Efficienza energetica e rinnovabili, 65 milioni di euro dall'Ue

Pronto lo schema di regolamento che definisce i requisiti per il certificatore energetico degli edifici. Finalmente. Lo schema attua una norma del decreto legislativo n. 192/2005 di recepimento della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia. Il decreto prevede infatti l’emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica che stabilisca “i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione” (articolo 4, comma 1, lettera c).

Il regolamento attuativo è l’ultimo tassello che completa la normativa nazionale in materia di certificazione energetica degli edifici.

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Quali requisiti servono per ottenere l’abilitazione?
Il diploma di istruzione tecnica nei settori tecnologici o la laurea sono requisiti formativi che il tecnico deve possedere per ottenere l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di certificazione.
Per conseguire l’abilitazione è richiesta anche l’iscrizione all’Ordine professionale di riferimento e la frequenza di corsi di formazione – di almeno 64 ore – sulla certificazione energetica degli edifici, autorizzati dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto con i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente.

Le responsabilità e imparzialità
Il tecnico è “direttamente responsabile” dell’attestato di certificazione energetica (ACE), documento che assume la valenza di atto pubblico.
Per assicurare l’indipendenza e l’imparzialità del certificatore, il regolamento stabilisce l’obbligo per i tecnici di dichiarare – quando si firma l’attestato di certificazione energetica – l’assenza di un coinvolgimento diretto o indiretto nelle attività di progettazione dell’immobile certificato e con i produttori dei materiali.

Formazione e aggiornamento
Dpr fornisce linee guida per assicurare una maggiore omogeneità a livello nazionale: fino a oggi le regole in materia di formazione dei certificatori sono diverse da una regione all’atra.

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1 COMMENTO

  1. L’attestato di frequenza è obbilgatorio solo nel caso di posseso di lauree magistrali di cui all’art 4 lett. b) del DPR 75/2013.Per le alre laure magistrali di cui al comma 3 lett.a) basta solo quella. Questo a parer mio e di altri colleghi e su indicazione del mio Ordine di appartenenza. Se non siete d’accordo, fatemi sapere.

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