L’obiettivo delle previste modifiche al Sistri (che saranno contenute nel Decreto del Fare bis?) è quello di limitarne l’applicazione alle aziende che gestiscono rifiuti pericolosi. In generale, quindi, non farlo gravare troppo sulle imprese.

È una decisione del Consiglio dei Ministri che annuncia che il Sistri “sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi. I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria”.

Palazzo Chigi precisa che il Sistri “sarà operativo dal primo ottobre prossimo per i nuovi produttori, per chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi e anche per enti e imprese che lo vogliano utilizzare su base volontaria mentre per i produttori cosiddetti iniziali, per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania l’inizio dell’operatività sarà il 3 marzo 2014. Le semplificazioni sono finalizzate anche ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema e verranno stabilite periodicamente con decreto del ministro dell’Ambiente”. Solo per la Regione Campania invece permane una previsione più amplia, per contrastare lo smaltimento illegale dei rifiuti, integrandosi con il divieto di importazione di rifiuti speciali e pericolosi da altre Regioni.

La platea interessata passa quindi da 70mila a 17mila utenti.

Il ministero dell’Ambiente ha pubblicato nei giorni scorsi un avviso di selezione per reperire profili professionali e formare una commissione di collaudo per la verifica del Sistri.

Le sanzioni
Per le inadempienze formali le sanzioni saranno leggere: sarà prevista la possibilità che possano esserci degli errori nella trascrizione delle informazioni. Se gli errori dovessero ripetersi, scatterà la sanzione.

La revisione del Sistri ha anche un risvolto legato alla criminalità. In Italia le ecomafie governano il traffico illegale di rifiuti speciali. Per questo motivo è urgente dare una risposta stabile, duratura ed efficace allo smaltimento illegale di rifiuti.

Realacci ha commentato positivamente la scelta di rivedere l’applicazione del Sistri.

Abbiamo parlato di Decreto del fare bis (o Decreto del fare 2), un provvedimento sul quale i tecnici stanno per definire i dettagli di un insieme di norme con il fine ultimo di ridare vitalità alla piccola e media impresa, ma che potrebbe avere ricadute interessanti anche sulle famiglie: allo studio ci sono il calo di costi dell’energia, le compensazioni fiscali e nuovi strumenti di finanziamento per le aziende. E, appunto, la revisione del Sistri.

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