Federarchitetti, il Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti, denuncia l’indifferenza del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti e Pianificatori per quanto riguarda la Formazione continua e la bozza di Regolamento per l’aggiornamento e sviluppo professionale continuo, approvata dalla Conferenza degli Ordini provinciali. Il CNAPPC ha evitato la concertazione e il confronto con il sindacato, non ha diffuso la notizia sul proprio portale ma ha lasciato che la notizia si divulgasse attraverso i siti specializzati. L’atteggiamento è testimonianza, secondo Federarchitetti, dell’indifferenza verso i sindacati e tutti coloro che potrebbero dare consigli per migliorare il testo in bozza.

Riportiamo di seguito la lettera di protesta diffusa da Federarchitetti (www.federarchitetti.it).

“Solo pochi giorni fa, in una prima lettera aperta, Federarchitetti denunciava l’autoreferenzialità del Consiglio Nazionale degli Architetti sul tema della Formazione permanente. Una segnalazione doverosa confermata dai recenti accadimenti. Successivamente, la Conferenza degli Ordini provinciali, nella seduta del 24 gennaio, approvava una bozza del Regolamento per l’aggiornamento e sviluppo professionale continuo di cui all’articolo 7, comma 1 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137.

Una bozza – non è dato sapere quanto definitiva – di un documento così importante non è stata divulgata dai suoi estensori –  il sito del CNAPPC non dice nulla al riguardo – ma da un portale dedicato all’informazione tecnica.

La nostra denuncia era quindi fondata: il CNAPPC continua nella sua indifferenza verso i sindacati e verso tutti coloro che potrebbero contribuire a migliorare un regolamento che già a una prima lettura presenta diversi punti di criticità.

Prendiamo atto, con rammarico e stupore, che il CNAPPC ha deciso che la concertazione e il confronto non devono assolutamente essere alla base di questioni così rilevanti per l’intera categoria e per i liberi professionisti.
La certezza poi che non sia solo una rivendicazione sindacale con una sua “faziosità” di fondo, ci viene confermata dalla lettura della nota inviata al CNAPPC dall’Ordine Architetti di Firenze. Un passaggio soprattutto ci colpisce – a prescindere dalle puntuali osservazioni che risultano condivisibili ancorché parziali – e che è opportuno qui riportare:

’Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze manifesta grandi perplessità riguardo alle modalità con cui una modifica strategica di tale portata è stata prodotta, di fatto senza nessun tipo di condivisione o partecipazione, ed evidenzia come tale premessa impedisca all’Ordine di Firenze di approvare il Regolamento presentato’.

Il silenzio assordante del CNAPPC ci preoccupa. Il nostro è un reale bisogno di contribuire a migliorare l’imposizione di un ‘balzello’, forse il peggiore, che calerà come una mannaia su tutti noi in un periodo disastroso per i liberi professionisti. Sorprende poi che l’organismo – il CNAPPC – che agisce palesando un profondo disinteresse per la concertazione, sia lo stesso che in questi giorni rifiuta l’appoggio ad un’altra iniziativa ‘… a causa del mancato confronto sulle proposte da sottoporre al Governo’.

Non si comprende la logica dei due pesi e due misure: scopriamo infatti che il CNAPPC pretende la concertazione quando le iniziative sono altrui ma ignora il confronto quando l’iniziativa è propria. Non possiamo che evidenziare la forte contraddizione di questo comportamento rispetto alle logiche con cui lo stesso Consiglio Nazionale intese positivamente avviare ‘un progetto di sinergia e partecipazione con organismi ed associazioni sindacali attraverso un proficuo confronto su tematiche di comune interesse’ all’atto del suo insediamento a giugno del 2011.

Oggi è sempre più tempo di rispetto per i diversi ruoli, di apertura al confronto e alla concertazione, di sinergia e partecipazione, lo chiede la società, lo chiedono i liberi professionisti, lo chiedono i nostri dipendenti e collaboratori. Pertanto, con al presente, Federarchitetti – SNALP rinnova la richiesta urgente di aprire, nel più breve tempo possibile, un tavolo di concertazione, riservandosi ogni altra azione di salvaguardia della libera professione e di tutela dei liberi professionisti nelle sedi opportune”.

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