Il verde verticale (o giardino verticale), fino a circa due anni fa, sembrava rappresentare il futuro della gestione climatica degli edifici. Il verde sulle pareti, si diceva, aiuta il raffrescamento, oltre che dare un aspetto piacevole alle facciate. I vantaggi rimangono, ma sono emerse anche le criticità.

Occorre sin da subito precisare che gli esempi di facciate verdi andati a buon fine sono di più rispetto a quelli finiti male. Ma le caratteristiche, i problemi e i difetti dei casi studio degradati sono significativi per capire come non bisogna comportarsi.

Con il tempo, sono emerse diverse problematiche riguardanti questo tipo di progetto. Innanzitutto, la gestione in opera di una parete verde è onerosa e difficile. In secondo luogo, la manutenzione scorretta del sistema porta a conseguenze più o meno gravi. Se gestita male, una tecnica potenzialmente e teoricamente qualificante per l’organismo edilizio può portare all’effetto opposto: aggravare la condizione dell’edificio.

Se una parete verde non viene manutentata regolarmente o se non si prestano tutte le attenzioni necessarie in fase di realizzazione e progettazione, la struttura decade e perde tutta la propria funzione. Anzi, le conseguenze negative possono essere anche spiacevoli. Basti considerare che un seme imbibito spacca il cemento…

La gestione è un’attività particolarmente complessa perché si tratta di un’attività tripartita che interessa:
– l’apparato vegetale superficiale;
– i sottosistemi tecnologici di mediazione fra piante e parete;
– i sottosistemi impiantistico-nutritizi per il mantenimento in vita dei vegetali.

Gli interventi di gestione possono essere considerati “manutenzione straordinaria” quando motivati da eventi rari o non prevedibili. Sono “manutenzione ordinaria” se necessari sistematicamente e regolarmente.

L’apparato vegetale è comunque il più difficile e costoso da mantenere: la “manutenzione ordinaria” comprende per esempio potatura, irrigazione, nutrimento; la “manutenzione staordinaria” comprende debellamento di eventuali attacchi parassitari, sostituzione di esemplari morti e cure specifiche per le piante (cure fitosanitarie).

Da prendere in considerazione anche il fatto che, “dietro” una parete verde, funzionano diversi impianti. Se questi impianti non assolvono alle proprie funzioni e se non vengono monitorati costantemente possono portate a problematiche gravi e causare il parziale o il totale deperimento. È come se comprassimo una pianta, non la annaffiassimo e la lasciassimo morire nel nostro soggiorno: assisteremmo al suo lento degradarsi, magari marcire.

Un malfunzionamento del sistema d’irrigazione potrebbe avere ripercussioni gravi sulle piante. La manutenzione degli apparati tecnologici deve comprendere:
– monitoraggio della stabilità;
– controllo delle stratigrafie interne e delle relazioni fra i vari elementi tecnici e materici;
– controllo degli apparati connettivi o d’interfaccia;
– controllo della stabilità chimico-fisica dei materiali.

Naturalmente, ciò che non funziona va riparato subito, per evitare danni.

La facciata verde è un sistema “vivo”, che ha in sé elementi vegetali e quindi in vita, che cambiano con il tempo. Per questi motivi la gestione diventa ancora più difficile. Conoscere come cambia e si evolve il sistema del giardino verticale nel tempo è necessario, altrimenti è inutile gestire un apparato simile.

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1 COMMENTO

  1. Concordo pienamente col articolo, per quello, nel nostro sistema abbiamo cercato di ridurre al massimo questi problemi per creare un giardino che non ha bisogno di manutenzione straordinaria.

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