Nel tempo sono state regolamentate le dimensioni dei locali di abitazione, sulla base delle destinazioni di ogni singolo locale, nonché nel rispetto delle norme igienico-sanitari.

Gli edifici residenziali che comprendano abitazioni utilizzati con contributo dello Stato, devono avere le seguenti caratteristiche:

– altezza virtuale non superiore a metri 4,50, calcolata come rapporto tra i metri cubi totali vuoto per pieno dell’edificio e la somma delle superfici utili abitabili delle abitazioni;

– altezza netta delle abitazioni e dei loro vani accessori, misurata tra pavimento e soffitto, fatte salve eventuali inferiori altezze previste da vigenti regolamenti edilizi, non superiore a metri 2,70 per gli ambienti abitativi e non inferiore a mt 2,40 per i vani accessori.

Per l’edilizia residenziale, anche non fruente di contributi pubblici, sono consentite:

– l’installazione nelle abitazioni dei servizi igienici e la realizzazione nei fabbricati di scale, in ambienti non direttamente aerati;

– le altezze nette degli ambienti abitativi e dei vani accessori delle abitazioni, misurate tra pavimento e soffitto, fatte salve eventuali inferiori altezze previste da vigenti regolamenti edilizi, non inferiori a metri 2,70 per gli ambienti abitativi e metri 2,40 per i vani accessori.

Le norme nazionali sulle distanze prevalgono sulle disposizioni dei regolamenti edilizi vigenti.

L’applicazione di tali norme non deve comportare aumenti:

– nelle densità abitative consentite dagli strumenti urbanistici vigenti;

– nelle superfici coperte derivanti dagli indici volumetrici di utilizzazione delle aree previste dagli stessi strumenti urbanistici.

Tali disposizioni non si applicano per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Con la legge 27 maggio 1975, n. 166 Norme per interventi straordinari di emergenza per l’attività edilizia, sono state stabilite le seguenti regole.

È consentita l’installazione dei servizi igienici in ambienti non direttamente aerati ed illuminati dall’esterno, a condizione che:

– ciascuno di detti ambienti sia dotato di un idoneo sistema di ventilazione forzata, che assicuri un ricambio medio orario non inferiore a cinque volte la cubatura degli ambienti stessi;

– gli impianti siano collegati ad acquedotti che diano garanzie di funzionamento continuo e gli scarichi siano dotati di efficiente e distinta ventilazione primaria e secondaria;

– in ciascuno di detti ambienti non vengano installati apparecchi a fiamma libera.

È consentita la realizzazione di scale e relativi disimpegni senza finestrature sull’esterno a condizione che:

– risultino adeguatamente garantite tutte le condizioni di sicurezza e quelle di igiene;

– le scale ed i disimpegni siano dotati di una idonea ventilazione, diretta per le scale ed anche indiretta per i disimpegni.

Altezza dei locali di abitazione

L’altezza interna utile dei vani di abitazione non può essere inferiore a mt 2,70, con esclusione dei corridoi, disimpegni, bagni e ripostigli, per i quali può essere di mt. 2,40. (Una eventuale deroga si può applicare solo per le comunità montane)

Nel caso di locali sottotetto con soffitti non orizzontali, l’altezza media deve essere di mt 2,70 e la minima variabile, secondo le disposizioni regionali recepite poi dai vari comuni.

Superficie minima abitabile dei locali
Per ogni abitante si deve prevedere una superficie minima abitabile di mq. 14 fino a 4 persone, e di mq 10 per ogni abitante in più.

Le stanze da letto devono avere una superficie minima di mq 9 se per una persona e di mq 14 se per due persone.

Ogni alloggio deve essere dotato di un locale soggiorno-cucina di almeno mq 14.

Fermo restando il limite dell’altezza di mt 2,70, in caso di alloggi monolocale la superficie minima comprensiva dei servizi, non può essere inferiore a mq 28 per una persona o mq. 38 se per due persone.

Tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d’uso.

Per ogni locale di abitazione la superficie finestrata non potrà essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento

Il “posto di cottura”, eventualmente annesso al locale di soggiorno, deve comunicare ampiamente con quest’ultimo e deve essere adeguatamente munito di impianto di aspirazione forzata sui fornelli

La stanza da bagno deve essere fornita di apertura all’esterno per il ricambio dell’aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica. Nelle stanze da bagno sprovviste di apertura all’esterno è proibita l’installa-zione di apparecchi a fiamma libera.

Per ciascun alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata dei seguenti impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo.

I materiali utilizzati per le costruzioni di alloggi e la loro messa in opera debbono garantire un’adeguata protezione acustica agli ambi-enti per quanto concerne:

– rumori da calpestio;

– rumori da traffico;

– rumori da impianti o apparecchi comunque installati nel fabbricato;

– rumori o suoni aerei provenienti da alloggi contigui o da locali o spazi destinati a servizi comuni.

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Gli Speciali

14 Commenti

  1. Buonasera
    I locali ove si svolgono attivita’ lavorative e locali ad uso residenziali sono normati anche dal punto di vista dimensionale (altezza, superficie pavimento, superficie illuminante, superficie di areazione, ect).

    Il DL 70/2011 (decreto sviluppo) all’art. 5 comma 13 punto 5) introduce tolleranze relative a misure planimetriche, volume e superfici. Non c’e’ difformita’ dal progetto assentito purche’ i valori dimensionali risultino entro il 2% delle misure progettuali.

    La domanda nasce spontanea: se a lavori ultimati le misure progettuali (altezza interna dei vani, superfici ect) risultano diverse da quanto assentito di percentuale inferiore al 2% comportando un piccolo aumento o diminuzione in conformita’ a quanto stabilito dal DL 70/2011, la stessa conformita’ dovrebbe essere anche nei confronti delle norme igienico-sanitarie dei locali.
    In altre parole se la tolleranza e’ operante da un punto di vista urbanistico-edilizio dovrebbe essere anche dal punto di vista igienico-sanitario.

    • esiste un documento interpretativo della egione Emilia Romagna sul DL 70/2011 che asserisce in effetti che la tolleranza di difformità entro il 2% si applica anche alle altezze minime definite nella legge 27 maggio 1975.
      RIporta:
      Con riferimento all’ammissibilità della tolleranza rispetto alle misure minime sulla
      distanza tra edifici (D.I 1444 del 1968), si ritiene che la costruzione realizzata ad una
      distanza inferiore a quella prevista e progettata (es. la distanza effettiva è inferiore a 10 metri tra edifici con pareti finestrate), ma contenuta nella soglia del 2%, sia da considerare come errore costruttivo tollerato che non determina violazione edilizia. Infatti sia la norma
      regionale che quella analoga statale (introdotta dall’art. 5 del D.L. 70/2011, convertito L. 106/2011) comprendono nella tolleranza lo scostamento dei distacchi tra cui appunto può ricomprendersi anche lo scostamento delle distanze tra edifici.
      Allo stesso modo anche il divario del 2% (in più o in meno) della misura dell’altezza, tra cui quella minima dei locali abitativi stabilita dal DM 5 luglio 1975, non dà origine a violazione edilizia.

      Da qui ovviamente ci si attenderebbe un adeguamento del regolamento igienico sanitario introducendo una equivalente tolleranza.

  2. come si può ottenere l’agibilità di un appartamento nuovo con altezza nella zona notte di m. 2,65 tra pavimento e soffitto, in considerazione che il risultato dei m. 2,65 è dovuta principalmente alla stesura, sotto pavimento, oltre all’impianto elettrico, l’impianto di riscaldamento, fotovoltaico ed impianto di climatizzazione. Grazie!

  3. Buongiorno,
    una informazione per quanto riguarda un appartamento inserito in un edificio ad uso abitativo costruito nel 2002; è presente un soggiorno con angolo cottura, per il quale il rapporto tra superficie del locale e superficie finestra siamo leggermente al di sotto del rapporto 1/8. Considerando la normativa vigente, è possibile mantenerlo così o bisogna adeguarlo? Eventualmente, come accade per i luoghi di lavoro, è possibile sopperire al deficit di ricambio d’aria con un aspiratore elettrico? Grazie mille per la disponibilità.

  4. Avrei una domanda: la mia scala (abitazione privata) ha qualche gradino che misura 74cm anziché 80cm. Vorrei sapere se esistono dei limiti di tolleranza oppure no riguardo la larghezza dei gradini di una scala interna ad uso privato. Grazie mille

  5. camera singola 10 mt,camera matrimoniale 14 e se ci metto due lettini che superfice devo avere .E nella songola posso mettere un letto a castello

  6. dove posso trovare normative relative alletolleranze, per le costruzione di pareti e tramezze in cartongesso.
    In sintesi ho parecchie pareti fuori squadra, ondulate e non so che tolleranze possono avere questi lavori.
    avete informazioni utili?
    elisa

  7. Buongiorno,
    sto pianificando la ristrutturazione di un appartamento (costruzione fine anni sessanta).
    La piantina catastale non è conforme allo stato reale dell’appartamento a causa di variazioni effettuate in corso d’opera,nell’ottica di una locazione/vendita, anche nell’ipotesi di non modificare la struttura dell’appartamento, vorrei adeguare tutta la documentazione in modo che sia conforme alla realtà.
    Prendendo alcune misure mi sono però resa conto che la camera singola pare non raggiunge i 9 mq richiesti da normativa. Dato che lo scarto è minimo (8,9 mq) mi chiedevo se non esistesse un indice di tolleranza per poter mantenere il vano come camera da letto e non declassarlo a studio o se, per avere tutto in regola, sia necessario abbattere e ricostruire un divisorio per spostarlo di pochi cm.
    Grazie

  8. Scusate, chiedo un informazione sulle altezze.
    Mi trovo ad avere un soggiorno cucina di 38 mq con un’altezza dal pavimento al soffitto di 2,70 m però ho delle travi lignee che sono poste ad un interasse di 1,08 e sono alte 16 cm, quindi l’altezza sotto le travi è di 2,54 m. posso considerare che questa è a tutti gli effetti una superficie utile. se si mi potrebbero far riferimento a qualche normativa dove si evince ciò.
    Ringrazio anticipatamente.

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