L’esenzione Imu riconosciuta agli enti non commerciali, tra cui la Chiesa, vale anche per i beni immobili dati in comodato d’uso a un altro ente non commerciale, per lo svolgimento di attività “meritevoli”.

Si allargano quindi le maglie dell’imposta grazie ai chiarimenti forniti dal Dipartimento delle Finanze tramite risoluzione. L’esenzione dall’imposta municipale riguarda gli enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.

Scarica la risoluzione Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali – Immobili concessi in comodato (Ris. N. 4/DF)

Così secondo il Dipartimento scatta l’esenzione anche in caso di concessione in comodato (cioé a titolo gratuito) di un bene a un ente che ha le stesse caratteristiche per usufruire del beneficio fiscale. Altri chiarimenti forniti sempre dalle Finanze riguardano l’atto costitutivo degli enti e l’adeguamento degli statuti.

Scarica la risoluzione Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali – Adeguamento dello statuto e dell’atto costitutivo (Ris. N. 3/DF)

La data del 31 dicembre 2012 entro il quale gli enti non commerciali devono predisporre o adeguare il loro statuto non ha natura perentoria. E questo vale “ovviamente” anche per gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. A tali soggetti non può essere richiesta né la predisposizione né l’adeguamento dello statuto. Dovranno comunque procedere con scrittura privata.

La Circolare del Ministero contraddice però alcune sentenze della Cassazione. C’è, per questo motivo, il pericolo di un contenzioso tra le due parti.

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