Opere pubbliche e Decreto Liberalizzazioni
Opere pubbliche e Decreto Liberalizzazioni

Davvero poco rassicuranti i dati che emergono dal monitoraggio sui bandi pubblici di progettazione, per il periodo compreso tra ottobre e dicembre del 2011, pubblicato pochi giorni fa dal Centro studi del CNI, Consiglio nazionale degli ingegneri. Il Centro studi fa anche riferimento al Decreto Legge n. 1/2012, il cosiddetto Decreto Liberalizzazioni (Decreto Liberalizzazioni – vai allo speciale):  considera “devastanti” le sue conseguenze sulla sicurezza e la qualità delle opere pubbliche.

 

Partiamo proprio da qui. Certamente, infatti, l’opinione più dura del CNI riguarda il Decreto Liberalizzazioni: il Centro Studi sostiene che va “stigmatizzata” l’abrogazione di tutti i tariffari disposta dall’articolo 9 del Decreto Legge n. 1/2012 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività) poiché tale articolo ricondurrà il mercato dei bandi di progettazione a una selvaggia anomia, e gli effetti sulla sicurezza e qualità delle opere pubbliche saranno, sempre secondo il CNI, “devastanti”.

 

Per quanto riguarda poi i bandi di progettazione, i dati sono preoccupanti. Gli importi dei servizi di ingegneria e architettura messi a gara (progettazione, direzione dei lavori, coordinamento per la sicurezza, collaudo, misura e contabilità etc.) sono calati del 29,5% rispetto allo stesso periodo 2010. In totale, il valore degli importi dei servizi per il terzo trimestre del 2011 ammonta a circa 131 milioni di euro, che, se confrontati con i 186 del terzo trimestre 2010, sono pochi.
La contrazione prosegue anche per quanto riguarda le aggiudicazioni: anche se negli ultimi tre mesi del 2011 le gare inerenti ai servizi di ingegneria e architettura aggiudicate sono raddoppiate rispetto al periodo luglio-settembre (più precisamente, si è passati dalle 71 del terzo trimestre alle 143 del quarto), il loro numero resta nettamente inferiore a quello registrato un anno fa (285 gare aggiudicate).
Come sempre, dobbiamo, per essere più concreti, riportare tutto in termini di denaro e percentuali: il calo risulta essere superiore al 90% di quanto fatto registrare nel quarto trimestre 2010.

 

Il Centro studi CNI rileva anche gli effetti dell’entrata in vigore del DPR 207/2010 “Regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, con il quale è stata introdotta una nuova normativa che prevede nei bandi l’indicazione del ribasso massimo consentito e l’utilizzo delle tariffe professionali per la definizione del prezzo a base d’asta.
Anche se una buona parte di aggiudicazioni dell’ultimo trimestre del 2011 si riferisce a bandi pubblicati al periodo precedente il cambio della normativa, il ribasso medio è sceso al 32,3%, mentre quello massimo è pari al 55,2%. Nel terzo trimestre, il ribasso medio era del 48%, quello massimo del 55,2%.

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