Piano Casa Lazio
Piano Casa Lazio

Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, ha dichiarato che, con la “fase 2” del Piano Casa Lazio, si è avuto un notevole incremento di richieste di Dia (Dichiarazione di inizio attività). Queste le prime valutazioni che seguono l’approvazione da parte dell’ Assemblea capitolina del Piano Casa regionale, Piano Casa che si propone di seguire la linea della demolizione e della ricostruzione per creare nuove case, a partire dalle due torri di Tor Bella Monaca, che verranno abbattute e ricostruite. L’approvazione risponde, come ha affermato Gianni Alemanno, “al bisogno di abitazioni in tempi certi”.

 

Il Vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti aveva affermato, a metà del mese di gennaio 2012: “Il Piano casa non è assolutamente fallito, anzi, è esattamente il contrario. Ma i suoi effetti cominceranno a vedersi nel corso del 2012: entro settembre stimiamo che saranno presentate 13.338 Dia in tutto il territorio del Lazio“.
Ciocchetti non avrà di certo la palla di cristallo, ma quasi. Sembra infatti che, per ora, la sua stima sia corretta: dai tecnici comunali di 342 municipalità censite del Lazio sono state raccolte finora 1.538 Dia.

 

Mario Abruzzese, dal canto suo, prosegue sulla strada dell’ottimismo: “Tra questi dati voglio sottolineare le 180 domande pervenute dagli uffici tecnici dei Comuni del Frusinate. Una conferma a mio avviso importante della vitalità di un territorio con grandissime capacità di crescita e di sviluppo. Con l’inizio della cosiddetta “fase due”, che consentirà il cambio di destinazione d’uso e la possibilità di abbattere e ricostruire, ci aspettiamo un incremento ulteriore, con la speranza che si possa raggiungere la quota di 15 mila domande entro la fine dell’anno. Mi associo agli auspici dell’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti, perché questo nuovo Piano possa dimostrarsi nel tempo uno dei più efficaci, anche solo considerando che a oggi la legislazione più avanzata in materia è quella del Veneto, con 21 mila domande in tre anni”.

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