“Occorre dare priorità alle opere immediatamente cantierabili, scorporare gli interventi a tutela del territorio dai vincoli del patto di stabilità e rimodulare i fondi europei”, così ieri il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Andrea Orlando, intervenuto al Senato per un question time dedicato alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al ciclo dei rifiuti.

Davanti ai senatori, il Ministro Orlando ha fornito informazioni su risorse, strutture e azioni che il Governo ha deciso di mettere in campo per la tutela del territorio e la prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico del suolo e dei fiumi.

Le premesse, però, non sono buone, se è vero che Orlando ha esordito con il poco rassicurante “il bilancio del Ministero dell’ambiente si è ridotto del 48 per cento”. In ogni caso, le risorse finanziarie a disposizione contro il dissesto idrogeologico sono di circa 2,2 miliardi di euro.

Tali risorse, come ha avuto modo di ricordare in una recente intervista concessa a Ediltecnico.it l’ing. Filippo Soccodato di Remtech, dovrebbero essere utilizzate per “programmare un piano pluriennale straordinario di piccoli e continui interventi di difesa del suolo, di manutenzione ordinaria e continua del territorio di manutenzione idraulica dei fiumi e delle opere idrauliche, delle infrastrutture, delle strade e dei versanti che incombono su di esse”.

Orlando ha ricordato che il recente DDL sul Consumo di Suolo “rappresenta un contributo importante per la prevenzione e, in quell’ambito, possono essere approntate risposte strutturali in tema di manutenzione del territorio” (leggi anche Stop al consumo di suolo, il CdM approva il DDL).

Possibile l’istituzione di un fondo contro gli abusi edilizi

Sempre nell’ambito del question time, Andrea Orlando ha dichiarato che il suo Ministero sta vagliando la possibilità di istituire un fondo per l’abbattimento degli abusi edilizi commessi nel nostro Paese.

Il Ministro ha infine chiarito che “attende dati incontrovertibili sul nesso causale fra trivellazioni e fenomeni sismici per proporre revisioni normative”.

Di Marina Rui Ferro

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3 Commenti

  1. Sarò lieto di dare informazioni, a chi ne sia seriamente interessato, su un sistema brevettato che si può impiegare per mettere insicurezza in modo semplice ed economico molti siti a rischio idrogeologico e dissestati.
    Genova – aldocannavo@fastwebmail.it

  2. Sono convinto che con una corretta regimazioneidraulica del territorio si potrebbe ridurre di molto il dissesto idrogeologico che dipende soprattutto dall’abbandono delle buone pratiche in campagna e dalla mancata valutazione delle sezioni di deflusso legate alle precipitazioni critiche (sia per i fossi che per i collettori fognari).

  3. Si potrebbe pure ridurre notevolmente il rischio di dissesto idrogeologico causato dalle piene di certi fiumi deviando i loro immissari, spesso in secca col buon tempo,in modo che si esauriscano senza giungere ad aumentare la portata dei fiumi pericolosi.

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