Saranno in mobilitazione permanente contro quello che Federcostruzioni ha certificato come “il collasso annunciato della filiera delle costruzioni”. Tornano dunque gli Stati Generali delle Costruzioni riuniti a Roma per decidere nuove iniziative a sostegno del settore.

Quelle varate finora dal Governo e all’esame del Parlamento, secondo gli Stati Generali delle Costruzioni, sono “misure efficaci in un momento di normalità, ma assolutamente inadeguate a fronteggiare una crisi come quella che sta investendo il settore e che non accenna a diminuire”.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi ha ricordato che “se vogliamo che il settore torni a crescere in tempi rapidi, abbiamo immediato bisogno di interventi specifici che rilancino gli investimenti in infrastrutture, in opere pubbliche, attraverso la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, con un’attenzione all’efficienza energetica e un occhio al dissesto idrogeologico“.

“In gran parte d’Europa, negli Stati Uniti e in Giappone”, sostengono gli Stati Generali delle Costruzioni, “i Governi hanno varato piani anticrisi dell’ordine di centinaia di miliardi di valuta nazionale come investimenti in opere pubbliche e a sostegno della casa”. Appare dunque ingiustificata “la rinuncia da parte dell’Italia di seguire questo esempio e di investire importanti risorse per far ripartire il settore”.

… E Federcostruzioni lancia un Ultimatum
Federcostruzioni e lancia un ultimatum “perché si affermi la consapevolezza che se si vuole realmente invertire il ciclo recessivo va allentata la stretta creditizia, puntare su un grande piano di investimento di opere pubbliche e non perdere l’opportunità di riqualificare il patrimonio edilizio e le città”.

“Il tempo è ormai scaduto”, fanno sapere dagli stati Generali delle Costruzioni, “se non ci saranno segnali in questo senso nel breve periodo gli Stati Generali decideranno iniziative eclatanti di protesta”.

Fonte ANCE e Federcostruzioni

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