Inarsind, il Sindacato Nazionale degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti Italiani, dopo aver esaminato il comma 24 dell’articolo 24 del Decreto Salva Italia, che riguarda le casse di previdenza private e, quindi, anche Inarcassa (l’associazione che tutela previdenzialmente gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti) è giunta a una conclusione irrevocabile: l’autonomia delle casse private è un valore irrinunciabile.
Inarcassa è un’associazione di diritto privato, comunque soggetta ai controlli dei Ministeri competenti. Rappresenta quindi una ricchezza da salvaguardare. L’Associazione svolge il proprio compito istituzionale in piena autonomia e senza alcun onere a carico dello Stato. Ciò non significa naturalmente che l’Associazione non sappia che occorre portare avanti una gestione oculata delle risorse e la sostenibilità del sistema previdenziale.

 

Le perplessità di Inarsind
La posizione del Sindacato prende le mosse dalla constatazione della validità di un sistema e, a tal proposito, risulta significativa l’istituzione, ben prima delle norme citate, di un Osservatorio composto da esperti sui temi previdenziali come supporto esterno di monitoraggio e verifica, che fornirà a breve termine i risultati di un primo approfondito studio, a conferma della partecipazione attiva dei liberi professionisti alle vicende della propria associazione previdenziale.
Tra le altre perplessità espresse da Inarsind sull’iniziativa del Governo, troviamo il termine di tre mesi assegnato alle Casse per ottemperare a quanto richiesto; i motivi per cui, a fronte della spesa per prestazioni pensionistiche, debbano essere considerate solo le entrate contributive e non anche il patrimonio e, infine, le ragioni per cui i bilanci tecnici debbano essere riferiti a un arco temporale consistente, pari a cinquanta anni.
“Queste evidenti forzature – sostiene il Sindacato – fanno supporre un mal celato disegno di accorpamento di tutte le Casse autonome in una unica Cassa all’interno dell’Inps, cancellando così le positive peculiarità di ciascuna di esse e, ci pare, in evidente contraddizione rispetto ai principi di liberalizzazione tanto sostenuti dall’attuale Governo”.
Il Sindacato richiama l’attenzione dell’Esecutivo sul problema dei redditi dei liberi professionisti, ormai da troppo tempo pesantemente contratti, per motivi diversi, ma convergenti. “Vogliamo limitarci a segnalarne uno tra i più significativi e incidenti: la concorrenza impropria dei dipendenti pubblici e dei docenti di ogni ordine e grado, che svolgono attività professionali esterne”.
La “sofferenza” nei redditi libero professionali si traduce in “sofferenza” nelle contribuzioni a Inarcassa. “È una situazione che riteniamo ormai inaccettabile soprattutto in tempi di crisi e con i livelli di disoccupazione giovanile attuali”.

 

In definitiva Inarsind ribadisce la piena efficacia dell’autonomia di Inarcassa e quindi la necessità di mantenerla e rafforzarla, “anche con provvedimenti seri e incisivi, che consentano agli iscritti di recuperare redditi che, soprattutto per i giovani, costituirebbero motivo di fiducia nell’attività di libero professionale intrapresa, con indubbi vantaggi anche per l’economia del Paese”.

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