Prosegue la messa a punto delle misure per l’abolizione della rata di giugno dell’Imu sulla prima casa e relative pertinenze, confermata da Letta e dal Ministro dell’economia Saccomanni, ma non ancora divenuta legge. Si parla anche di aggiustamenti per risollevare le sorti dell’occupazione giovanile, e naturalmente di Cig e aumento dell’Iva.

Al centro dell’attenzione rimane sempre comunque un quesito: come dare certezze ai contribuenti, ai comuni e ai lavoratori? Da qui dovrebbero partire le risposte che il nuovo Governissimo dovrà dare attraverso i provvedimenti cui ricorrerà.

Oggi è troppo vicino per emanare un provvedimento d’urgenza. L’ipotesi lascia il posto quindi a un emendamento al decreto sui debiti della PA che dovrebbe passare già oggi alla Commissione Bilancio della camera. Slitterà invece di qualche giorno il decreto d’urgenza contenente tutti i provvedimenti economici urgenti, Imu compresa. L’esecutivo si riunirà domenica 12 e lunedì 13 maggio in un’abbazia di Spineto, in Toscana, e il Consiglio dei Ministri previsto per oggi potrebbe essere rinviato o comunque non sarà quello decisivo.

Solo dopo la sospensione della prima rata, il Governo interverrà sull’Imu, presumibilmente dopo l’estate. Il fattore più interessante consiste nel fatto che il Governo, semplicemente sospendendo la tassa sulla casa, non è costretto a trovare una copertura immediata: per coprire i Comuni si attingerà agli anticipi di tesoreria e; per quanto riguarda gli interessi agli stessi Comuni, li pagherà il Ministero degli Interni. Le imposte sulla casa saranno probabilmente unite alla Tares, confluendo in un’unica tassa comunale.

Tale tassa comunale potrebbe (l’uso del condizionale è d’obbligo) esentare le fasce più deboli e insistere sugli immobili di lusso.

Altro dato di fatto: abbiamo detto che la sospensione Imu non richiede copertura immediata, per questo motivo Letta non dovrebbe essere costretto a comunicare un piano alla Commissione Europea, contrariamente a quanto sembrava nei giorni scorsi.

Non sono “solo” questi i problemi dell’Imu: finché la sospensione della rata di giugno non sarà ufficiale, una serie di scadenze (riportate sul Sole 24 Ore di lunedi 6 maggio) incombono sugli italiani e sui Comuni. Eccole:

9 maggio. I Comuni devono inviare al Ministero dell’Economia le aliquote e le detrazioni, vale a dire le delibere 2013.

16 maggio. Le delibere per l’applicazione devono essere pubblicate sul sito delle Finanze.

17 giugno. Scade il tempo per pagare la prima rata.

1° luglio. Entro questa data devono essere approvati i bilanci di previsione e le delibere Imu per l’anno in corso. Sempre entro il 1° luglio occorre presentare la dichiarazione dell’anno 2012 e mettere in regola i ritardati versamenti  d’imposta del 2012.

30 settembre. Deve essere approvato il riequilibrio di bilancio. È anche l’occasione per i Comuni per modificare aliquote e detrazioni dell’Imu (con effetto dal 1° gennaio 2013).

9 novembre. Invio al Ministero dell’economia da parte dei Comuni delle delibere Imu per l’applicazione nel versamento del saldo 2013.

16 novembre. Le delibere vengono pubblicate nel sito del federalismo fiscale.

16 dicembre. Saldo 2013.

La sospensione della rata di giugno dovrebbe riguardare solo la prima casa e pertinenze. È un intervento di circa due miliardi di euro, è complesso e delicato. Il provvedimento (il decreto), quasi certamente, dovrebbe slittare alla settimana prossima, dopo il ritiro in Convento.

Fonte delle informazioni: Il Sole 24 Ore

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