L’ing. Leonardo Corbo, già direttore generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendio, ha condiviso con la Redazione di Ediltecnico.it un quesito già inviato alla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica dei VV.F. riguardante l’applicazione del d.m. 1° febbraio 1986 relativo alle norme per la sicurezza antincendio per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili.

Nello specifico “Il decreto in oggetto sulla prevenzione incendi nella costruzioni di autorimesse, emanato 27 anni orsono, presenta alcune difficoltà interpretative“, esordisce Leonardo Corbo nella lettera quesito inviata ai Vigili del Fuoco, “che si sono accentuate in questi ultimi tempi a fronte di interpretazioni sempre più restrittive da parte di alcuni Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco”.

Proprio per questo, a seguito di una serie di attente valutazioni tecniche, esposte nel caso studio che segue, l’ing. Corbo ha posto all’attenzione dei dirigenti dei VV.F. una possibile interpretazione della norma tanto sicura quanto meno restrittiva per i progettisti

In attesa di conoscere l’opinione della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica, riportiamo il caso progettuale che ha spinto l’ing. Corbo a chiedere il chiarimento definitivo ai Vigili del fuoco.

Naturalmente, una volta ricevuta risposta, forniremo anche l’interpretazione “ufficiale” al caso presentato.

Decreto ministeriale 1° febbraio 1986 – Punto 3.9.1 Superficie di ventilazione
Le aperture di aerazione naturale devono avere una superficie non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento. Nei casi nei quali non è previsto l’impianto di ventilazione meccanica di cui al successivo punto, una frazione di tale superficie – non inferiore a 0,003 m2 per metro quadrato di pavimento – deve essere completamente priva di serramenti.

Il sistema di ventilazione deve essere indipendente per ogni piano.

Per autorimesse sotterranee la ventilazione può avvenire tramite intercapedini e/o camini; se utilizzata la stessa intercapedine, per consentire l’indipendenza della ventilazione per piano si può ricorrere al sezionamento verticale o all’uso di canalizzazioni di tipo “shunt”.

Il caso studio
Per le autorimesse suddivise in box l’aerazione naturale deve essere realizzata per ciascun box. Tale aerazione può essere ottenuta con canalizzazioni verso l’esterno o con aperture anche sulla corsia di manovra, prive di serramenti e di superficie non inferiore ad 1/100 di quella in pianta del box stesso.

Nelle figure seguenti sono rappresentate due autorimesse sotterranee di uguale superficie, pari a 2.625 m2 (35 x 75 m), dotate di apertura di aereazione naturale, attestata su intercapedine di superficie di 105 m2 pari a 1/25 della superficie in pianta del compartimento.

In figura 1 l’autorimessa è suddivisa in 104 box di superficie singola 2,5 x 5 = 12,5 m2 per una superficie totale di 1300 m2 e in corsie di manovra per un totale di 1325 m2.

In figura 2 l’autorimessa open space per 104 posti-macchina.

Ogni box attestato su intercapedine è dotato di aerazione con aperture in alto o in basso di superficie non inferiore a 1/100 di quella in pianta così come indicato al punto 2.2 del d.m. 1°  febbraio 1986.

Ogni box, non attestato su intercapedine, è dotato di aerazione di superficie non inferiore ad 1/100 di quella in pianta con apertura sulla corsia di manovra realizzate nel serramento di chiusura del box.

Entrambe le autorimesse sono protette da impianto fisso di spegnimento automatico del tipo sprinkler.

Per tutto quanto sopra descritto e dopo aver effettuato una attenta valutazione del rischio ed individuato uno scenario d’incendio compatibile e realisticamente ipotizzabile nelle condizioni di esercizio previste per i due tipi di struttura, autorimessa open space e a box, ho potuto incontrovertibilmente constatare che la superficie di aereazione dell’autorimessa a box, prevista e realizzata in 105 m2 ovvero 1/25 di 2625 m2, (superficie totale dell’autorimessa) può essere ridotta a 53 m2 ovvero 1/25 di 1325 m2 (superficie delle corsie di manovra).

Dunque, questo è il contenuto della richiesta di chiarimento trasmessa dall’ing. Leonardo Corbo “per opportuna conoscenza ed ogni utile valutazione tesa ad eliminare questo vincolo progettuale che a tutt’oggi è richiamato e preteso dai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco”.

Ricordiamo ai nostri lettori che è in corso di preparazione per i tipi Maggioli Editore la nuovissima Guida Essenziale alla Prevenzione Incendi, realizzata da Leonardo Corbo e che sarà disponibile presso le migliori librerie e sul nostro shop online a partire dal mese di ottobre 2013.

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5 Commenti

  1. Interessantissima la considerazione fatta dall’ing. Corbo.Devo purtroppo far presente che il fatto che “ambedue le autorimesse siano protette da impianto fisso di spegnimento automatico del tipo sprinkler” crea solo confusione pur non avendo nulla a che vedere con l’argomento “aerazione”. L’impianto sprinkler, probabilmente, è necessario in quanto l’autorimessa, chiaramente interrata, ha superficie superiore a m2 2500. Non vorrei che qualche interpretazione ritenesse corretta la valutazione dell’aerazione, solo nel caso in cui vi sia un impianto di spegnimento automatico!!

  2. L’aerazione serve a smaltire i prodotti di scarico automobili e quelli eventuali dell’incendio. Questi ultimi sono dimensionanti , PERO’ In un open space la probabilità che possasono bruciare contemporaneamente più autoveicoli è signifiocativa . Non così se l’autorimessa è a box . In questo caso lo scenario incidentale può prevedere bruciare un autoveicolo alla volta . Da quì la diferenza di superficie aerazione .Risultato : la Regola T è coerente anche se , a parere scrivente comunque eccessivamente cautelativa ( data la minor probabilità che gli autoveicoli perdano liquidi infiammabili e che siano meno vetuste di un tempo 1/40 potrebbe essere accettabile al posto di 1/25 )

    i fumi delincendio

  3. Salve,
    ad oggi 14/10/2015 non c’è ancora una risposta della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica VVF al quesito posto dall’Ing. Corbo inerente la minore superficie di ventilazione sopra necessaria con questa interpretazione ?
    P.S.
    Sto trattando un caso simile e mi servirebbe molto tale eventuale parere.
    Grazie.

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