Se consideriamo i Comuni più colpiti dal terremoto del maggio 2012 in Emilia e nel mantovano, nessuno di questi potrà sfruttare il bonus fiscale per l’adeguamento sismico preventivo degli edifici. La verifica è semplicissima, andando a controllare sulla classificazione sismica dei Comuni italiani aggiornata al 2012 e pubblicata sulla Pagina Speciale Adeguamento Sismico e Detrazione 65%.

Chi fosse intenzionato in futuro a eseguire opere edilizie di prevenzione antisismica su costruzioni nei Comuni di Bondeno, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Crevalcore, Finale Emilia, Medolla, Mirabello, Mirandola, Moglia, Novi di Modena, Poggio Renatico, Poggio Rusco, Quistello, Reggiolo, San Felice sul Panaro, San Giacomo delle Segnate, San Possidonio, San Prospero e Sant’Agostino, lo dovrebbe fare senza poter sfruttare la Detrazione 65%, recentemente estesa anche a questo tipo di opere nel corso della conversione in legge del DL 63/2013.

L’agevolazione fiscale, infatti, si applica solo alle costruzioni adibite a prima casa e ai fabbricati industriali.

I Comuni della lista (solo una parte di quelli colpiti dal sisma) hanno subito i danni maggiori durante il sisma del 2012, ma tutti rientrano nella zona 3 di rischio sismico (“possono essere soggetti a scuotimenti modesti”), a eccezione di Quistello nel Mantovano che è addirittura classificato in zona 4 a bassissimo rischio.

Il bonus fiscale, invece, può essere richiesto solo dai Comuni che rientrano nelle zone 1 e 2 a maggior rischio.

Iniziano a levarsi delle voci che evidenziano quello che, a tutta evidenza, appare un controsenso. Il mancato riconoscimento per le zone dell’Emilia colpite dal sisma nel 2012 tra le aree di estensione degli sgravi fiscali del 65% per gli interventi antisismici è “incredibile e paradossale” per Andrea Leoni (PdL), che lo scrive in una interrogazione per sapere se “la Regione Emilia Romagna sia a conoscenza di questa assurda situazione”.

Ricordiamo che le scosse del 20 e 29 maggio del 2012 colpirono i territori delle Province di Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Mantova e Rovigo. La stima dei danni ha superato i 13 miliardi di euro, le vittime furono 27 (vai alla Pagina di Wikipedia con l’intera descrizione del Terremoto dell’Emilia del 2012).

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