Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, la redazione del documento di valutazione dei rischi con le procedure standardizzate si può “scomporre” in 4 parti (leggi Valutazione dei rischi, ecco i 4 passi necessari per iniziare). Ricordiamo ai nostri lettori che altri approfondimenti, risorse, check-list, lettere tipo e formulari utili per la preparazione del documento di valutazione dei rischi possono essere scaricati dalla Pagina Speciale Valutazione dei Rischi.

Ricordiamo che le tappe sono:

1. Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;

2. Identificazione dei pericoli presenti in azienda

3. valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

4. definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza

Oggi analizziamo il punto numero 1 “Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni” e lo facciamo con l’aiuto di Pierpaolo Masciocchi, direttore del Settore sicurezza sul lavoro di Confcommercio e autore del nuovissimo volume   Valutazione dei rischi e nuove procedure standardizzate edito per i tipi Maggioli.

Per la compilazione del passo 1 della valutazione dei rischi si utilizzano i Moduli 1.1 e 1.2 allegati al decreto interministeriale del 20 novembre 2011.

Descrizione dell’azienda
I dati identificativi dell’azienda per cui si redige il documento di valutazione dei rischi sono:

– Ragione sociale

– Attività economica

– Codice ATECO 2007 (facoltativo)

– Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante

– Indirizzo della sede legale

– Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili – titolo IV d.lgs.81/2008 s.m.i.)

Va inserito nel Modulo 1.1 anche tutto quanto occorre per identificare il Sistema di prevenzione e protezione aziendale:

– Nominativo del Datore di lavoro (Indicare se il datore di lavoro svolge i compiti del SPP)

– Nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal datore di lavoro

– Nominativi ASPP (ove nominati)

– Nominativi addetti al Servizio di Pronto Soccorso,

– Nominativi addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione

– Nominativo del Medico Competente (ove nominato)

– Nominativo del RLS/RLST

Occorre evidenziare le figure esterne al Servizio di prevenzione e protezione (dirigenti e/o preposti ove presenti), ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettere d) ed e) del d.m. 20 novembre 2011, e allegare eventualmente l’organigramma aziendale nel quale sono indicati ruoli e mansioni specifiche.

Descrizione delle lavorazioni aziendali ed identificazione delle mansioni
Per terminare il primo passo si potrà utilizzare il Modulo 1.2 inserendo le seguenti informazioni nei campi e nelle colonne corrispondenti:

“Ciclo lavorativo/Attività”
Indicazione di ciascun ciclo lavorativo/attività. Se in azienda sono presenti più cicli lavorativi, si potrà utilizzare un modulo per ogni ciclo lavorativo

– colonna 1 – Fasi: individuazione delle fasi che compongono il ciclo lavorativo

– colonna 2 – Descrizione Fasi: descrizione sintetica di ciascuna fase

– colonna 3 – Area/Reparto /Luogo di lavoro: indicazione dell’ambiente o degli ambienti, sia al chiuso che all’aperto, o del reparto in cui si svolge la fase

– colonna 4 – Attrezzature di lavoro: macchine, apparecchi, utensili, ed impianti: elencazione delle eventuali attrezzature utilizzate in ciascuna fase

– colonna 5- Materie prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti. Scarti di lavorazione: elencazione di quelle relative a ciascuna fase

– colonna 6 – Mansioni/postazioni: individuazione di quelle coinvolte in ciascuna fase

L’esame delle fasi che compongono il ciclo/attività deve essere completo, includendo anche quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.

È importante evidenziare, ove presenti, situazioni lavorative quali ad esempio: lavoro notturno, lavoro in solitario in condizioni critiche (nella colonna Descrizione Fasi); attività effettuate all’interno di aziende in qualità di appaltatore, attività svolte in ambienti confinati, lavori in quota (nella colonna Ambiente/Reparto), ecc.

È utile, infine, allegare al Modulo, ove presente, la planimetria degli ambienti di lavoro e dei locali di servizio con la disposizione delle attrezzature (lay-out).

Valutazione dei rischi e nuove procedure standardizzate

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La legge di stabilità per il 2013 ha prorogato al 30 giugno 2013 la possibilità, per le imprese che occupano fino a 10 lavoratori, di ricorrere all'autocertificazione dell'avvenuta valutazione dei rischi. Dal giorno successivo, le medesime imprese - unitamente (ma su...

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