edilizia residenziale pubblica in Umbria
edilizia residenziale pubblica in Umbria

L’edilizia residenziale pubblica è protagonista del disegno di legge della Giunta regionale dell’Umbria, presentate ieri dall’assessore Stefano Vinti, che andrà a modificare l’impianto della precedente regionale (l.r. 23/2003). Verranno infatti cambiati ben 25 articoli.
“I cambiamenti si sono resi necessari – ha spiegato Vinti – per i profondi cambiamenti avvenuti nel settore, a partire dal taglio totale delle risorse statali”.

 

Cambieranno innanzitutto i requisiti per accedere all’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. Non più il reddito, ma il calcolo dell’Isee sulla capacità economica effettiva del richiedente).
Scatta anche l’obbligo di equiparare a tutti gli effetti i cittadini italiani, dell’Unione europea ed extracomunitari, il requisito vincolante della residenza nella regione per cinque anni, con tre anni di lavoro nel comune interessato.

 

Nascono poi gli “alloggi sociali”, vere e proprie residenze autonome, ma integrate con servizi mensa, lavanderia e spazi sociali organizzati, ai fondi immobiliari, nuovo strumento finanziario da sperimentare per sopperire “all’azzeramento dei trasferimenti dallo Stato” e in cui confluiranno risorse pubbliche e private, fino alla riassegnazione entro 90 giorni degli appartamenti rimasti sfitti, pena, per il comune, di dover pagare all’Ater il canone di affitto venuto a cessare.

 

Viene poi introdotta la c.d. Mobilità tra Inquilini, il cui obiettivo è favorire chi ha una famiglia numerosa, rispetto a chi, solo, occupa un alloggio di superficie eccessiva rispetto alle reali esigenze.

 

Altre novità del ddl prevedono
– il divieto di subentro improprio nelle case assegnate di eredi che non abbiano alcun titolo;
– revisione dei canoni finalizzata al mantenimento di entrate in equilibrio per l’Ater;
– concessione all’Ater di alienare alcuni alloggi, in ragione dei costi crescenti per le manutenzioni straordinarie. La norma stabilisce che gli introiti vengano finalizzati a nuovi alloggi.

 

Previsti contributi singoli potranno essere concessi a privati che ristrutturano per affittare a canoni sociali.

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