Gli obiettivi del documento di Strategia Energetica Nazionale, approvato con un decreto interministeriale venerdi 8 marzo dal Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera e dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini sono:
– riduzione dei costi energetici;
– pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale;
– maggiore sicurezza di approvvigionamento;
– sviluppo industriale del settore energia.

Ora Passera e Clini hanno reso noto il documento finale. Scarica il documento di Strategia Energetica Nazionale licenziato dai Ministeri competenti, tenendo presente che Corrado Clini ha precisato che il documento potrà essere modificato dal prossimo Parlamento, perchè è un documento solo programmatico.

Leggi il testo del decreto 8 marzo 2013.

Alcuni politici e le associazioni ambientaliste hanno contestato l’approvazione del decreto, che non ha avuto un passaggio parlamentare: secondo i più critici il documento è importante e il governo sta per essere sostituito, dunque era necessario un iter più condiviso. Clini ha però precisato, appunto, che il documento è programmatico al Parlamento e che il governo lo ha chiuso perché aveva il dovere di farlo: il nuovo Parlamento sarà libero di recepirlo e modificarlo.
Secondo Greenpeace, Legambiente e WWF, stando a un primo esame, il nuovo documento della Strategia Energetica Nazionale non ha subito modifiche importanti, come richiesto, rispetto al documento originario. Semplicemente, toglie il sostegno pubblico (dei consumatori) alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori. Gli elementi suggeriti dalle consultazioni sono stati accettati come ininfluente corollario e non in un più utile percorso a tappe.
“Il problema – affermano le associazioni a conclusione di una nota congiunta –  rimane quello di non aver operato una vera scelta a favore di un modello basato su rinnovabili ed efficienza, e quindi di non individuare una vera e propria strategia di transizione, come sta invece avvenendo in Germania. Per questo la Strategia finisce per essere solo un modo per sostenere i soliti noti e non intaccare, anzi favorire gli interessi delle grandi lobby dei combustibili fossili”.

I contenuti del documento
La nuova Strategia energetica nazionale è il frutto di un ampio processo di consultazione pubblica, iniziata a ottobre. Il confronto è avvenuto anche con Parlamento, Autorità per l’Energia e Antitrust, Conferenza Unificata, Cnel, Commissione Europea, associazioni di categoria, parti sociali e sindacali, associazioni ambientaliste e di consumatori, enti di ricerca e centri studi. 800 i suggerimenti giunti attraverso il sito del Ministero dello Sviluppo economico.
Rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, le modifiche sono:
strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050) più esplicite, secondo la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo;
– quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas;
le infrastrutture Strategiche gas sono state definitive con più precisione: in particolare si fa riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa necessari per garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture;
– descrizione più precisa delle misure di accompagnamento alla grid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del Fotovoltaico);
– definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica;
– una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore.

Il Mise spiega che le azioni proposte nella strategia energetica vogliono migliorare gli standard ambientali e di ‘decarbonizzazione e rafforzare la nostra sicurezza di approvvigionamento, grazie ai consistenti investimenti attesi nel settore.

Gli orizzonti temporali di riferimento sono due: 2020 e 2050.

La realizzazione della strategia proposta consentirà un’evoluzione graduale ma significativa del sistema ed il superamento degli obiettivi europei “20-20-20”. I risultati attesi al 2020 (in ipotesi di crescita economica in linea con le ultime previsioni della Commissione Europea) sono:
riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. In particolare, è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a circa 70 miliardi);
superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020: riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo: 18%), riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale (obiettivo europeo: 20%) e raggiungimento del 19-20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo: 17%). Le rinnovabili devono diventare la prima fonte nel settore elettrico e del gas, con un’incidenza del 35-38%;
– maggiore sicurezza, minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore flessibilità del sistema;
– impatto positivo sulla crescita economica grazie ai circa 170-180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, nella green e nella white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Sono tutti investimenti privati, solo in parte supportati da incentivi, e con notevole impatto in termini di competitività e sostenibilità del sistema.

Per raggiungere questi risultati la strategia ha sette priorità:
– la promozione dell’efficienza Energetica;
– la promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati;
– lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili;
– lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente, con prezzi competitivi con l’Europa e con l’integrazione della produzione rinnovabile;
– la ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, per raggiungere un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità;
– lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con benefici economici e occupazionali e nel rispetto degli standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale;
– la modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.

Il documento propone importanti azioni d’intervento per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico, che hanno il fine ultimo di dare sviluppo all’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili.

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