Non ci sono le condizioni necessarie per emanare un decreto legge di proroga del termine per la stipula dell’atto aggiuntivo del contratto vigente tra le società coinvolte nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Il Consiglio dei Ministri di ieri ha fatto il punto sul Ponte sullo Stretto di Messina e ha deciso di non prorogare il termine perentorio del 1° marzo 2013 entro il quale Stretto di Messina SpA (concessionaria pubblica) e il General Contractor Eurolink (contraente generale, guidato da Impregilo) devono sottoscrivere l’atto aggiuntivo al contratto vigente, sospeso con il decreto Sviluppo-bis (legge 221/2012).

Lo stato della trattativa tra la società Stretto di Messina Spa ed Eurolink è il seguente: Eurolink recede dal contratto in novembre 2012 e impugna di fronte al Tar del Lazio la nota con cui Stretto di Messina Spa si oppone al recesso.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, all’interno del Consiglio dei Ministri, ha svolto una relazione. Corrado Passera ha sottolineato che non ci sono le condizioni necessarie per l’emanazione di un decreto legge di proroga del termine per la stipula dell’atto aggiuntivo (fissato al 1 marzo 2013), come era stato richiesto dal Contraente generale”. Dopo la  scadenza del primo marzo, in base al decreto legge, non varranno più tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, né le convenzioni e tutti i rapporti contrattuali stipulati dalla società concessionaria.

Hanno dichiarato ieri Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man e Wwf: “Se il primo marzo SdM SpA ed Eurolink non saranno stati capaci di arrivare a trasmettere al Governo il testo dell’atto aggiuntivo, si deve mettere la parola fine alla storia indecente del Ponte sullo Stretto di Messina, dal costo abnorme di 8,5 miliardi di euro, oltre mezzo punto di Pil”.

Dure le critiche di Matteoli (Pdl) che, oltre ad attaccare il Governo Monti per non aver concretizzato la realizzazione, dichiara: “Invece di realizzare un’opera cruciale per lo sviluppo del Sud e per dare lavoro in una delle aree più critiche del Paese, lo Stato dovrà ora pagare penalità pesantissime sprecando importanti risorse”.

Si legge, su Ansa.it, l’appello a non disperdere un patrimonio di conoscenze di ingegneri e architetti, secondo i quali il ponte sullo Stretto di Messina “non è una storia di sprechi, ma un’impresa che ha portato all’Italia e alla comunità scientifica internazionale uno straordinario bagaglio di conoscenze multidisciplinari, riconosciute e ricercate in tutto il mondo”.
Ingegneri e architetti di tutto il mondo chiedono, con un’inserzione sul Corriere della Sera, di non disperdere “un patrimonio di conoscenze altrimenti impensabili. Siamo consapevoli – scrivono professionisti del calibro di Daniel Libeskind e Allan Larsen – che non spetta alla Scienza e all’Ingegneria stabilire se costruire un ponte o meno, ma compete loro difendere un progetto se infondatamente bistrattato con conseguenze che potrebbero determinare la dissipazione di un grande patrimonio ingegneristico, scientifico e socioeconomico a oggi consolidato in un progetto definitivo”.

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