Ingegneri sugli immobili storici, c'è chi può e chi non può

Colosseo a rischio crollo. A lanciare l’allarme è la sezione di Roma dell’associazione “Italia Nostra” che denuncia la situazione dell’area dei Fori Imperiali, causata dai lavori di scavo per la stazione della linea C della metropolitana della Capitale.

“Il progetto della metro C nasce ben 20 anni fa e costituisce il perno centrale della cosiddetta “cura del ferro” – spiega l’associazione in un comunicato stampa – . Da subito il consenso è unanime. Doveva prosciugare la marea automobilistica e rendere centrale la mobilità su ferro, doveva spezzare l’isolamento delle periferie, doveva permettere la pedonalizzazione dell’intero Centro Storico. Infine doveva rendere possibile recuperare l’incomparabile patrimonio archeologico e facilitarne l’accesso; gli obiettivi erano ambiziosi a tal punto che la nuova metropolitana venne chiamata anche la “metro archeologica”. Fondendo insieme storia, cultura, efficienza e modernità, la metro C doveva portare verso il futuro di Roma Capitale. L’inaugurazione era prevista per il grande Giubileo del 2000. Ma le cose poi sono andate molto diversamente”.

Lo scorso anno una dettagliatissima relazione della Corte dei Conti ha certificato il sostanziale fallimento della metro C – aggiunge -. Incompetenze, negligenze, errori, illegittimità. I costi dell’opera infrastrutturale sono schizzati alle stelle così tanto che questa metropolitana viene oggi considerata la più costosa del mondo. La situazione ad oggi è che i lavori arrancano faticosamente nella tratta esterna da Pantano a San Giovanni. Ma nella tratta centrale, che è la vera ragion d’essere della Metro C, e che va da San Giovanni al Colosseo e poi a piazza Venezia, a Largo Argentina, a Corso Vittorio Emanuele e San Pietro, siamo ancora a zero. Anzi, dal Colosseo in poi, il progetto è stato praticamente abbandonato dato che, grazie proprio alla Corte dei Conti, all’ultimo momento è stato sventato un inaudito colpo di mano delle imprese che stavano trattando una proposta di project financing per l’astronomica cifra di 10 miliardi di euro. Più la licenza di cementificare caserme e depositi dell’Atac nel Centro Storico”.

Ma come è possibile che si sia potuto verificare questo disastro epocale? Secondo Italia Nostra la causa sta nella gestione del progetto “totalmente e gelosamente all’interno del sistema dei partiti” che ora intenderebbe andare avanti  anche mettendo a rischio il monumento più famoso del mondo pur di portare avanti il più ricco contratto di opere pubbliche in Italia che può durare decenni e può ancora continuamente lievitare.

Ora secondo Italia Nostra a impedire questo scempio resta un ultimo ostacolo,  il no della Soprintendenza Archeologica che spiega come la riduzione di via dei Fori Imperiali e l’addensamento del traffico proprio sotto il Colosseo provocherebbe delle vibrazioni che possono incidere in maniera deleteria addirittura sulla stabilità della struttura del monumento.

“Poi c’è l’influenza fortemente negativa, sia pratica che psicologica, sull’afflusso dei turisti che dovranno arrivare in fila indiana attraverso i varchi di un cantiere caratterizzato da attività invasive e pericolose – aggiunge l’associazione – . Il contraccolpo sul turismo della Capitale può essere gravissimo. Infine non si osa immaginare quali ripercussioni avrà questa strozzatura del traffico sul centro storico e su tutto il resto della città e delle sue attività economiche. Purtroppo si ha notizia che anche la resistenza della Soprintendenza archeologica sta per cedere”.

Fonte: Italia Nostra

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento