Quali sono gli interventi che, in base al testo Unico Edilizia e alla più recente giurisprudenza, possono essere classificati come manutenzione ordinaria? Quali titoli abilitativi richiedono? A questa e ad altre domande, cercheremo di dare risposta con questo approfondimento realizzato in collaborazione con Michele Miguidi, autore della Guida Essenziale al Testo Unico Edilizia edito da Maggioli Editore.

Come avevamo anticipato nel post Testo Unico Edilizia, i corretti titoli abilitativi per ogni intervento, in questa sede forniremo anche un’agile tabella con degli esempi significativi di “manutenzione ordinaria” secondo le disposizioni del d.P.R. 380/2001 (consulta qui il Testo Unico Edilizia aggiornato).

Preliminarmente vale la pena sottolineare come la definizione di manutenzione così come appare nella norma UNI EN 13306 non si può applicare tout court a quella di manutenzione ordinaria presente nel Testo Unico Edilizia.

La UNI EN 13306 definisce gli interventi di manutenzione come quelli contraddistinti dalla “combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, previste durante il ciclo di vita di un’entità, destinate a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta“.

Invece, il Testo Unico Edilizia, definendo gli interventi di manutenzione ordinaria, si riferisce ai soli interventi che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza impianti tecnologici esistenti.

Quale titolo edilizio per le attività di manutenzione ordinaria?

In base a quanto definito dall’art. 6 del Testo Unico Edilizia, eseguire interventi di manutenzione ordinaria rientra nell’ambito dell’attività edilizia libera e, pertanto, non richiede l’acquisto di particolari titoli edilizi.

Va detto, però, che nell’ipotesi in cui un edificio ricada fra quelli vincolati dalla Soprintendenza ai beni architettonici, è richiesta una specifica autorizzazione, come nel caso di ripristino delle pitture o dell’intonaco in rapporto a decorazioni e affreschi di edifici storici.

Inoltre, relativamente agli interventi di manutenzione ordinaria che interessano  l’impiantistica è necessario il deposito obbligatorio della certificazione ex l. n.10/1999 (termici) e ai sensi del d.m. n. 37/2008 (elettrici).

Cosa dice al riguardo la Corte Costituzionale

Per definire ancora meglio i confini entro cui il Testo Unico Edilizia limita gli interventi di manutenzione ordinaria è opportuno richiamare la sentenza della Corte Costituzionale n, 238 del 23 giugno 2000. Intale sentenza, i Giudici delle Leggi hanno sottolineato come l’essenza della manutenzione ordinaria sia quella di tutelare l’integrità della costruzione e la conservazione della sua funzionalità, “senza alterare l’aspetto esteriore dell’edificio”.

Qualche esempio di manutenzione ordinaria

A conclusione di questo approfondimento presentiamo di seguito una tabella con una serie di esempi di interventi che sono classificati come “manutenzione ordinaria” secondo quanto stabilito dal testo Unico Edilizia (scarica la tabella in formato PDF).

Clicca sull'immagine della tabella per ingrandirla

Guida essenziale al Testo Unico dell'edilizia

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Michele Miguidi, Eugenio Lequaglie, 2012, Maggioli Editore

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1 COMMENTO

  1. Buongiorno,
    a breve, nell’ambito di lavori di manutenzione ordinaria di un appartamento, farò cambiare gli infissi in legno bianco con infissi in pvc bianco con doppio vetro (stesse dimensioni). L’appartamento è nel comune di roma. Servono permessi particolari? Grazie
    E’ mia intenzione comunque fare una comunicazione (non obbligatoria) al comune di inizio lavori di manutenzione ordinaria.

  2. Buon giorno, per eseguire lavori di collegamento di un nuovo tratto di fognatura posso farlo con una CIL o conviene una CILA. L’intervento è condominiale.

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