In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Fare, approvato lo scorso 31 maggio dal CdM rimane in sospeso, per così dire, la questione della ristrutturazione edilizia per interventi di demolizione e ricostruzione senza il rispetto della sagoma originaria.

In rete circolano diverse versioni dello schema del Decreto del Fare, alcune vengono indicate come quelle definitive post riunione ma, anche tra queste, ci sono differenze rilevanti e, quella che desta maggiore curiosità tra gli addetti ai lavori è proprio la bozza che ammette la possibilità di intervenire mediante lavori di ristrutturazione, che comportano la demolizione della struttura preesistente, rispettando solo i limiti della volumetria precedente, ma non quelli di sagoma (per ulteriori informazioni e approfondimenti consulta anche la nostra Pagina Speciale Testo Unico Edilizia).

Questo implica la modifica della definizione di “Ristrutturazione” contenuta all’art. 3, comma 1, lett. d) del Testo Unico Edilizia, che dalla versione attuale, che recita così …

d) “interventi di ristrutturazione edilizia“, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica

… diventerebbe, stando alla versione del Decreto del Fare in cui è presente la modifica oggetto del nostro post, di questo tenore (in grassetto le aggiunte rispetto alla versione attuale e barrate le parti eliminate):

d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

Se questa versione della ristrutturazione senza sagoma contenuta dal Decreto del Fare fosse confermata, le attività di ristrutturazione edilizia diventerebbero molto più facili per i costruttori e per i progettisti, non più vincolati al rigido rispetto delle forme preesistenti all’intervento.

Ricordiamo che nel Decreto del Fare (e in questo caso in tutte le versioni che circolano in rete) sono previste anche altre misure di semplificazione edilizia tra cui quella riguardante la documentazione preventiva al rilascio della SCIA edilizia e quella del certificato di agibilità parziale (leggi SCIA Edilizia, il Decreto del Fare passa la palla allo Sportello Unico).

Sempre presente, in tutte le versioni, anche la misura che impone alle amministrazioni competenti di opporre alla richiesta di rilascio del permesso di costruire in aree sottoposte a vincolo paesaggistico una motivazione espressa in luogo dell’attuale “silenzio diniego” (leggi in proposito Decreto del Fare, cambia la norma sul permesso di costruire in zona vincolata).

E quindi?
Posto che dovremo aspettare (ma non molto) la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Fare per “toglierci la curiosità” e svelare finalmente il mistero della ristrutturazione edilizia senza il rispetto della sagoma, a favore di questa opzione vi è il testo pubblicato dall’autorevole quotidiano online LeggiOggi.it

Di Mauro Ferrarini

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1 COMMENTO

  1. Cari politici di tutti gli schieramenti, se volete dare uno slancio all’edilizia e uno snellimento alla iper-burocrazia edile…. sostituzione di art.18 L. 64/1974 e art. 4 L. 1086/1971 con deposito al comune di calcoli strutture e esecutivi, unitamente a relazione di asseveramento di rispetto delle normative tecniche (d.m. 14.1.2008), sopprimendo le competenze degli uffici genio civile sull’edilizia privata; delega ai comuni obbligatoria per gestire i vincoli paesaggistici ai sensi d.lgs. 42/2004, soppressione delle relative competenze presso le soprintendenze bb.cc.aa. provinciali;sblocco di condoni del 2003 (D.lgs. 326/2003) in aree con vincolo paesaggistico cui viene applicata una sopravvenuta normativa d.lgs. 42/2004, al contrario di quanto stabilito da numerose sentenze, poichè opere dichiaratamente realizzate entro il 30.3.2003; semplificando la burocrazia, si evita l’abusivismo e si combatte la corruzione !

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