La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è stata approvata. Clini, Ministro dell’ambiente e Passera, Ministro dello Svluppo economico, venerdì scorso hanno firmato un decreto interministeriale che dà il via alla SEN. Il prossimo Parlamento potrà modificare il documento. L’approvazione ha scatenato le reazioni di Greenpeace, Legambiente e WWF.

Il testo che il ministro dell’Ambiente Clini e quello dello Sviluppo Economico Passera promuovono è però sconosciuto: dopo la consultazione della prima bozza, alla quale hanno partecipato anche le associazioni ambientaliste, rilevando numerose debolezze, nessuno ha potuto leggere la versione definitiva ora approvata. Il testo sarà reso noto il 14 marzo.

Leggi la Sintesi dei punti chiave della Strategia energetica nazionale.

Greenpeace, Legambiente e WWF contestano lo scenario dal respiro troppo breve (solo al 2020) cui verrebbe applicata tale strategia. Diversi sono gli errori, secondo le associazioni:
– incentivare lo sfruttamento delle scarsissime risorse petrolifere del Paese, mettendo a rischio ambiente, paesaggio e salute pubblica per un ritorno economico esiguo;
– fingere che non esista la questione carbone e approvare nuovi progetti di centrali alimentate con quella fonte o progetti di ampliamento di impianti già esistenti;
– definire obiettivi di sviluppo ambiziosi per le fonti rinnovabili, ma identificare strumenti del tutto inadeguati a consentire la crescita;
– trasformare l’Italia in un grande hub del gas, senza chiarire i vantaggi per il paese visto che non ci sono politiche che superino gli impianti a carbone e a olio combustibile.

Il ministro dell’Ambiente ha dichiarato: “Il decreto interministeriale firmato chiude una procedura, dopo la consultazione pubblica, finalizzata a fornire un Documento programmatico al Parlamento. Questo Documento è stato concluso in maniera assolutamente trasparente e il governo lo propone in quanto aveva il dovere di chiuderlo: è chiaro che il nuovo Parlamento sarà libero di recepirlo e modificarlo”.

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