se si chi puo’ rilasciarlo? grazie

  25. Buongiorno, starei per acquistare una bifamiliare da impresa, ad oggi allo stato di rustico con parziale cappotto e tetti finiti, ma senza alcun impianto. Alla consegna (giugno 2016) dichiarano la classe C. Le chiedo se per le nuove costruzioni dal 1 ottobre 2015 è obbligatoria la classe B, quali vincoli ha l’impresa dato che alla fine il certificato APE dichiarerà una classe inferiore? Oppure devono rivedere il progetto e consegnarla in classe B? L’immobile si trova in Lombardia, nel Cremonese.

  26. Buongiorno
    sono proprietaria di un’appartamento, vuoto e senza utenze, sto cercando di venderlo, per fare l’APE sono costretta a riattivare la fornitura del gas?
    Grazie mille

    Antonella

  27. @antonella, no non c’è alcuna necessità di riattivare gli impianti, l’ape consiste in una raccolta dati geometri e tecnici che si può fare anche con impianti in disuso. Sel’impianto termico è dotato di caldaia autonoma (gas) senza controllo regolare (bollino) questo determina la validità dell’ape fino al 32/dic/16. Saluti

  28. @giacomo.
    I limiti in vigore dal 1/10/15 non sono retroattivi. Gli immobili di nuova costruzione devono rispettare i limiti di legge stabiliti al momento della presentazione del progetto. Saluti

  29. Salve,
    devo redigere un APE per un edificio di categoria catastale CU (negozio) attualmente adibito a bancomat.
    Sono 9 m2 inseriti a piano terra di una palazzina in un centro storico.
    Il locale non ha sistema di riscaldamento.
    Mi date qualche consiglio su come fare il calcolo per l’APE?
    Grazie

  30. In caso di edifici senza impianto di riscaldamento e di produzione di ACS si procede al calcolo prevedendo:
    A) un rendimento del sistema di utilizzazione fisso;
    B) un generatore a combustibile gassoso.
    In pratica un utilizzo ed un impianto fittizio.

  31. Salve, ho preso in affitto un immobile e il contratto è stato registrato il 25 settembre 2013. Ne sul contratto, ne in allegato vengono menzionati ace/ape. Il proprietario, evidentemente non ha mai prodotto tale certificazione. Il contratto d’affitto viene considerato nullo? Posso recedere dal contratto d’affitto in quanto nullo? Grazie

  32. No Alex, i contratti locazione senza attestato non sono considerati nulli, attenzione a denunciare la questione, perchè sono soggetti a sanzioni (fino a 4mila € se parliamo di immobile uso abitazione) e ricade su entrambe le parti (quindi anche il conduttore). Il contratto -tra l’altro- è stato registrato pochi giorni dopo l’entrata in vigore della L.63/2013, quando c’era ancora molta confusione in materia. Con L.9/2014 (mi pare…) è stato chiarito la NON nullità dei contratti sprovvisti di certificato.

  33. Buongiorno,
    ad agosto ho comprato casa (a.p.e. classe F). Il mese scorso si è rotta la caldaia (sistema tradizionale) e l’ho sostituita con una a condensazione. Devo rifare l’a.p.e?
    Grazie

  34. buonasera silvana, non ha obbligo di rifare ape solo perchè ha cambiato caldaia. Andrà fatto nuovo solo se vorrà affittare o vendere la casa perchè il precedente è scaduto dal momento che ha apportato una modifica sostanziale all’impianto. In caso voglia beneficiare della detrazione fiscale del 65% (per caldaie a cond.) può fare redigere un aqe (attestato qualificazione energetica) che farà da relazione tecnica da allegare al modello ENEA.
    saluti

  35. Grazie, gentilissima.
    Avrei un’ultima domanda.
    Avendo montato la caldaia a condensazione ho richiesto le detrazioni fiscali al 55% da quel che ho capito in questo caso non serve la nuova attestazione, giusto?
    Grazie
    Silvana

  36. per chiarezza: le detrazioni risparmio energetico?
    Come documentazione di legge (x beneficio fiscale 65%)dovrai avere:
    – bonifico del pagamento effettuato
    – documento di prestazione della caldaia (prodotto dal Costruttore e rilasciato dall’installatore)
    – Allegato E inoltrato all’ENEA

    non vige più obbligo di allegare un attestato prestazione energetica.
    saluti

  37. ho accatastato una porzione di fabbricato rurale – 2 locali ;1 al piano terra (m 30+ portico ) e 1 al piano 1°(mq 30) con loggia , privi di qualsiasi impianto termico ed elettrico di remota costruzione . classificati ora come A4 cl. 1 . devo vendere , ho bisogno di APE
    cordiali saluti

  38. salve angelo, la risposta è SI. Per entrambe le unità in A4. Purtroppo non rientrano in alcuna delle categorie escluse. Per quanto riguarda l’impianto termico, il tecnico (in fase di calcolo) sa che dovrà ipotizzare un riscaldamento da fonte elettrica o da generatore fossile (ma solo se esiste già una predisposizione per impianto termico).
    saluti

  39. Salve, l’agenzia immobiliare mi chiede l’APE di un magazzino c/2 riscaldato che dovrà essere affittato ad uso laboratorio. è corretto?

  40. si matteo, la richiesta è lecita, usando l’immobile come laboratorio, nel locale ci sarà stazionamento umano, per il quale è richiesto garantire un comfort cui assolvono degli impianti specifici. saluti

  41. In montagna abbiamo dato in locazione uno spazio di 80 mq – situato al piano sotterraneo di un edificio di civile abitazione – ad uso laboratorio di falegnameria. Nel contratto abbiamo scritto che l’immobile è privo di certificazione energetica. Siamo in regola così? grazie

  42. Salve un domanda devo vendere un bungalow chiamato villino indipendente ma in un contesto di villaggio al mare, cioe con altri villini privo di riscaldamento con una superficie inferiore ai 50 mq non utilizzabile in inverno……devo fare l ‘Ape????
    Grazie

  43. buongiorno daniela, rimando alla risposta data sopra questa. Se c’è stazionamento umano ci sarà bisogno di riscaldamento e un minimo di acqua calda (anche senza impianti fissi, ma da fonti elettriche). Secondo me necessita ape. Purtroppo magazzini e laboratori sono quelle unità immob. ‘borderline’, dove la discriminante ai fini energetici non è la categoria catastale ma la destinazione uso propria.

  44. No Antonietta, se il manufatto è architettonicamente indipendente (ossia non deve confinare muro/muro con altri bungalow) ed è veramente inf.ai 50mq, rientra nel caso di edificio isolato inf.50mq.
    saluti

  45. Ciao Simona , ho un problema, il notaio mi chiede di certificare un ufficio riscaldato con impianto di un adiacente A/4 ma facente parte di un più ampio fabbricato rurale censito come D/10. Secondo mè non è obbligatorio ma se lo fosse come lo specifico in APE che trattasi della sola porzione ufficio del D/10

  46. ciao Antonio, l’ufficio ha obbligo di certificazione se è – per così dire- ‘scorporabile’ ai fini della valutazione energetica, ossia è definito architettonicamente (anche se inserito nel d/10, deve presentare un volume geometricamente valutabile, magari definito da pannelli in c.gesso, o vetrate o altro.). Per ogni specifica il Tecnico deve utilizzare la sezione del modello ‘informazioni sul miglioramento..’ (che ha sostituito la vecchia finestra ‘note’). Qui puoi puntualizzare così: ‘La presente stima energetica è stata eseguita sulla sola porzione/locale ad uso ufficio di edificio/complesso con destinazione D/10 (rif. DM 26.6.2015 Linee Guida allegato A, lett.D);’ poi aggiungi eventuali specifiche sul miglioramento energetico ..ché i notai sono diventati rompini pure su questo!!!

  47. Buonasera. Avrei un quesito da porre: un piccolo locale di 45 mq netti (di cui 12 sono di retro negozio) adibito ad autolavaggio, dovendo essere venduto, necessita di APE? E’ posto al piano terra di una palazzina.

  48. buonasera Fiorella, il locale è un C1, ossia un negozio. Al di là del fatto che ora è usato come autolavaggio, in futuro potrà essere adibito ad altro esercizio commerciale con stazionamento umano, quindi in virtù della sua destinazione “perfetta”, la vendita richiede allegazione di Ape obbligatoria. NB: in caso non ci fossero impianti termici, questi verranno simulati in fase di calcolo.
    saluti

  49. Buongiorno, mi hanno incaricato di redigere un’APE per una fabbricato censito in categoria B1. Tale fabbricato risulta privo di impianto, di serramenti e al suo interno è al rustico. Sono obbligato a fare l’ape? Se si come tratto i serramenti?

  50. Buongiorno, mi hanno incaricato di redigere un APE per un opificio, cat.D1, (vi é un’officina elettromeccanica). Al suo interno, opportunamente isolati vi sono i locali uffici e spogliatoio. Per quanto riguarda la zona “officina” non vi sono né impianti di riscaldamento/raffreddamento, né produzione di acqua calda, mentre quest’ultima é presente nello spogliatoio. Faccio l’ape considerando solo la zona ufficio+spogliatoio, oppure devo considerare l’intera superficie dell’opificio?? Grazie

  51. @salve stefano, l’immobile rientra tra quelli esclusi dall’obbligo ape. E’ specificato alla lettera g dell’appendice A D.M. 26.6.2015

  52. @salve giuseppe, è corretto considerare il solo volume ufficio e spogliatoio, sono gli unici ambienti che necessitano di riscaldamento+acs ai fini benessere. Officina esclusa. Lo specifiche nella sezione “informazioni”.

  53. Grazie mille per le risposte datemi.
    @salve Stefano: quindi se ho ben capito, nella redazione dell’APE non riporto per nulla la zona “officina”?? Pensavo, forse erroneamente, di riportare comunque tale zona nella redazione dell’attestato, (quindi con la relativa piantina e la descrizione della tipologia di mura/porte/finestre presenti in essa) portando in conto la sola tipologia di “illuminazione” e considerando in essa assenti sia ACS che le fonti di riscaldamento/condizionamento. Scusate se sono stato poco chiaro. Grazie

  54. @giuseppe, dare evidenza anche alla porzione officina produrrà un ape più accurato,almeno dal punto di vista descrittivo. Dal punto di vista strettamente energetico, non credo che computare l’illuminazione dell’officina sposterà molto l’asticella dei kWh finali, a meno che non sia energivora come la torre Eiffel. Comunque è lo stesso un modo corretto di procedere. Decida lei. saluti.

  55. per fittare un locale categoria A/4 (città Napoli) privo di riscaldamento occorre predisporre la certificazione APE. In caso affermativo occorre allegarla al contratto di locazione ?.
    grazie

  56. @Vincenzo, anche se il locale (cat.A/4) è privo di riscaldamento e/o ACS (acqua calda) è obbligatorio produrre l’APE ed allegarla al contratto di locazione/comodato o compravendita.
    Cordiali Saluti

  57. buon di’ vincenzo. Si occorre predisporre ape, dargli evidenza in un articolo del contratto (ossia, dichiarare che il conduttore ha preso visione dell’attestato prodotto in data —– n .—- a firma di —-). Per l’obbligo di allegazione deve chiedere direttamente all’uff. agg. entrate dove consegnerà il contratto, alcuni uffici vogliono copia altri no. Paese che vai usanza che trovi…

  58. Buongiorno.
    Propongo questo caso non contemplato dalla legge.
    Devo affittare due cabine ad uso commerciale inserite in una unità commerciale più grande.
    Il contratto prevede che le spese per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria siano a carico del proprietario. Serve l’APE?

  59. Per registrare un affitto a cabina/poltrona serve l’APE?
    Questo tipo di contratto si inserisce nella tipologia denominata “Coworking” già presente da anni in Europa in cui un titolare di azienda può “prestare” uno spazio ben definito ad un collega, all’interno della sua attività. All’Agenzia delle Entrate dicono che serve…. Voi cosa dite?

  60. Buongiorno Raffaele, caso particolarissimo questo, in cui -purtroppo- ritengo corretta la pretesa della ag.entrate. Relativamente all’obbligo di dotazione APE, il Decreto 63/2013 all’art.6 parla di edifici (interi) o unità immobiliari; sebbene la postazione è solo spazio interno dell’intera unità, la discriminante nel suo caso non è architettonica ma contrattuale, ossia il semplice contratto di locazione (o anche sub-loca. secondo me) dà diritto all’agenzia di richiedere l’APE. Purtroppo il DL non fa differenza tra locazione di unità immobiliare e porzione di essa, pertanto l’obbligo va inteso nel modo più ampio. L’ape spetta al proprietario.

  61. Se si affitta una porzione di locale si potrebbe ipotizzare valido l’APE dell’intero locale per la sola porzione affittata?
    (in caso l’APE sia presente sull’intero locale)

  62. Buongiorno..come si procede alla certificazione di un opificio industriale che riscalda la zona uffici mediante una caldaia industriale con scambiatore?

  63. Buonasera avrei bisogno di una spiegazioni….ho fatto fare nel luglio 2013 la certificazione ace da un geometra adesso che sto vendendo casa il notaio mi dice che l ace è scaduto….giugno 2013 la mia domanda è ma il geometra visto che a giugno l ace nn esisteva piu …doveva farmi l ape giusto…Grazie

  64. Gli ACE rilasciati prima del 4 agosto 2013 non perdono validità e rimangono in vigore per 10 anni dalla data di rilascio, ovviamente a meno di ristrutturazioni importanti che vadano a modificare le prestazioni energetiche dell’edificio o gli impianti

  65. Buongiorno Daniela, la richiesta del notaio non è corretta.
    Spiego: a giugno è stato emanato il d.l. 63/2013 che sostituiva formalmente l’ACE con l’APE; però attenzione, che quanto stabilito dal d.l. è divenuto operativo ad agosto, con la Legge 90/2013 del 3.agosto.2013. Quindi tutti gli ace prodotti fino a questa data sono validi, purché il tecnico gli abbia attribuito validità di 10anni.
    Troverà dei riferimenti più chiari anche su ediltecnico.

    http://www.ediltecnico.it/22925/ape-o-ace-ecco-quando-lace-e-ancora-valido/

    https://www.fazland.com/articoli/aggiornamenti-normativi/In-quali-casi-ACE-e-ancora-valido

  66. salve francesca.
    Per chiarezza: la caldaia produce calore sia per il processo industriale che per scaldare gli uffici?
    Vista la specificità, io dividerei il fabbricato in due zone (l’opificio vero e proprio come zona 1; gli uffici, zona 2) poi inserirei i dati reali della caldaia (kw, fonte energetica, tipo generatore, caratteristiche canna fumi, ecc) e assocerei a questa entrambe le zone. Se gli uffici presentano anche uno scaldacqua indipendente, ovviamente va riportato anche questo e associato alla zona 2. Nella fase conclusiva di valutazione energetica selezionerei la sola zona 2. Ottenendo gli Ep dei soli uffici.

  67. Salve vorrei sapere se per una stazione di servizio (gabiotto della esso) è obbligatorio L’ape! E cosa valutare!? pure Il risparmio energetico dell’illuminazione?!

  68. Buongiorno , devo redigere un APE per un appartamento che nella zona soggiorno/cucina è riscaldato da una stufa a pellet mentre per l’acs ha una caldaia standard che fa anche da riscaldamento per il solo bagno! Le camere praticamente non sono riscaldate. Come procedo? Grazie.

  69. @Eleonora:
    io considererei solo le superfici riscaldate per il calcolo dell’APE.

    @Massimo:
    Che io sappia dall’ultima modifica del 01-10-2015 l’APE è obbligatorio anche per i contratti di comodato d’uso.

  70. buongiorno massimo, no il comodato uso non rientra nei rapporti d’obbligo stabiliti con Dlgs192/05 e successive modifiche. I primi tempi gli uffici agenzia entrate tendevano a chiedere l’ape anche per questo tipo di contratto, equiparandolo ad una locazione ma è un assioma che non sta in piedi. Consiglio di mettere in contratto un articolo che specifica la non obbligatorietà alla dotazione di ape.
    saluti

  71. ciao eleonora, devi suddividere l’unità in più zone:
    zona 1) soggiorno/cucina (con associato l’impianto a pellet x riscaldamento)
    zona 2) zona bagno (con associato l’imp.gas mtn) nb: per il solo riscaldamento!
    zona 3) i restanti ambienti, seppur non riscaldati dovranno simulare una forma di riscaldamento. Qui o decidi di non associare alcun impianto dei due sopra, oppure associ quello potenzialmente più probabile da collegare, propenderei per la caldaia mtn). Di questa scelta dai evidenza nelle informazioni tecniche.
    per la produzione di acs, duplica il generatore a mtn (ma associagli la sola produzione acs) e collegalo a tutte e 3 le zone.

  72. Buongiorno, ho messo in vendita un appartamento che è disabitato da oltre 10 anni. Per questo motivo avevamo chiuso tutte le utenze. Ora il certificatore mi chiede di fare il riallacciamento e revisione caldaia (l’ultima del 2009) per potere redigere l’APE. L’appartamento sarà classe G. Mi chiedo, sarebbe possibile in caso di acquirente interessato procedere al preliminare e contestualmente procedere con l’APE intestando le utenze al futuro proprietario?
    Grazie per l’aiuto
    Susanna

  73. Buongiorno susanna, io teoria l’operazione di redigere l’ape dopo il preliminare non è ammessa, perchè dovrebbe essere un certificato già prodotto prima ancora della messa in vendita. La pretesa del tecnico di far riattivare l’utenza per poter redigere l’ape non mi trova d’accordo. Anche un impianto senza utenza gas e/o impianto controllato regolarmente può essere certificato, però l’ape avrà una validità ridotta: non sarà valido 10 anni ma fino al 31/12/2017. In che regione ricade l’immobile? Ci sono forse particolari restrizioni locali?

  74. HO MESSO IN VENDITA UN APPAARTAMENTO ANNO DI COSTRUZIONE 1962 A TARVISIO PROVINCIA UDINE CON RISCALDAMENTO AUTONOMO E PREVISTO LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA

  75. Assurdo..io devo solo acquistare la quota di mia sorella relativa all’appartamento in cui vivo da 60 anni, già di proprietà di mia madre e lasciato a noi per testamento. Non ne posso più di sborsare soldi per documenti che non interessano nessuno, meno che mai me che sono…l’acquirente!! Invece ogni giorno avvocato e notaio me ne chiedono uno nuovo, con relativo esborso di denaro. Cosa posso fare per difendermi???

  76. Devo redarre un APE per un “capanno da pesca” un fabbricato in legno che poggia su pali, a lato canale. Il fabbricato è accatastato come C4 (ad uso sportico senza fine di lucro). Ovviamente il fabbricato non ha ne allacciamento acqua ne riscaldamento. E’ necessaria l’APE. Leggendo la normativa non riesco a trarre una conclusione.

  77. Buonasera, pongo un quesito, mi trovo a dover locare un capannone industriale al solo fine di deposito in quanto lo stesso oltre ad essere privo di impianti, necessita di interventi di ristrutturazione. In tale caso sono esente dal predisporre l’APE?

  78. Salve
    Per un appartamento con una piccola modifica della zona soggiorno/cucina, senza alterare le modifiche agli impianti è necessario fare un APE per una C.I.L.A. consegnata al comune?

    Mi sembra che nei decreti interministeriali del 26 giugno 2015 gli immobili esclusi non viene più menzionato le ristrutturazioni parziali.

  79. Buongiorno,
    ho intenzione di vendere una quota di multiproprietà (25a settimana) in residence vacanze estive in Puglia. L’appartamento NON dispone di impianto di riscaldamento né di raffrescamento, sono esentato o no dalla produzione dell’APE?
    Grazie
    Marco

  80. Salve, devo redigere l’APE per una villetta a 3 piani, accatastata in tal modo:
    piano seminterrato: fondaci, piano terra: sala camere wc e cucina, piano primo: fondaci.
    In realtà il piano seminterrato, pur catastalmente censito come fondaco, è riscaldato tramite lo stesso impianto del piano terra, mentre il piano primo è allo stato grezzo, ma con predisposizione per una caldaia autonoma e termosifoni da installare. Mi chiedo se al piano primo sia possibile ipotizzare un secondo impianto di riscaldamento autonomo oppure devo lasciarlo come locale non riscaldato, dal momento che catastalmente comunque risulta un fondaco?

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