Le attività di muratori e di altre qualifiche speciali in edilizia sono da ricondurre nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato e tali attività sono “difficilmente inquadrabili in un genuino rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, ancorché astrattamente riconducibili ad altri rapporti di natura autonoma”. Si esprime così l’INAIL nella recente circolare n. 13 del 19 febbraio 2013 relativa, tra le altre cose, alle istruzioni al personale ispettivo.

Nella circolare l’INAIL ribadisce la volontà di contrastare il lavoro subordinato dissimulato da altri tipi di rapporto.

È possibile, dunque, riconoscere una collaborazione a progetto genuina solo se al collaboratore siano lasciati margini di autonomia anche operativa nello svolgimento dei compiti allo stesso assegnati.

Non solo, la circolare INAIL specifica che il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più’ rappresentative sul piano nazionale.

La circolare ministeriale indica, come accennato sopra, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le attività difficilmente inquadrabili in un genuino rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto. Sono pertanto, sono da ricondurre nell’ambito della subordinazione, i rapporti instaurati con le seguenti figure:

– addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici;

– addetti alle agenzie ippiche;

– addetti alle pulizie;

autisti e autotrasportatori;

– baristi e camerieri;

– commessi e addetti alle vendite;

– custodi e portieri;

– estetiste e parrucchieri;

– facchini;

– istruttori di autoscuola;

– letturisti di contatori;

– magazzinieri;

manutentori;

muratori e qualifiche operaie dell’edilizia;

– piloti e assistenti di volo;

– prestatori di manodopera nel settore agricolo;

– addetti alle attività di segreteria e terminalisti;

– addetti alla somministrazione di cibo e bevande;

– prestazioni rese nell’ambito di call center per servizi cosiddetti in bound.

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