Imu, le novità sulle aliquote comunali e il calcolo dell'acconto

Non c’è ancora concretamente il testo del decreto legge, ma sembra confermato il rinvio a settembre dell’acconto Imu sulla prima casa. Forse la notizia è una delle poche cose certe che riguardano l’imposta municipale unica, avvolta sempre più nella nebbia sia per le aliquote stabilite dai Comuni  sia per il calcolo dell’acconto (leggi anche “IMU, il Governo Letta non salva le seconde case, i negozi e gli hotel“).

E, prima casa a parte, la scadenza del 16 giugno 2013 resta comunque fissata per il pagamento della prima rata da parte dei proprietari di seconde case, immobili in affitto o sfitti, fabbricati strumentali delle imprese, negozi, alberghi, uffici.

Cerchiamo di fare chiarezza, o per lo meno di capirci qualcosa.

Partiamo dalle aliquote comunali. Il 9 maggio scorso è scaduto il termine per i Comuni per mettere a punto le delibere sulle aliquote relative al 2013 da applicare già sull’acconto Imu. La scadenza non è tassativa, visto che le amministrazioni locali potranno prendere tempo fino al 30 giugno per effettuare qualche ritocco, data entro la quale dovranno anche approvare i propri bilanci di previsione (consulta le aliquote comunali Imu 2012).

Anche il calcolo dell’acconto non risulta tanto semplice e un piccolo errore può far incorrere i contribuenti al pagamento di una sanzione.

Secondo l’articolo 10 del recente d.l. 35/2013, il pagamento della prima rata si basa sugli atti inviati dai Comuni entro il 9 maggio scorso e pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze in data 16 maggio.

In caso di mancata pubblicazione  l’acconto sarà pari al 50% dell’imposta calcolata sull’aliquota e le detrazioni dell’anno precedente e il saldo sarà a conguaglio sulla base delle delibere pubblicate al 16 novembre sul sito del MEF.

Il provvedimento precisa anche che in caso di mancata pubblicazione delle delibere entro tale data (16/11), si applicheranno quelle pubblicate il 16 maggio e, in assenze di queste, quelle dell’anno precedente. Inoltre con una circolare del 29 aprile scorso il Ministero dell’Economia spiega che in mancanza di aliquote per il 2013, ma anche per il 2012, si applicheranno quelle previste dalla legge (disponibile il software di calcolo Imu 2012).

I contribuenti dovranno quindi prestare molta attenzione per il calcolo dell’imposta, in particolar modo per quella relativa ai fabbricati categoria D. Il gettito per questi immobili è riservato allo  Stato con l’applicazione dell’aliquota dello 0,76%.

Mentre nel 2012 l’acconto è stato calcolato sull’aliquota dello 0,76% e versato per metà al Comune e per metà allo Stato, nel 2013 il calcolo della prima rata sarà fatto sulla base dell’aliquota stabilita dal Comune, non al di sotto dello 0,76%, e con un moltiplicatore che da 60 passa a 65.

Facile pensare che i Comuni che hanno cercato di mantenere bassa l’aliquota ordinaria, si rifaranno aumentando l’aliquota sugli immobili produttivi per incassare l’extra gettito superiore allo 0,76%.

Tra le poche delibere già approvate entro il 9 maggio, si notano anche alcune agevolazioni, ma solo per situazioni specifiche, come  i cinema e i  teatri nel centro storico, le botteghe storiche , i negozi posseduti e utilizzati solo dal proprietario.

 

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