Decreto liberalizzazioni, il commento del Consiglio nazionale degli architetti

Achille Funi: l'architetto Mario Chiattone

Il 20 gennaio è stato varato il decreto sulle liberalizzazioni dal CdM. Il CNAPPC (Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori) ha commentato le novità introdotte per le professioni. “Gli architetti italiani ribadiscono la loro disponibilità a mettersi al servizio del Paese. Al Governo e al Ministro Severino non chiediamo tavoli di contrattazione, ma di poter mettere a frutto la nostra profonda conoscenza della realtà professionale per investire sul futuro del Paese. Offriamo, inoltre, la capillare rete degli Ordini sul territorio per farne dei presidi di legalità contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri, contro l’abusivismo edilizio e l’evasione fiscale. Quali organi dello Stato siamo responsabilmente pronti a fare il nostro dovere” ha subito commentato il CNAPPC.

 

Di seguito, i dettagli dei commenti del CNAPPC, già anticipati il 20 gennaio su Ediltecnico.it.

 

Tariffe definite esclusivamente nelle controversie. Il CNAPPC ritiene positiva l’abrogazione dei tariffari massimi e minimi eccetto che in caso di contenzioso in tribunale: “L’aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell’economia e della giustizia”.

 

Preventivo scritto obbligatorio. Il preventivo dettagliato per la prestazione richiesta è ritenuto uno strumento “utile per un rapporto trasparente con i clienti. Solo in un rapporto di grande trasparenza, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet”.

 

Tirocinio presso l’Università. Sulla decisione di introdurre la possibilità di svolgere parte del tirocinio (6 mesi), obbligatorio per l’iscrizione nell’albo professionale, all’interno dell’Università, il Consiglio degli Architetti definisce la novità “un’ottima soluzione”, purché si disegni un percorso virtuoso che colleghi la scuola al tirocinio fino all’esame di Stato e che migliori la qualità dei neo professionisti senza ostacolarne l’accesso al mercato.

 

Accesso ai Confidi. Molto positivo il giudizio sulla possibilità di accesso ai Confidi da parte degli architetti che, stando a quanto riferito dal CNAPP, “soffrono del vero spread che misura la distanza dei pagamenti da parte dei clienti (da sei mesi dei privati ad oltre un anno la P.A.) e il credito bancario, che nei casi migliori arriva a 60 giorni”.

 

Il Consiglio degli Architetti ne ha approfittato anche per ricordare la necessità di proseguire nel percorso sulla Riforma delle professioni. Per la regolamentazione delle società professionali, riferisce il CNAPP, “è indispensabile correggere la stortura che consente al socio non professionista di poter amministrare e di possedere la maggioranza del capitale. Stortura che, di fatto, vanifica la logica stessa dell’istituzione di una specifica forma di società dedicata ai professionisti”.

 

Nell’immagine: Achille Funi, L’architetto Mario Chiattone.


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