Quando è richiesta la presentazione dell’Attestato di Certificazione Energetica in Liguria? Quale sistema di calcolo viene utilizzato? Quali sono le sanzioni erogate e a carico di chi? Qual è la normativa essenziale sulla certificazione energetica in Liguria?

Dopo l’emanazione del decreto legge 63/2013 che ha sostituito l’ACE con la nuova APE, l’Attestato di Prestazione Energetica, la Redazione di Ediltecnico.it ha iniziato un “percorso” di approfondimento sulle Regioni italiane che hanno già legiferato in materia di Certificazione Energetica e che, dunque, non seguono le norme nazionali (d.lgs. 192/2005, d.lgs. 311/2006, d.P.R. 59/2009, ecc.).

Dopo avere trattato la situazione in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, oggi vediamo nel dettaglio la situazione della Liguria.

L’ACE in Liguria è obbligatoriamente richiesta nei seguenti casi:

– edifici di nuova costruzione,

– ristrutturazione di edifici con una superficie superiore ai 1.000 m2,

– compravendita di immobili (interi o singole unità abitative)

– locazione di immobili

– interventi rientranti nel c.d. Piano Casa Liguria

– interventi edilizi che consentono l’accesso a sgravi fiscali e incentivi.

Il sistema di calcolo alla base della redazione degli ACE in Liguria è quello indicato nella norma tecnica UNI/TS 11300 con specifiche integrazioni regionali

Le sanzioni per mancanza della certificazione energetica
Il direttore lavori che non predispone l’ACE al termine degli interventi edilizi è punito con una sanzione variabile dai 1.000 ai 3.000 euro.

Il tecnico certificatore energetico rischia una multa da 1.000 a 3.000 euro. In più, se l’Attestato di Certificazione Energetica è falso, viene inviata una comunicazione all’Ordine o al Collegio professionale di appartenenza e scatta la sospensione dall’elenco dei tecnici abilitati per un periodo che va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 24 mesi.

La legislazione regionale minima di riferimento sulla certificazione energetica
In Liguria, allo stato attuale, queste sono le disposizioni normative valide e da rispettare per i certificatori energetici:

1. Legge regionale Liguria n. 22 del 29 maggio 2007 relativa a Norme in materia di energia

2. Deliberazione della giunta regionale Liguria 15 giugno 2012, n. 709 relativa a Integrazione della deliberazione della Giunta regionale n.1254 del 21.09.2009, avente ad oggetto “Modifiche degli allegati alla d.g.r. 1601/2008 – Certificazione energetica degli edifici/elenco dei professionisti e corsi di formazione”

3. Deliberazione della giunta regionale Liguria 21 settembre 2009, n. 1254 relativa a Modifiche degli allegati alla d.g.r. 1601/08 “Certificazione energetica degli edifici/elenco dei professionisti e corsi di formazione”

4. Deliberazione della giunta regionale Liguria 2 dicembre 2008, n. 1601 relativa a Certificazione energetica degli edifici: elenco dei professionisti e corsi di formazione

5. Regolamento regionale Liguria 13 novembre 2012, n. 6 relativo a Regolamento di attuazione dell’articolo 29 della legge regionale 29 maggio 2007 n.22, così come modificata dalla legge regionale, 30 luglio 2012 n. 23 recante: “Norme in materia di energia”

La certificazione energetica nelle Regioni italiane: i post già pubblicati:

Certificazione Energetica e nuova APE, la situazione in Lombardia

Certificazione Energetica e nuova APE, la situazione in Piemonte

Certificazione Energetica e nuova APE, la situazione in Emilia Romagna

Certificazione Energetica e nuova APE, la situazione in Valle d’Aosta

Certificazione Energetica e nuova APE, la situazione a Bolzano

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6 Commenti

  1. Ogni volta che ritiro una certificazione energetica mi viene da ridere quanto NON affidabili i risultati ottenuti.
    I cervelloni che hanno stabilito i parametri sui presunti e ridicoli consumi hanno mai verificato se una di queste APE corrisponde ai veri consumi ? Mi sono fatto portare dagli inquilini (che utilizzano “per Tutto” solo la Corrente elettrica) le bollette degli ultimi 3 anni e… rispetto ai calcoli, TUTTI, dico TUTTI avrebbero dovuto consumare di energia elettrica circa QUATTRO volte tanto,
    Quando si vedono valori di oltre 300Kw al mq. annui e per 60 mq di appartamento il consumo dovrebbe essere 18.000 Kw annui e non 190 kw x 12 = 2.280 Kw totali annui compresa acqua cald, illuminazione, TV, frigorifero, lavatrice ed altro (L’ Enel forse calcola 1kw ogni 10 consumati ? oppure sono i Tecnici APE che dovrebbero andare a “zappare la terra” Senza offese, non per i tecnici ma per gli onesti i contadini.
    Il bello è che si fanno anche pagare.

    • ascolta, due cose rapide:
      1)300kw a mq non so dove l’hai visto ma è sicuramente sbagliato, forse ti è capitato un certificato fatto da uno zappatore.
      2) nei tuoi calcoli dimentichi una cosina da poco, ovvero il riscaldamento

    • Forse hai omesso di considerare il rendimento del parco elettrico nazionale, che può essere anche inferiore al 40%. Il consumo in KWH (e non KW come scrivi tu) è in fonte primaria, non quello che rilevi dal contatore. Non discuto sulla bontà delle certificazioni, ma chiedi spiegazioni al certificatore se i risultati ti sembrano discutibili, almeno prima di definirlo “zappatore”.

  2. Elenco quanto riportato negli ultimi certificati pagina uno alla voce prestazioni energetiche globali : 115 – 378 – 193 – 265 – 305 – 171 – 265 Kw/mq/anno (da tre diversi certificatori).
    rispondo anche al punto 2 – per il riscaldamento uso in parte le pompe calore (collegate all’ impianto elettrico) in parte il gas di città con consumi annui inferiori a 450 m.cubi annui con acqua calda, gas cucina e,forno gas. (anche considerando quindi 200 m.cubidi gas i valori sono sempre distanti dal reale) … in parte il SOLE che quando radente in inverno (esp.SUD) mi avvolge la casa mi scalda ottimamente.
    Quindi rispetto alle certificazioni in mio possesso, sia io che i miei inquilini (che si scaldano solo con le stufe elettriche dovrebbero consumare quattro volte il reale (mi sono fatto portare le bollette di un anno).
    I parametri quindi sui quali si riferiscono i calcoli dovrebbero probabilmente essere rivisti radicalmente (avere dei termini di paragone irreali non serve a nulla e a nessuno)

  3. mah mi sembrano valori decisamente sproporzionati, è vero che una certificazione energetica non si basa su consumi reali ma su ipotesi, semplificazioni e convenzioni però dovrebbe ‘fotografare’ una situazione il più possibile vicina alla realtà. Sarei curioso di vederle queste certificazioni..

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