Gli architetti possono progettare gli impianti tecnologici a completamento dell’edificio: il Consiglio di Stato, con sentenza 1552/2013, ha annullato una pronuncia precedente del Tar Lazio.

Il Consiglio di Stato ha esaminato le competenze di ingegneri e architetti, in base nientepopodimeno che al Regio Decreto 2537/1925, secondo il quale gli architetti hanno competenze per le opere di edilizia civile, tra cui il Consiglio di Stato include gli impianti inerenti alle opere edilizie.
La normativa si è adeguata alle evoluzioni della tecnica e delle qualificazioni professionali. Questo il criterio base su cui si è fondata la sentenza del CdS: il concetto di edilizia civile viene interpretato in senso lato: vi rientrano le realizzazioni tecniche, anche di carattere accessorio e gli impianti tecnologici che completano il fabbricato, come quelli idraulici e di riscaldamento.

Le medesime considerazioni, secondo il CdS, valgono anche nel caso in cui l’impianto venga progettato dopo la costruzione dell’edificio, cioè nel caso di edifici esistenti: il collegamento dell’impianto con l’opera di edilizia civile è sempre funzionale.

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2 Commenti

  1. ok gli arch “fanno” fisica tecnica e quindi sono competenti circa gli impianti termici ed idraulici
    ma non “fanno” elettrotecnica quindi dove la prendono la competenza se non hanno mai “fatto” studi in cui siano state nominate le parole Ampere e Volt ….
    Ing. Carlo Zunino libero prof.

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