Laurea, Governo Monti pronto a abolire il valore legale

La laurea, il suo valore legale e la sua importanza ai fini dei concorsi pubblici sono stati tra gli argomenti in discussione nella riunione “fiume” del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso.

Dopo aver discusso sull’accesso dei giovani alla professione attraverso il tirocinio, che potrà essere intrapreso in parte durante gli studi universitari, durante il Cdm di venerdì scorso l’esecutivo Monti si è occupato anche del valore legale della laurea.  La discussione si è però arenata: il parere favorevole del premier ad un’abolizione di questo sistema, ha  trovato il parere contrario del ministro Cancellieri e qualche incertezza del ministro Severino che avrebbe chiesto un cambiamento graduale.

La discussione non è chiusa, infatti probabilmente se ne riparlerà venerdì prossimo alla riunione del Cdm.

Secondo alcune indiscrezioni sarebbe pronto un provvedimento che prevede:
– l’eliminazione del tipo di laurea come vincolo nei concorsi pubblici: basterà il titolo, fatta eccezione per i settori nei quali sono necessarie competenze tecniche specifiche. Ad avere importanza saranno la capacità dimostrata durante le prove del concorso;
– eliminazione del punteggio di laurea come criterio da valutare;
–  differenza di “peso” e “apprezzamento” tra le diverse sedi universitarie.
A questo proposito il governo Monti venerdì scorso ha attribuito all’Anvur, l’Agenzia per la valutazione, il compito di certificare la qualità dei corsi e delle sedi universitarie, per far capire dove si studia meglio.

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3 Commenti

  1. E’ paradossale, si parla di merito da incentivare e poi si annullano i titoli che lo certificano. Come cavolo dico a mio figlio che ha buttato 5 anni di vita sui libri all’università invece di divertirsi o lavorare che e’ equiparato al Trota, con la differenza che il Trota ha la garanzia della raccomandazione politica. Questo nuovo sistema incentivera’ la corruzione e la raccomandazione politica, Sapendo le condizioni di degrado delle nostre amministrazioni pubbliche e dei nostri politici, entreranno solo i raccomandati ai quali non sarà più chiesto neanche lo sforzo di laurearsi. Che schifo

  2. I concorsi pubblici sono tutti truccati. Se passa questa legge i raccomandati non avranno nemmeno bisogno di un titolo di studio.

    Così è più facile fare le raccomandazioni. E i non raccomandati non avranno più alcuna speranza, nemmeno di accedere ai posti per cui sono troppo qualificati.

    Se davvero si vuole fare qualcosa contro il malcostume delle raccomandazioni bisognerebbe inasprire le pene per raccomandanti, raccomandati e raccomandatari e istituire un ente giudiziario neutrale verso cui le vittime delle raccomandazioni possono rivolgersi per aprire un’inchiesta. Questo ente dovrebbe essere presieduto da esperti esteri, nominati in modo del tutto casuale, dal momento che in Italia, istituito il controllo, si trova sempre il modo di corrompere i controllori.

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