Per le città italiane arriveranno dai fondi Ue almeno 3 miliardi. È il punto di partenza della sfida di Fabrizio Barca, il ministro per la Coesione Territoriale, e del Cipu, il neonato Comitato interministeriale per le politiche urbane, che vuole costruire intorno a questo punto fermo stabilito dalle nuove linee guida dell’Unione Europea un piano di interventi per lo sviluppo, al fine di rilanciare le politiche urbane in Italia.

Il ministro ha pubblicato on line il documento “Metodi e contenuti sulle priorità in tema di agenda urbana”, approvato dalla seconda riunione del Cipu. Il documento dovrebbe essere l’eredità per il prossimo Governo, per proseguire una serie di tecniche e politiche condivise tra i Ministeri, le Regioni e l’Anci.

Tra le problematiche sottolineate dall’agenda, il congestionamento dei sistemi urbani e la necessità di un sistema infrastrutturale, oltre al fenomeno della dispersione insediativa e del consumo del suolo, all’urbanistica della sicurezza del patrimonio immobiliare e alla manutenzione del territorio.

L’analisi propone politiche per affrontare il cattivo funzionamento dei sistemi urbani, al quale sono da ricondurre la produttività bloccata e l’esclusione sociale. Per risolvere l’impasse socio-economica è necessario puntare alla global city, già posta al centro delle politiche di sviluppo della Ue.

Gli esempi cui si fà riferimento, da riprodurre in Italia, sono Bilbao e Berlino, città in cui gli aspetti architettonici e urbanistici rappresentano le leve di una riqualificazione intensa e di uno sviluppo globale.
La governance pubblica è un altro tema al centro del documento stilato da Barca, alla base di un nuovo possibile sviluppo urbano. In cosa consiste la governante pubblica? Nell’aumento dei poteri dei grandi Comuni per la definizione dei programmi nazionali e regionali finanziati Ue e nella gestione della spesa. Inoltre, per arrivare a un’efficiente governance pubblica, serve una politica nazionale “ordinaria” per le città e coordinate linee d’intervento.

L’approccio settoriale e limitato all’emergenza abitativa non porta allo sviluppo anche in caso di progetto buoni, come il Piano Città avviato dal Ministro delle Infrastrutture. Il Cipu potrà rappresentare un punto di partenza per superare questa tipologia di approccio: fondamentale sarà definire la leadership dell’amministrazione.

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