Nella realizzazione di un’opera, l’attività di monitoraggio investe tutte le fasi del processo a partire dalla definizione degli obiettivi e funzioni alla verifica della corretta gestione di quanto realizzato; questa attività costituisce una funzione totalmente diversa da quella di direzione lavori, che rientra nelle fasi operative del project management che è una tecnica di gestione di processo attuata per verificare-assistere-sostenere tutte le fasi di ideazione, esecuzione e gestione di un intervento (per tutti gli approfondimenti sulla direzione lavori, consulta la Pagina Speciale Dedicata, a cura dell’arch. Marco Agliata).

Il monitoraggio viene svolto da figure diverse dalla direzione dei lavori che hanno il compito di osservare, registrare e elaborare tutto quello che succede secondo modalità e procedure che non interferiscono con l’esecuzione delle opere (l’attività di supporto che può nascere dal monitoraggio si basa su elementi di criticità che vengono rilevati e trasferiti alla direzione dei lavori).

In questo caso l’analisi sintetica che si vuole affrontare con questo contributo interessa solo il “monitoraggio o la verifica” di tutte le attività legate alla fase del cantiere che vengono svolte dal direttore dei lavori durante l’esecuzione dell’opera – il termine monitoraggio viene quindi utilizzato in quanto il d.l. può decidere di eseguire le necessarie verifiche utilizzando anche tecniche più strutturate (ma sempre diverse dalle finalità del project management).

Nel caso delle sole attività legate al cantiere il “monitoraggio” del d.l. viene eseguito su:
– l’organizzazione del cantiere e le modalità di esecuzione dei lavori;
controllo dei materiali, strutture e impianti;
contabilizzazione e liquidazione dei lavori;
– attività propedeutiche al collaudo.

Il direttore dei lavori dovrà assumere in prima persona tutte le iniziative necessarie allo svolgimento delle singole operazioni che possono essere riassunte nel seguente elenco:

1. verifica del progetto e della documentazione tecnica e amministrativa dell’opera (in quanto si tratta di attività che condizionano in modo essenziale la fase esecutiva vera e propria);

2. il controllo dei materiali con prove in situ (calcestruzzo, componenti, parti in acciaio), verifiche delle relative certificazioni, collaudi statici delle strutture e prove di funzionamento degli impianti;

3. la contabilizzazione dei lavori e la documentazione per la liquidazione in stati avanzamento lavori del corrispettivo dovuto all’esecutore di lavori (leggi anche Direzione lavori, la tenuta dei documenti contabili);

4. la predisposizione della documentazione e relazioni finali (su lavori e eventuali riserve) da trasferire al collaudatore dell’opera (leggi anche Direzione lavori, gli atti e i documenti per il collaudo).

Tutte queste attività sono abitualmente svolte dal direttore dei lavori secondo metodi di controllo e strumenti di supporto (computer e apparecchi per misurazioni) consolidati; le tecniche di monitoraggio che il d.l. può utilizzare nello svolgimento delle sue mansioni e che possono modificare (solo in parte) le modalità di esecuzione del proprio lavoro sono legate soprattutto a dei sistemi di gestione dei dati che vengono raccolti.

In condizioni normali il d.l. raccoglierebbe i suoi dati (tecnici o contabili) raccogliendoli nei relativi registri durante tutto il corso dei lavori e predisponendo i s.a.l. e gli altri atti secondo i tempi prescritti.

L’applicazione di tecniche di monitoraggio prevede non più una semplice registrazione dei dati e la meccanica trasposizione in una serie di atti (come avviene normalmente) ma la gestione,sia pure parziale, degli stessi.

Questo significa che il d.l. che intenda applicare queste tecniche dovrà compiere una serie di operazioni aggiuntive a quelle normalmente eseguite:

– catalogare i dati come elementi unitari (singole voci) e come parti complesse (categorie o parti dei lavori finiti);

– incrociare i dati ottenuti sulla base di criteri specifici:
a) quantità previste e lavorate
b) qualità richieste e poste in opera
c) tempi programmati e tempi reali di esecuzione
d) costi previsti e costi effettivi
e) variazioni dei lavori e modifiche dei tempi e costi
f) livelli di funzionalità richiesti e livelli ottenuti
g) modalità di gestione programmata e reale;

– definire i termini di variazioni consentite per isolare le possibili condizioni di criticità il cui verificarsi richiederebbe interventi di aggiustamento (leggi anche Direzione lavori, le riserva e la procedura: cosa fare e cosa non fare).

Questo tipo di attività sono svolte in parte con programmi di gestione di cantiere dedicati e in parte con l’utilizzo di software ordinario o con fogli di lavoro opportunamente adattati.

Maggiore è il livello di accuratezza con cui verranno elaborati i dati indicati, maggiormente efficace è la possibilità di individuare (molto prima e meglio dei modi tradizionali) gli elementi su cui intervenire per correggere o migliorare vari aspetti dell’esecuzione dei lavori quali:
– organizzazione dei lavori, tempi e sequenze di esecuzione delle varie parti;

– verifica della correttezza dei dati di contabilizzazione;

– controllo dei livelli di conformità delle opere eseguite al progetto originario.

Si tratta di un lavoro più impegnativo e attualmente non richiesto alla direzione lavori ma con il quale è utile cominciare a entrare in rapporto in quanto si renderà sempre più necessario, per il direttore dei lavori, utilizzare strumenti più adeguati allo svolgimento delle proprie mansioni secondo criteri di vera e propria gestione dei dati e non di semplice registrazione. Tale condizione, infatti, diventa indispensabile, per esempio, nel caso di opere di notevole rilevanza nelle quali l’attività di direzione dei lavori (anche se affiancata da attività di project management) richiede una modalità di svolgimento ben più articolata delle consuete procedure.

Guida essenziale alla direzione dei lavori

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Agliata Marco, 2013, Maggioli Editore

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