In Italia ci sono più di mille Comuni “green”: lo dice il Rapporto ONRE, elaborato da Cresme e Legambiente e presentato questa mattina a Milano. In concreto significa che sono cresciuti di cinque volte rispetto al 2008 e del 20% rispetto al 2011 i Comuni che nei regolamenti edilizi prevedono criteri e obiettivi di edilizia sostenibile, energetici e ambientali più severi rispetto alla normativa nazionale.

In tutte le Regioni si avverte l’aumento di sensibilità rispetto a questi temi: in ciascuna Regione italiana c’è almeno un Comune “green”.

Il Rapporto traccia il quadro della normativa in vigore in Italia in materia di efficienza energetica in edilizia. Tra le norme regionali più avanzate quelle delle Province Autonome di Trento e Bolzano.
La Lombardia è la Regione con più Comuni virtuosi (318), seguita da Toscana (133) ed Emilia-Romagna (con 127). L’Emilia-Romagna ha anticipato gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011.
I nuovi obiettivi previsti dalla Direttiva Europea 31/2010 implicano un’accelerazione nella transizione verso consumi energetici inferiori, nel settore delle costruzioni, e una forte integrazione delle fonti rinnovabili: dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere autonomi dal punto di vista del riscaldamento e del raffrescamento oppure utilizzare fonti rinnovabili.

Fino a qualche anno fa i regolamenti comunali prevedevano obblighi, ora invece fissano più che altro obiettivi da raggiungere, in anticipo sull’UE, lasciando più libertà ai progettisti e ai costruttori in merito al “come” raggiungere l’obiettivo. I regolamenti sono quindi diventati più intelligenti: ponendo gli obiettivi e non gli obblighi sono più stimolanti, e gli interventi divengono più economici. Rimane il fatto che i controlli da parte dei Comuni sono rigidi e severi: una volta che un Regolamento viene approvato, viene anche fatto rispettare: i controlli permettono di lasciare più libertà sul “come”, pur ottenendo i risultati voluti.

Un’importante questione sollevata dal Rapporto ONRE riguarda gli incentivi per l’efficienza energetica (detrazioni 55% e detrazione 50%): il Rapporto suggerisce di concentrare l’aiuto, più che sul tipo di intervento, sul risultato ottenuto, in modo da premiare le ristrutturazioni che fanno fare il salto di classe energetica all’edificio. Già molti Comuni si muovono in questa direzione.

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I parametri presi in considerazione nell’analisi Onre sono:
– l’isolamento termico;
– i tetti verdi;
– l’utilizzo di fonti rinnovabili;
– l’efficienza energetica degli impianti;
– l’orientamento degli edifici;
– la schermatura degli edifici;
– i materiali da costruzioni locali e riciclabili;
– il risparmio idrico;
– il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie;
– l’isolamento acustico;
– la permeabilità dei suoli;
– l’effetto isola di calore;
– le prestazioni dei serramenti;
– la contabilizzazione del calore;
– la certificazione energetica;
– le pompe di calore;
– le caldaie a condensazione;
– la ventilazione meccanica controllata.

Il Rapporto individua 18 categorie di intervento volte a una maggiore efficienza e sostenibilità, attraverso obblighi e incentivi. Tre di queste categorie sono nuove e inserite solo nell’edizione 2013 del rapporto stesso:
recupero e riutilizzo delle acque grigie;
ventilazione meccanica;
materiali innovativi.

Vediamo nel dettaglio le 3 nuove categorie d’intervento.

Recuperare le acque grigie significa risparmiare più acqua. Le acque grigie sono una parte delle acque domestiche, quella derivata dagli scarichi di cucina, doccia, lavandini. Più di 30 Comuni ritengono il loro recupero un requisito cogente in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione.

La qualità dell’aria cresce con la ventilazione meccanica. Le misure che prevedono la ventilazione meccanica controllata sono da ritenersi innovative. Gli interventi principali riguardano le strutture molto isolate dall’esterno, dove  il corretto ricambio dell’aria è necessario per evitare problemi di umidità, che sono i più frequenti.

Le amministrazioni stanno incominciando ad agire molto anche dal punto di vista dell’utilizzo di materiali innovativi riciclabili: si richiede sempre di più il certificato di provenienza del materiale o si progetta già prendendo in considerazione quello che succederà quando si restaurerà.

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