Milleproroghe, 10 anni per l'uso di costruzione delle aree edificabili

Le commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha accolto, durante l’esame del decreto Mille proroghe,  un emendamento al provvedimento che prevede l’allungamento da 5 a 10 anni del termine per l’uso di costruzione delle aree di proprietà delle imprese e rivalutate nel 2005.

Ad avanzare tale proposta è stata l’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili. 

“L`emendamento approvato interviene sulla disposizione introdotta dall`art.1, commi 473-476, della legge 266/2005 – ha spiegato l’Associazione – , che ha riconosciuto alle imprese la possibilita` di rivalutare le aree edificabili (e quelle risultanti dalla demolizione di edifici esistenti), possedute al 31 dicembre 2004, mediante il pagamento di un`imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell`IRAP, pari al 19% del maggior valore alle stesse attribuito.

Come noto, la rivalutazione e` stata ammessa a condizione che l`utilizzazione edificatoria dell`area avvenisse entro i 5 anni successivi alla stessa, a pena di decadenza dal beneficio”.

“A tal riguardo – ha aggiunto l’Ance – , si ricorda che tale opportunita` era stata ammessa per tutte le aree edificabili, sia se iscritte tra le immobilizzazioni, sia se costituenti “beni merce“ (ossia destinate alla vendita), appartenenti alla stessa categoria omogenea, mentre non era consentita per singole aree.

Sul piano oggettivo, la rivalutazione ha riguardato i seguenti beni, risultanti dal bilancio relativo all`esercizio in corso al 31 dicembre 2004:
– aree edificabili iscritte tra le immobilizzazioni;
–  aree edificabili iscritte tra i beni merce;
– aree su cui insisteva un fabbricato da demolire, iscritto tra le immobilizzazioni (la demolizione deve essere stata effettuata entro il termine di approvazione del bilancio 2005);
– aree su cui insisteva un fabbricato da demolire, iscritto tra i beni merce (la demolizione deve essere stata effettuata entro il termine di approvazione del bilancio 2005)”.

L’Associazione costruttori precisa che il differimento del termine a 10 anni assume particolare rilevanza in considerazione dei tempi tecnici per la richiesta dei provvedimenti urbanistici abilitativi dei lavori, nonche` della perdurante congiuntura economica avversa, che ha comportato un forte rallentamento delle iniziative in corso.

Di conseguenza, i soggetti che possiedono aree rivalutate, sulle quali non siano ancora state avviate le opere edilizie, possono usufruire di un ulteriore quinquennio senza decadere dall`agevolazione.

Fonte: Ance

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