Progetto sinergia” è il progetto che le Casse Previdenziali dei geometri, dei periti industriali, degli ingegneri e degli architetti hanno lanciato per fare rete tra loro, per moltiplicare le iniziative, rendersi autonome ed efficienti e per dare una mano nel tentativo di far ripartire l’economia italiana. Le Casse tecniche vogliono condividere i loro punti di forza: è la base per crescere, non tagliando i costi, ma usando in modo intelligente le risorse disponibili.

“Si tratta di un’iniziativa nata fra pari, senza gerarchie, ispirata dall’affinità delle professioni che condividono la stesso mercato”, ha spiegato Paola Muratorio, Presidente di Inarcassa.

Il progetto prevede un Osservatorio giuridico comune, che dovrà studiare l’impatto della normativa e stabilire una condotta condivisa, e hanno unificato i criteri di rilascio della certificazione Durc per garantire ai professionisti tecnici una regola di trattamento unica e trasparente.

Il progetto nasce per creare opportunità di lavoro, “ed evitare un popolo di liberi professionisti nuovi esodati”, aggiunge il presidente della Cassa dei geometri Amadasi. E prosegue: “Tutti siamo sensibili alle difficoltà di lavoro dei nostri professionisti, così abbiamo introdotto percorsi che li agevolino quando intendono sanare la loro posizione pensionistica, spesso frutto di una situazione professionale di stasi: quando non entra un reddito sufficiente, gli enti di previdenza possono intervenire per dilazionare i contributi che i nostri iscritti devono versare”.

Ci sono molti progetti sul piatto, per esempio la “Valutazione del patrimonio pubblico on line”, per censire i beni dei comuni italiani, grandi e piccoli, seguire la fattibilità e l’esecuzione dei progetti di riqualificazione. Tramite questa operazione lo Stato recupera e non li svende, i professionisti diventano consulenti con la pubblica amministrazione e i comuni italiani possono trovare una forma di finanziamento.

Inoltre, c’è il “Welfare allargato”, vale a dire il progetto che punta a potenziare il sistema di garanzie e tutele a favore degli iscritti alle Casse di previdenza tecniche sfruttando la massa critica di 265.000 aderenti.
Un’altra idea in campo è quella di lanciare la cosiddetta “Università aziendale”, un processo di formazione del personale delle Casse per farlo crescere migliorando la qualità del loro servizio.
Ultimo ma non meno importante, studiare forme ancora innovative per lo start up dei giovani professionisti.

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