Finalmente!!!

Inizio così questo nuovo Atto sulla sicurezza antisismica, per il nostro amatissimo territorio italiano, perché sembrerebbe che anche i nostri politici abbiano veramente capito la necessità di incentivare il popolo alla messa in sicurezza delle case in cui viviamo con le nostre famiglie.

Il primo passo probabilmente è stato fatto. Dico soltanto il primo in quanto è ancora tutto in forse. È sempre assurdo e non ammissibile garantire fondi di detassazione per l’installazione della caldaia a condensazione e non per l’ammodernamento strutturale. Vorrei soltanto fare una semplice domanda a chi decide queste stupidaggini: dove installerai la tua caldaia a condensazione? Su una struttura portante probabilmente che raggiungerà il collasso al prossimo terremoto?

Boh … sono sempre più attonito!!!

Il nostro Paese non funziona perché non funziona la classe dirigenziale e politica italiana. Tutti noi sappiamo che per costruire un fabbricato si parte dalle fondazioni. Mentre, probabilmente, la progettazione va fatta al contrario in quanto si analizzano i carichi dall’alto verso il basso. Evidentemente il Legislatore vuole soltanto progettare la ripresa del nostro Paese, partendo dall’edilizia, e non costruire un territorio sicuro per il popolo che vi abita.

Non voglio sostenere cosa sia più importante, ma vorrei suggerire che le cose vanno fatte con ragionamento deduttivo e logico. Non ha senso garantire dei fondi per l’installazione di pannelli fotovoltaici se essi verranno montati su una copertura fatiscente. Non ha senso arredare e tinteggiare a tiro un’abitazione se tali migliorie vanno fatte su murature dissestate dall’ultimo evento sismico.

Noi tecnici siamo abituati alla logica, ma evidentemente, chi ci governa non ha la stessa forma mentis.

Siamo soltanto abituati a correre ai ripari quando la situazione è già fuori controllo. Si veda, ad esempio, l’applicazione delle NTC 2008 soltanto dopo il terremoto de L’Aquila nel luglio 2009. Siamo sempre in ritardo, sempre di corsa dietro gli eventi. Mai riusciamo, anzi, riescono, ad anticipare gli avvenimenti.

Sempre e soltanto al fine di sensibilizzare il lettore, e spero anche il Legislatore, voglio in questa puntata sottolineare la quantità ed estensione sul territorio italiano degli eventi sismici.

L’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha creato una esplicativa Carta Sismica della nostra Penisola dal 2000 al 2012. Sul sito istituzionale dell’INGV è possibile verificare quanti terremoti sono occorsi in Italia nel mese di maggio 2013. Sono 1.733!

Un numero elevatissimo … ??!!! In aprile il numero era sempre intorno a 1.700.

Chiedo a tutti i lettori un piccolissimo favore. Scaricate dal sito www.calcolostrutture.com, o direttamente dal sito dell’INGV, la Carta Sismica. Ponetela in una posizione ove possiate vederla ogni qualvolta accendete il vostro principale computer e dedicate una frazione di secondo del vostro pensiero …

Solo la prevenzione può prevenire.

Terremoti in Italia del maggio 2013
L’Istituto commenta in questo modo. Tra i 1.733 terremoti del mese di maggio 2013 non ci sono stati eventi di magnitudo maggiore di 4.0: il terremoto di magnitudo più elevata è stato l’evento di magnitudo (Ml) 3.8  avvenuto alle ore 07:11:08 italiane del giorno 4 maggio tra le province di Ferrara e Rovigo, nei pressi di Bondeno (Ferrara). La zona interessata da questo evento fa parte dell’area colpita un anno fa dalla sequenza di maggio e giugno 2012 in Pianura Padana Emiliana.

Personalmente, quando leggo questi dati rabbrividisco. Soprattutto per l’elevata vulnerabilità dei nostri fabbricati. Il tessuto strutturale delle abitazioni italiane non è in grado di assolvere a tali azioni sismiche. Questo è tanto più vero quanto più ci si allontana dalle cosiddette “zone sismiche”. Città come Milano e Torino, ad esempio, considerate da sempre come non sismiche, potrebbero trovarsi a fare i conti con disposizioni antisismiche mai riconosciute e mai prese in considerazione.

Mi spiace se ho turbato il tuo stato emotivo. Ma l’Italia è un paese altamente sismico e per tale deve essere considerato. Non è più possibile fare finta di niente ed infilare la testa sotto la sabbia. Il Legislatore capirà, prima o poi ci riuscirà. Noi siamo tecnici e dobbiamo prendere atto della situazione.

Appuntamento al prossimo atto.

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