Efficienza energetica e rinnovabili, 65 milioni di euro dall'Ue

Come già anticipato (leggi Certificazione energetica e Autorizzazione Unica Ambientale, ok del CdM), il Consiglio dei Ministri di venerdi 15 febbraio ha varato il regolamento che definisce i requisiti per i certificatori energetici degli edifici. Il provvedimento sana i rilievi mossi dalla Commissione europea che aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia per incompleto recepimento da parte dell’Italia della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.
Il Dpr va quindi ad attuare una norma del decreto legislativo n. 192/2005 di recepimento della stessa Direttiva europea. L’articolo 4, comma 1, lettera c) prevede l’emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica che deve stabilire “i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione”.
Si tratta dell’ultimo tassello che completa la normativa nazionale in materia di certificazione energetica degli edifici.

Prima del varo del decreto di venerdì, avevamo già anticipato alcuni contenuti del Regolamento, ma ora abbiamo la possibilità di analizzarli più a fondo.

Certificatori energetici, chi sono?
Articolo 2. Possono svolgere attività di certificazione energetica, e sono quindi riconosciuti come soggetti certificatori:
– i tecnici abilitati;
– gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e dell’edilizia;
– gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento;
– le società di servizi energetici (ESCO).

Abilitazione, quali i requisiti per ottenerla?
I requisiti necessari per ottenere l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di certificazione sono:
– il diploma di istruzione tecnica nel settore tecnologico o la laurea;
– l’iscrizione all’Ordine professionale di riferimento;
– la frequenza di corsi di formazione, di almeno 64 ore, sulla certificazione energetica degli edifici, autorizzati dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto con i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente.

Se sono assenti competenze in alcuni campi, il certificatore è tenuto a farsi affiancare da un altro tecnico abilitato.

Il certificatore deve essere imparziale
Il regolamento stabilisce l’obbligo per i tecnici, all’atto di sottoscrizione dell’attestato di certificazione energetica, di dichiarare l’assenza di conflitto di interessi: nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, il certificatore deve dichiarare di non essere direttamente o indirettamente coinvolto nel processo di progettazione e realizzazione dell’edificio da certificare; nel caso sia di certificazione di edifici di nuova costruzione sia di edifici esistenti, il certificatore deve dichiarare di non essere direttamente o indirettamente coinvolto con i produttori dei materiali e dei componenti utilizzati e rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né il coniuge né un parente fino al quarto grado. Il certificatore deve essere quindi indipendente e imparziale.

Responsabilità penale diretta del certificatore
Articolo 4. L’attestato di certificazione energetica (Ace) ha valenza di atto pubblico, ai sensi dell’articolo 481 del codice penale, con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive il documento.

Funzioni delle Regioni e Province autonome
Il regolamento si applica alle Regioni e alle Province autonome che non hanno ancora adottato provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE.

Nell’interesse degli utenti le Regioni e le Province autonome possono:
– adottare un sistema di riconoscimento dei soggetti abilitati nel rispetto delle regole comunitarie;
– promuovere iniziative di informazione e orientamento dei soggetti certificatori e degli utenti finali; – promuovere attività di formazione e aggiornamento dei certificatori;
– monitorare l’impatto del sistema di certificazione;
– predisporre un sistema di accertamento della correttezza e qualità dei servizi di certificazione;
– promuovere la conclusione di accordi volontari o di altri strumenti per assicurare agli utenti prezzi equi di accesso a qualificati servizi di certificazione energetica degli edifici.

Inoltre, le Regioni e le Province autonome devono procedere ai controlli della qualità del servizio di certificazione energetica reso dai soggetti certificatori. I controlli devono essere prioritariamente orientati alle classi energetiche più efficienti e comprendono:
– accertamento documentale degli attestati di certificazione includendo in esso anche la verifica del rispetto delle procedure;
– valutazioni di congruità e coerenza dei dati di progetto o di diagnosi con la metodologia di calcolo e i risultati espressi;
– ispezioni delle opere o dell’edificio.

Ace: aggiornamento su riqualificazioni impiantistiche
Articolo 7. Il regolamento introduce misure di semplificazione sull’aggiornamento dell’attestato di certificazione energetica in caso di riqualificazioni impiantistiche.

Allegato I
Riporta contenuti minimi e durata minima dei corsi di formazione per i tecnici abilitati alla certificazione. A livello nazionale, i corsi possono essere svolti da università, organismi ed enti di ricerca, da consigli, ordini e collegi professionali autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con i Ministeri delle infrastrutture e dell’ambiente.
A livello regionale, invece, possono essere organizzati dalle Regioni e dalle Province autonome o comunque da soggetti con competenza specifica e autorizzati dalle amministrazioni.

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2 Commenti

  1. siccome non me ne intendo di come funziona la legislazione italiana, vorrei capire se è già operativo o enetrerà in vigore quando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ho raggiunto diversi crediti formativi seguendo corsi e convegni specifici, ma nessuno era “validato” dal Ministero. Domanda: saranno ancora validi? Ci daranno il tempo di frequentare un corso di 64 ore prima che il Decreto vada in funzione? Comunque, a parte le perplessità, era ora!!

  2. io ho fatto un corso di 64 ore, sono iscritto all’ordine degli Ingegneri di Milano.
    mi sembra di capire che non devo più fare l’esame per avere il diritto di accreditamento come certificatore. oO mi sbaglio?

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