Doppio accordo per il futuro della Memc di Sinigo nel Meranese: oltre a quello pubblico con il Ministero dello Sviluppo economico, che dà il via libera alla linea di interconnessione Italia-Austria, arriva anche quello fra azienda e Sel.

Dopo mesi di attesa è stato finalmente firmato, al Ministero dello sviluppo economico, il protocollo d’intesa che favorirà la ripresa dell’attività produttiva nello stabilimento Memc di Merano con 332 addetti su 550 in cassa integrazione straordinaria da quattordici mesi. L’accordo prevede che l’azienda, produttrice di materiale strategico anche per la microelettronica, investa in una linea di interconnessione Italia-Austria che affiancherà, su base merchant line, quella che verrà realizzata da Terna. A sottoscrivere l’intesa sono stati il sottosegretario al Mise, Claudio De Vincenti, l’assessore al Lavoro della Provincia autonoma di Bolzano, Roberto Bizzo, e il rappresentante legale della Memc Electronic Materials Spa, Mauro Pedrotti.

“L’effetto dell’accordo – dice il sottosegretario allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti- sarà duplice, perché la soluzione individuata non solo consentirà la ripresa produttiva dell’azienda e dunque la tutela occupazionale, ma consentirà anche una riduzione del prezzo dell’energia coerente con l’obiettivo di garantire la competitività di Memc. In questo modo, si ottiene di mantenere in Italia la presenza di una multinazionale che opera in un settore avanzato e, quindi, di particolare rilievo per il nostro Paese”.

Con la firma del protocollo d’intesa il futuro della Memc di Sinigo, e dei suoi lavoratori, diventa decisamente meno grigio. Con l’accordo sottoscritto a Roma, infatti, è stato messo nero su bianco l’impegno dell’azienda a realizzare, oltre a quella di Terna, una seconda linea di interconnessione fra Italia e Austria. “Si tratta di una cosiddetta merchant line – spiega l’assessore Roberto Bizzo, che in giunta provinciale ha le competenze in tema di lavoro – che consentirà alla Memc di acquistare energia dall’estero a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli praticati sul mercato italiano”.

“È stato un percorso lungo 9 mesi – ha sottolineato l’assessore Roberto Bizzo, che in Giunta provinciale ha le competenze in materia di lavoro – ma siamo riusciti a portare a termine un grande risultato. L’accordo con il Ministero dello sviluppo economico, che concede a Memc la possibilità di realizzare la linea di interconnessione tra Italia e Austria, rappresenta il primo ma fondamentale passo verso la concreta soluzione della crisi. Dobbiamo in ogni caso essere realisti, e sarebbe sbagliato fare annunci trionfalistici, ma quello che mi sento di dire ai lavoratori in cassa integrazione e alle loro famiglie è che noi continueremo ad impegnarci a fondo per garantire la ripresa dell’attività all’interno dello stabilimento nei tempi più brevi possibili: anche prima della conclusione dei lavori sulla linea»

Il presidente di Sel, la società a partecipazione provinciale, Wolfram Sparber, ha parlato di «un grande passo in avanti», precisando però che l’accordo riguarda solo «la cornice all’interno della quale proseguire nella collaborazione». Dal punto di vista tecnico, Sel importerà direttamente energia dall’Austria per conto di Memc, e tutto ciò che non verrà utilizzato dall’impianto di Sinigo potrà essere rivenduto sul mercato privato. «Con questo doppio accordo – ha spiegato il direttore dello stabilimento Claudio Pasolli – si crea l’ambiente adatto a rendere competitiva Memc rispetto ai concorrenti dell’area germanica. I tempi per la ripresa dell’attività? Difficile fare previsioni, ma anche grazie alla disponibilità di Sel cercheremo di ridurli il più possibile. Restano in ogni caso da risolvere alcune questioni tecniche legate sia al rapporto con Terna, che è il gestore italiano della rete elettrica, sia con Tiwag, che opera invece oltre il confine del Brennero».

Proseguiranno, comunque, gli incontri tecnici tra il Mise, la Provincia di Bolzano e Memc per definire i dettagli operativi ed economici del progetto. Il primo round è stato già convocato, con la presenza dei sindacati per il 22 marzo.

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